Le gialle di Valerio/67: Marco Malvaldi

La battaglia navaleMarco Malvaldi
La battaglia navale
Sellerio, 2016
Giallo

Pineta, Pisa (e Lisbona). Fine aprile 2016. Il Pisa è promosso in serie B con 5 giornate di anticipo, il barrista Massimo Viviani e la (più giovane) fidanzata Alice Martelli stanno per andare in vacanza in Portogallo (prenotata da sei mesi), nella spiaggia dei Sassi Amari di Pineta trovano l’annuale cadavere ma il caso lo segue la Questura del capoluogo. Tutto sembra scorrere come al solito. I tifosi nerazzurri festeggiano, i due innamorati partono, la morta viene identificata come Olga, giovane badante ucraina allergica al latte (non alla cocaina). Poi tutto si intorbida. Si tratta di una gufata per la squadra del Pisa (in realtà alla “griglia play off”), le belle serene vacanze si interrompono a metà quando qualcuno sporca con bombolette di vernice spray rossa le facciate di 4 delle 5 ville della Passeggiata del Saracino escludendo proprio quella dell’avvocato della badante (tal Alessandro Rossi, esperto di stalking), c’è del giallo e c’è della matematica anche nel nuovo romanzo della deliziosa serie del BarLume (dal 2007). Massimo è il proprietario del bar e da un po’ gestisce con Aldo (ultra70enne vedovo) anche l’attiguo Bocacito, ormai il più elegante ristorante della cittadina (musica barocca, biblioteca specializzata, bistronomie, “master” chef). Al bar le indagini le fanno pure gli altri tre noti vecchietti prostatici (tutti ispirati da personaggi reali): l’86enne nonno Ampelio ex ferroviere col bastone, il pensionato di destra Gino Rimediotti operato alla carotide (parla malissimo e solo premendo un pulsante della protesi), Pilade Del Tacca-del-Comune. Del resto, la 30enne Alice è il vicequestore di Pineta, bella e incazzosa. E questa volta chiedono aiuto anche al vecchio nostalgico compagno Armando Mastrapasqua che parlava “sovietico” e capisce quel che le badanti superstiti si dicono ai giardinetti ogni sera prima di cena.

Un altro successo per Marco Malvaldi (Pisa, 1974), la solita godibile comica narrazione in terza persona con pensieri in prima dei nostri amici e incursioni in prima del narratore. Il titolo richiama il giocare (lo sparare) alla cieca all’inizio dell’indagine per vedere la reazione che fa, dove le caselle sono vuote, in quale relazione le prime piene con le altre. Tanto più che Olga non è la sola a essere scomparsa. Innumerevoli sono le digressioni scientifiche e numeriche, sempre care al chimico pisano (già allievo di conservatorio e buon pongista) che da un decennio continua ad alternare i personaggi seriali di (finora) sei romanzi e otto racconti e di sei episodi televisivi Sky (uno era tratto da racconto), pezzi unici gialli storici o contemporanei (già quattro), competenti e pure divertenti saggi scientifici vari, con forte seguito di critica e di pubblico per lo stile curato e scanzonato insieme. Torna anche qui la teoria del “telefono senza fili” (Data Processing Inequality), si spiega cosa è l’informazione (potenziale) in matematica, si elucubra sugli errori del campionamento (sampling bias), si usa il servizio app TapeACall e si gioca con la scala empirica delle rotture di coglioni inventata dal collega di Alice, Rocco Schiavone (personaggio di Manzini, complice Sellerio). Le minestre per i vecchietti sono “clisteri per bocca”. Meglio il risotto con ceci e borragine di Massimo che la trippa di seppia alla mi’ maniera del cuoco Otello Brondi “Tavolone”. Troppo prosecco; e il brunello Mastrojanni Schiena d’Asino costa 130 euro al ristorante. Wagner sulla suoneria di Alice, che beve con goduria e di continuo i cappuccini preparati dal fidanzato.

(Articolo di Valerio Calzolaio)

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