La Debicke e… La gazza ladra

La gazza ladraIl mistero della gazza ladra
di Emilio Martini
Corbaccio, 2016
Pagine 240

Lungariva, «il paese ligure dalla statica bellezza di un presepe», si avvia a diventare un posto molto pericoloso, tanto che ormai sono pronta a definirla la jungla urbana del Tigullio. Sissignori, sacrosanta verità, e a conferma di quanto affermo, propone un nuovo efferato e sanguinario delitto al lungocrinito e gigantesco (1,90 di altezza) vice-questore Bertè.
Un nuovo caso giallo, quasi da manuale, concepito e scritto con destrezza dal felice binomio che si cela artamente sotto lo pseudonimo di Emilio Martini, che ci ricorda il grande Georges Simenon (la burrosa Marzia mi richiama alle memoria una giovane signora Maigret con le sue succulente ricette) e con un corposo intrico poliziesco che ha molto delle trame della sempiterna regina del giallo, Agatha Christie.
Abbiamo già conosciuto e scritto di Berté, cresciuto e radicato a Milano, città che ama, ma trasferito in semipunizione nell’immaginaria e tigulliana Lungariva, ridente cittadina ligure sul mare, sonnolenta di inverno e shakerata dai turisti d’estate, così diversa dalla sua Milano. Ma Gigi Bertè ha saputo individuare molto presto i lati positivi della sua nuova situazione, a cominciare dalla buona cucina locale e, in particolare, quella straordinaria di Marzia, la proprietaria della Pensione Aurora dove il nostro si è istallato fin dall’inizio, e il buon sesso che lei generosamente gli dispensa.
Stavolta Lungariva mette Bertè di fronte dall’omicidio di Luciana Saturno, bella commercialista, molto conosciuta nella cittadina ligure ma astigiana di origine, trovata dalla cameriera nel suo appartamento con la testa fracassata, la bocca piena di monete e, appoggiate sul petto, tre carte dei tarocchi: la Morte, la Torre e il Diavolo. Intorno a lei, e per tutta la casa, il disordine regna sovrano.
Ben presto Gigi Bertè scoprirà che la commercialista, lungi dall’essere una specchiata professionista, era un’imbrogliona disonesta. Una vera e propria “gazza ladra” pronta ad arraffare dove e come poteva. Insomma una donna scomoda, spesso sopra le righe, odiata dalle sue vittime, tutte sulla carta potenziali assassini, ma il troppo stroppia. E non sarà facile mettere insieme abbastanza indizi per scoprire il colpevole.
Il nostro si troverà invischiato in un’indagine che vede implicate molte persone: Fred Donadei, il biondo e aitante giovane autista tuttofare, Enzo Carraro, ex fidanzato della Saturno, il pizzaiolo circuito, la moglie dell’imprenditore fallito con l’ictus, tutti più o meno raggirati in qualche modo dalle stravaganti operazioni finanziarie della Saturno. Il movente del delitto è la vendetta, oppure?
Poi, come se non bastasse, un contorto filo esoterico lega la vittima alla sua più cara amica, Linda Torre, conturbante cartomante antiquaria, e a suo fratello Folco, l’amore brasiliano della Saturno. Le tante piste, che si accavallano ostinatamente senza andare a buon fine, lasciano poco tempo per fare ipotesi e costringono la polizia a una conferenza stampa per accontentare i media assatanati di scoop.
Ma non c’è tempo da perdere perché ormai l’omicida ha fretta e può diventare molto pericoloso…
In guardia Berté!
Un giallo molto godibile con ottimi spunti narrativi e personaggi ben caratterizzati. Cito a braccio: Parodi il fattivo braccio destro del vice questore e suo traduttore privato, la frizzante e buona forchetta giudice Irene Graffiani, Fausto Sabatini l’agente giovane volenteroso, per non parlare degli spunti narrativi di Gigi Bertè arciconvinto di un suo grande futuro come autore, con le spassose avventure di Loretta, la scalognata editor/detective.

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