La Debicke e… Un caso come gli altri

Cover Un caso come gli altriUn caso come gli altri
di Pasquale Ruju
Sabot Age 2016
Pagine 256

Non delude il primo romanzo di Pasquale Ruju, lo straordinario sceneggiatore di alcuni dei più famosi fumetti italiani: Tex, Dylan Dog, Martin Mystère, Dampyr, Nathan Never.
Ḕ la storia di un amore criminale sullo sfondo di uno scenario italiano in cui la piovra delle potenti società della ‘ndrangheta, avendo trovato spazio e terreno, ha allungato fino al nord i suoi lunghi tentacoli. Si narra delle ‘ndrine ioniche, dei clan campani e perfino di alcuni siciliani, che si sono fatti strada in Lombardia, in Liguria e nel Piemonte.
Senza dimenticare la Val D’Aosta, dove le prime infiltrazioni malavitose risalgono addirittura agli anni di piombo.
Comunque è cosa certa che le organizzazioni criminali italiane hanno fatto da tempo un bel salto generazionale scontrandosi o alleandosi talvolta, secondo necessità, con altre mafie dell’Est, del Sud America e con quelle Orientali. Si sono intrufolate senza scrupoli in realtà produttive e finanziarie a ogni livello, in tante zone del paese. Il prossimo passo per loro sarà l’Europa. I paesi più ricchi, come la Germania, l’Austria, il Regno Unito. Con l’abbattimento delle frontiere, l’economia di mercato oramai è diventata globale, e tutte le mafie sono pronte ad approfittarne.
Ora poi con L’Is, Isis o Daesh e tutte le altre varie sigle fanatiche, alleate o in lotta con il Califfato, cosa faranno mi chiedo io?
Comunque ritorno subito a Un caso come gli altri. La storia, quasi un’azzeccata pièce teatrale, comincia con uno scenario al femminile che vede due belle e giovani donne, sedute una di fronte all’altra nella stanza chiusa di un commissariato dove il condizionatore è insufficiente a temperare il torrido caldo di luglio.
Le due interpretano dei ruoli molto diversi: una, il testimone Annamaria, è la recente vedova di Marcello Nicotra, potente boss della ’ndrangheta trapiantato nel nord ovest, l’altra, l’inquirente, è Silvia Germano, sostituto procuratore della Repubblica, rappresentante della legge italiana.
Silvia Germano deve fare il suo dovere ed è pronta a farlo fino in fondo. Deve sentire Annamaria, per chiarire tutte le circostanze dell’omicidio di suo marito, di come e perché sia stato ucciso.
Dopo le presentazioni e le proposte d’obbligo in un interrogatorio preliminare, le due protagoniste si fissano in silenzio, poi l’inquirente tira fuori il suo corposo incartamento, inizia a fare domande e la vedova comincia a raccontare la sua storia. Parte dall’inizio, da molto lontano, da diciannove anni prima…
Nel confronto, la deposizione di Annamaria Ferraro vedova Nicotra viene completata dagli atti dell’indagine svolta per anni dalla procura a carico del marito morto. Un punto di vista distante e diverso sulla dura realtà del crimine organizzato?
La spirale di violenza dell’ascesa criminale viene spesso descritta dal punto di vista maschilista, con evanescenti figure di mogli e compagne relegate nell’ipocrisia e nell’ignoranza, salvo quando invece non le trasforma in complici addirittura più crudeli e spietate di un uomo.
Annamaria Nicotra è diversa, possiede una sua strana innocenza che le ha permesso di essere e accettare la sua realtà di moglie con desideri e sentimenti che di solito non possono convivere con l’identità di protagonisti della quotidianità malavitosa. Ma Annamaria ha amato profondamente suo marito. L’ha amato davvero.
Però la sua è una storia nera a tinte rosa. Nonostante il suo fortissimo legame con Marcello, è arrivata a subire e ad accettare una crisi matrimoniale mentre certe dinamiche della famiglia criminale e i tradimenti cominciavano a incrinare il potere e la capacità dei Nicotra ad infiltrarsi nella politica e negli affari del nord ovest.
Una trama giallo noir la cui soluzione emergerà solo da quel lungo interrogatorio.
Annamaria, seduta su quella sedia, sa bene che è stato solo l’amore a farla rinchiudere in quella stanza dalle spoglie pareti di cemento.
E anche Silvia Germano sa bene che quello non è, decisamente, un caso come gli altri.
Ben scritto, molto godibile e intrigante. Ogni indizio della trama manovra il ventaglio dei possibili sospetti e con un indovinato e imprevedibile finale.

Pasquale Ruju, classe 1962, laureato in Architettura, ha lavorato in teatro, cinema, radio, televisione e nel doppiaggio, dando voce a personaggi di cartoni animati, soap e telefilm. Dal 1994 collabora con la Sergio Bonelli Editore in qualità di soggettista e sceneggiatore. Ha scritto oltre cento storie per albi di Tex, Dylan Dog,Nathan Never, Dampyr, Martin Mystère ed è autore delle miniserie Demian, Cassidy e Hellnoir. Un caso come gli altri è il suo primo romanzo.

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