Il caso sbagliato di James Crumley (reloaded)

il caso sbagliatoIl caso sbagliato di James Crumley (Einaudi Stile Libero Noir, disponibile anche in ebook) uscì nella nuova traduzione di Luca Conti nel 2008, quasi in contemporanea con la morte del’autore.
Il romanzo originale risale al 1975 (anno in cui venne pubblicato nella collana dei Gialli Mondadori) e fa parte della trilogia del detective Milton Chester Milodragovitch, detto Milo.
Squattrinato, in attesa dell’eredità paterna che arriverà quando non avrà più l’età per sperperarla, Milo è un ex poliziotto ed ex marito (la moglie ha sposato Jamison, agente integerrimo in forza alla polizia locale), e anche come investigatore non è esattamente tra i più quotati da quando la legge sul divorzio è cambiata.
Ma il destino, sotto forma di una rossa da capogiro, lo porta a indagare sul suicidio di Raymond Duffy. Il caso è piuttosto semplice e Milo lascerebbe anche perdere se non fosse che la cliente, sorella di Raymond, è convinta che il fratello non possa essersi suicidato.
A causa di Helen, Milo inizia a rovistare nei bassifondi di Meriwether, fra drogati e alcolisti, alla ricerca di una soluzione che convinca la donna. E pazienza se per arrivare alla soluzione sarà necessario prenderle dall’enorme Lawrence Reese, un nero con l’ombretto viola poco disposto a collaborare, mentire, rischiare l’arresto e altre amenità.
I duri come Milo sono abituati a girare con gli occhi pesti e l’alito che puzza di alcool e a lasciarsi alle spalle una scia di cadaveri e comprimari malmenati.
Ma è proprio un caso sbagliato, questo, che nasce male e finisce peggio.

Nonostante sia datato, Il caso sbagliato ha una carica di attualità che il tempo non ha sfiorato. L’immagine della provincia americana, la corruzione, le dipendenze, le passioni: a distanza di trent’anni, niente di nuovo sotto il sole. Con la differenza che James Crumley era in grado di raccontarlo meglio di tanti altri.

Leggi l’incipit sul blog di Luca Conti.

 

 

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