La Debicke e… Penelope Poirot fa la cosa giusta

Penelope PoirotPenelope Poirot fa la cosa giusta
di Becky Sharp
Marcos y Marcos, 2016

Di cosa parla un mystery alla moda anglosassone, anzi proprio un giallo scritto sulla falsariga di Agatha Christie pubblicato con lo pseudonimo di Becky Sharp? Se qualcuno chiede a Becky Sharp chi è e cosa fa di altro nella vita, lei ti spiegherà di essere un’avventuriera della parola scritta e una diligente redattrice e traduttrice. Magari arriverà anche a citare nobili natali in campo filosofico e della critica letteraria. Non ancora soddisfatta asserirà di essere una misteriosa scrittrice, tradotta oltralpe. In realtà c’è chi sospetta che si dedichi ad altre attività pantofolaie e voci sussurrate giurano che dietro il britannico pseudonimo Becky Sharp, si nasconda Silvia Arzola, italianissima traduttrice e scrittrice.
Giallo classico, ultratradizionale questo Penelope Poirot fa la cosa giusta. E che altro potrebbe essere un romanzo giallo che vede come protagonista nientepopodimeno che Penelope Poirot, pronipote anglo belga del famosissimo e baffuto Hercule?
Ma vediamo di introdurvi nella trama.
Con un cognome come il suo, per Penelope Poirot è facile cavalcare l’onda di meritata fama del prozio e trasformarsi nella madre spirituale del mystery, nella protettrice delle arti e infine perché no in assaggiatrice e critica gastronomica. Tiranneggiare i migliori ristoranti di Londra, però, obbliga a mangiare troppo, e Penelope comincia ad accusare il colpo. Ha avuto troppo di tutto: cibo, vino e chiacchiere. Niente di meglio dunque, per rigenerare corpo e anima, che trasferirsi per qualche tempo a Villa Onestà, una bella clinica new age, uno splendido e signorile maniero riciclato in Spa di gran lusso nei pressi di Siena, ma in piena campagna, tra le colline del Chianti. Uno di quei posti dove giurano di risanarti fisicamente e spiritualmente e di farti smaltire “7 chili in 7 giorni”. Ma una donna sempre impegnata come Penelope Poirot, che non può mai stare senza far niente, ha deciso di occupare il tempo libero del suo soggiorno tardo autunnale nella quiete della campagna toscana per scrivere le sue memorie. Però, visto che per lei il computer è un oggetto misterioso, ha bisogno di una dama di compagnia segretaria che sappia usarlo e soprattutto che parli l’italiano. Un annuncio sul Times le regala la timida, educata e quasi zitella trentacinquenne – ma perfetta per lei – Velma Hamilton, nata e vissuta in Inghilterra ma cresciuta e coccolata dai nonni materni italiani.
Pochi giorni dopo la strana coppia scende da un taxi davanti a  Villa Onestà, accolta dallo stravagante medico patron altoatesino Alex Cosser, da David il massaggiatore albino, da Rita la minuscola insegnante di yoga e da Primo Baldan, affascinante giardiniere e autista della struttura. Tra gli ospiti ci sono due coppie di industriali veneti in sovrappeso, un ex editore grassoccio, due gemelle svizzere tedesche a fotocopia, Anita Dall’Orso strana attrice, legata misteriosamente al Cosser e che ama il bicchiere… e, a sorpresa, una vecchia conoscenza di Penelope: Elizabeth Foster Gauli, scrittrice di gran successo di libri rosa, con marito italiano, molto piacente ma meno famoso di lei. Le attende una serie di massaggi tonificanti, sedute libido dinamiche – un mixer di psicanalisi reichiana, techniche ipnotiche e gusto della manipolazione – una sfilza di passati di zucchine e peggio, ma per fortuna anche degli strappi clandestini durante le corse a Roccamara, ridente paese della zona. Un terreno ideale dove allignano solo pettegolezzi e amorosi intrighi miscelati tra gli ospiti, fino a quando non salta fuori il morto… anzi la morta, Anita Dall’Orso, riversa nella coltre nivea di una precoce e copiosissima nevicata novembrina mentre la linea telefonica interrotta rende impossibile far intervenire la polizia. E un fortuito scambio di borse sta per fare un’altra vittima…
Villa Onestà si sta rivelando un covo di vipere pronte a mordere velenosamente. La nostra eroina è costretta ad abbandonare i suoi massaggi e i passati di zucchine per indagare su questo caso, e se possibile, deve fare la cosa giusta.
Uno scambio di voci narranti, tra Velma Hamilton e Penelope Poirot, divide le due parti, inframmezzate da pause di riflessione in corsivo che portano misteriosamente in scena tutti gli altri personaggi.

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