Le gialle di Valerio/58: Pennac

signor malaussèneDaniel Pennac
Signor Malaussène
Feltrinelli, 1995
Traduzione di Yasmina Melaouah
Giallo

Belleville, Parigi. Luglio. Arrivano gli ufficiali giudiziari e il Piccolo Malaussène, 6-7 anni, occhiali rosa, fa finta di inchiodarsi alla porta; i sette “cattivi” recidivi sono turbati ma capiscono il trucco e sfondano la porta mentre lui scappa dai complici. Secondo trucco: finiscono per sfrattare lo sfruttatore. Confusi e arrabbiati, distruggono e depredano l’appartamento (pieno di 2667 pannoloni colmi) della vedova proprietaria dell’immobile. All’ultimo cinema del quartiere il racconto diverte i 18 commensali e solo in parte Ben, fratello maggiore. Benjamin Malaussène fa il capro espiatorio: quando un cliente si lamenta deve farsi strapazzare, assumendo un’aria contrita e miserabile. Prima aveva l’ufficio in un supermercato con 855 dipendenti di rue du Temple (4°), ora alla casa editrice Edizioni del Taglione diretta dalla regina Zabo, dove respinge i manoscritti. Età e fisico indefiniti (i nostri), non ascolta musica, odia la tv, non porta cravatta, fa spesso sesso, racconta in prima persona (e pensa fra parentesi). È stanco di “guidare” la tribù di parenti e affini, ora la sua magnifica Julie è incinta. Non troverà pace per tutti i nove mesi di gravidanza, irraccontabili!

Daniel Pennac, nato Pennacchioni (Casablanca, 1944) si è trasferito a Belleville nel 1970, raccontando il multietnico 20° arrondissement con magnifica freschezza. Si tratta del quarto romanzo della saga, Signor Malaussène sarà infine il nome del figlio di Ben, troppo preso dal suo secondo (involontario) lavoro, l’investigatore, qui spesso fuori dalla capitale francese. Un continuo delizioso fuoco d’artificio di oltre 400 pagine: fantasia, dialoghi, incisi, significati di alta qualità. Lo accusano di 21 omicidi, lo mettono in galera, mentre è in coma lo svuotano di organi vitali… ma lui, alla fine, risolve tutti i gialli che racconta, con l’aiuto del commissario Rabdomant in pensione, a pesca nella natia Malaussène (paesino dell’entroterra di Nizza). Il capro espiatorio è la “causa misteriosa ma evidente di qualsiasi evento inspiegabile … all’origine di niente ma responsabile di tutto”, il mestiere di cui più c’è domanda. Molti si trovano i capri personali (amico o avversario, padrone o dipendente, compagno o compagna). Che professionismo: insieme terziario avanzato e artigianato artistico, fatica fisica e raffinato intellettualismo, creatività e alienazione, realtà e finzione!

(Articolo di Valerio Calzolaio)

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google photo

You are commenting using your Google account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.