La Debicke e… Splendi più che puoi

Splendi più che puoiSplendi più che puoi
di Sara Rattaro
Garzanti, 2016

Un romanzo che affronta un tema attuale, di cui ormai si parla molto e senza paura, ma sempre delicato: la violenza familiare.
La violenza familiare è una situazione che nasconde spesso segreti, inimmaginabile e inspiegabili per gli altri, gli estranei.
Come si può parlare di amore infatti quando invece che amore siamo davanti solo a una folle e disumana violenza?
Emma, la protagonista di Splendi più che puoi – il romanzo è tutto in prima persona – ricostruisce e spiega la sua vita da quando, studentessa diciottenne alla fine degli anni Ottanta, si innamora e, con una scelta azzardata e impulsiva, rinuncia a frequentare l’università e abbandona la sua famiglia per andare a vivere con Tommaso, uomo separato e molto più grande di lei, decidendo di lavorare come designer. Era brava, guadagnava bene, girava l’Europa, aveva successo.
Un giorno, dieci anni dopo, Tommaso le dice che è finita, che non l’ama più. Il loro rapporto si spezza così, all’improvviso, senza un reale perché e senza spiegazioni.
Buttandosi il passato e l’orgoglio ferito dietro le spalle, Emma torna a casa e comincia a ricostruire la sua vita. Continua a lavorare bene e con caparbietà, cerca nuovo spazio e incontra Marco, un collezionista d’arte. Tra loro è il coup de foudre, scoppia l’amore, o forse è una rivincita?  Marco sembra un uomo gentile, premuroso, solare e il suo essere diverso e un po’ eccentrico fa presa su Emma, sempre ribelle, anticonformista e controcorrente.
Decidono di sposarsi sei mesi dopo, di nascosto, conoscendosi appena, ignorando i dubbi e le preoccupazioni delle loro famiglie.
Ma, durante il viaggio di nozze, muore all’improvviso il padre di Marco, e lui per la prima volta picchia Emma. Lei tace, non ne parla e scusa l’improvvisa violenza del marito, violenza che si ripeterà anche nei giorni successivi, come un raptus passeggero, provocato dal grande dolore.
Ma non è così! Perché la morte del padre ha solo scatenato la grave patologia di Marco che li legherà subdolamente per sei lunghi anni. Giorno dopo giorno, Marco comincia a imprigionare sua moglie. E quando arriverà una figlia, Martina, ecco trovata la scusa per portarle in montagna a riposare per qualche settimana. Qualche settimana e poi… mesi, anni: un non ritorno alla vita, per sei lunghissimi di anni di violenze fisiche e psicologiche, subite da Emma, giorno dopo giorno. Oltre alle violenze corporali l’angoscia di quelle che attaccano la mente, che riducono e poi tolgono completamente la libertà a una donna un tempo autonoma e padrona di se stessa.
Un infinito calvario che costringerà Emma ad allontanarsi da tutto e tutti, a perdere il lavoro, a essere succube e vittima in casa sua. Tutto e soprattutto per proteggere sua figlia! Che Marco, suo marito, con la complice e orrenda connivenza della famiglia, trasformerà in strumento di ricatto per ottenere il suo silenzio.
Come un trito copione già visto, la protagonista ha perdonato i primi segni di violenza, li ha accettati e, nascondendosi dietro la vergogna, è arrivata fino al limite di un annientamento fisico e morale. Un incubo pazzesco che sembra non poter mai finire.
Ma Emma è una donna intelligente e preparata, dovrà solo rompere le catene che la legano e riuscire a trovare il modo di sfuggire da quell’inferno. Anche per Martina, anzi, soprattutto per amore di sua figlia Martina che ha bisogno di una madre vera.
Le restano grande intelligenza, caparbietà, volontà e coraggio. Li saprà usare.

Sara Rattaro, classe 1975, è una scrittrice genovese che ha già pubblicato romanzi di successo, anche internazionale. Vincitrice del Premio Città di Rieti 2014 e del Premio Bancarella 2015, con Garzanti ha già pubblicato Non volare via e Niente è come te.

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