Le gialle di Valerio/35: Manzini

Era di maggioAntonio Manzini
Era di maggio
Sellerio, 2015
Pagine 383
Euro 14,00
Giallo noir

Aosta. Da lunedì 14 a domenica 27 maggio 2012. Il Vicequestore Rocco Schiavone era nato a Trastevere nel 1966, quando vi erano meno turisti e più omicidi. I suoi amici erano diventati ladri e spacciatori; entrò in polizia ateo e manesco, facile alla corruzione e all’investigazione. Fece carriera e si sposò con l’amata Marina. Lei ormai è morta da quasi sette anni (le hanno sparato mentre erano in macchina insieme), lo hanno trasferito in montagna per indisciplina e lui parla spesso con lei, ancora per poco. Naso a punta, occhi penetranti, alto e possente, cinico e schietto; gira sempre e solo con Clarks, Loden, Volvo, pesante inflessione romanesca, sarcasmo e ottimo intuito investigativo; ama canne (da legalizzare!) e donne. La sua vicenda riprende tre giorni dopo aver risolto il caso della sparizione della ricca studentessa Chiara Berguet e aver trovato uccisa una cara amica casualmente nel suo letto. In carcere ammazzano il mandante del rapimento e si convince a cercare (anche a Roma) chi vuole ucciderlo. Storie di crimini vari s’intrecciano e, dal passato, qualcuno continua a volersi vendicare di lui (intanto eliminando un intralcio a Francavilla al mare).

Ottimo anche il quarto romanzo seriale dell’attore regista sceneggiatore romano 51enne Antonio Manzini, in terza varia, spesso su Rocco, in prima il dialogo del vedovo. Ogni storia ha inizio e fine, anche se prosegue l’intreccio giallo intorno alla morte della moglie. Il personaggio piace molto, è un poco esagerato nei suoi tic. Ha già distrutto 12 paia di scarpe in otto mesi (con quel clima!); assegna un animale analogo agli interlocutori più o meno casuali; non si esime da comportamenti poco legali; compila e fa compilare classifiche delle personali rotture di scatole; tende a mandare a quel paese chiunque; non è mai stato capace di addormentarsi accanto a una donna che non fosse Marina; vive ramengo con la bastardina Lupa, di rara razza (canina) bipolare, un Saint-Rhémy-en Ardennes (pare); non è innamorato di Anna e sta innamorandosi di Caterina Rispoli, collega agente che sta col suo fidato quasi vice Italo e gli dà del lei. Ancora una volta vini rossi da assaggiare: il discutibile Primot e il notevole Fumin (vitigno autoctono). “Inno alla gioia” di Beethoven sul cellulare (meglio di Fausto Papetti alle feste vip). Presto in tv.

(Articolo di Valerio Calzolaio)

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