Le gialle di Valerio/66: Don Winslow

London UndergroundDon Winslow
London Underground
Einaudi, 2016
Traduzione di Alfredo Colitto
Noir

New York e Londra. Una fresca notte di maggio 1990. Neal Carey ha 23 anni e vuol fare il professore di Inglese. Scuola privata di lusso, insegnante personale per correggere l’accento di strada, Ivy League, università di Letteratura, master, vestiti di alta qualità. Convive con Diane nell’Upper West Side, vota democratico e il giorno dopo avrebbe un esame importante. Sennonché il lavoro lo chiama. Quello che lui chiama “papà”, Joe Graham, di mezza età, basso (e con paura di volare), faccia tonda e capelli radi, occhi celesti e sorriso malevolo, un braccio artificiale di gomma e una fissazione per le pulizie, lo chiama al burger joint e gli spiega che debbono andare in treno dal Capo degli Amici di famiglia, a Providence, Rhode Island, New England. È lui e sono loro che da 12 anni gli pagano tutto, non può sottrarsi. Era figlio di padre sconosciuto e madre tossica prostituta, da piccolo criminale borseggiava con talento estro rapidità, Joe aveva salvato il proprio portafoglio (prima volta che si faceva beccare in due anni di carriera) e gli aveva insegnato meglio il mestiere, poi lo aveva inserito nell’agenzia (con succursale a Manhattan), che era capace di risolvere ogni problema dei facoltosi clienti dell’antica ricchissima affidabile banca dei Kitteredge: pugni, favori, bustarelle, investigazioni private, pedinamenti, ricerche, furti. C’è un’emergenza: da tre mesi è scomparsa la stupenda irregolare figlia 17enne di un senatore che vuole candidarsi vice-presidente. Pare sia a Londra, Neal deve trovarla entro i primi di agosto, poi ci sarà il Congresso. Parte e scopre che non gli hanno raccontato bene proprio tutto.

Anche Don Winslow (New York, 1953), il miglior autore americano (forse non solo) noir (definizione riduttiva) dell’ultimo ventennio, ha avuto un esordio letterario, questo: memorabile! Nel 1991 inaugurò la serie dei cinque volumi con protagonista Neal Carey, in terza quasi fissa, finora inediti in italiano (il traduttore è esperto dell’autore e buon scrittore a sua volta). Dopo aver studiato storia all’università e aver letto accuratamente tanta narrativa poliziesca, fino ad allora Winslow aveva fatto di tutto ed era sempre in giro: fra l’altro investigatore privato in California (ora e ormai da un po’ abita a San Diego), regista teatrale a Oxford (Shakespeare soprattutto), guida di safari fotografici prima in Kenya poi in Cina. Di molto si trovano evidenti esplicite tracce nel corposo romanzo: Joe illustra a Neal con dovizia di particolari come seguire qualcuno senza farsene accorgere, il sistema a cubo per le perquisizioni, in che modo sparire davvero quando ti cercano professionisti e varie altre lezioni di antropologia. Neal ascolta Čajkovskij, è un gran lettore, conosce bene Macbeth oltre ai mitici Smollett e Dickens della tradizione picaresca e l’amico del Capo a Londra è una simpatica facoltosa guida di safari che gli lascia casa (abbinabile a un cottage nello Yorkshire) con librerie colme di volumi antichi e preziosi. Non sarà facile non innamorarsi pure della bionda bellissima Allie, drogata affascinante in grado proprio di usare corpo e sesso per farsi di tutto e sopravvivere ai maschi, padri odiosi e uomini cattivi. Fortunatamente la madre Liz è altrettanto piacente. Vini appropriati per la grigliata con riso e asparagi.

(Articolo di Valerio Calzolaio)

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