La Debicke e… Stazione omicidi, vittima numero 1

Stazione omicidi, vittima numero 1Stazione omicidi, vittima numero 1
di Massimo Lugli
Newton Compton, 2016
Pagine 384

Dopo Nel mondo di mezzo, il romanzo di Mafia capitale, torna in libreria Massimo Lugli. Stavolta ha lasciato a riposo il suo protagonista cult, il giornalista di nera Matteo Corvino, suo quasi alter ego, in perenne movimento tra redazioni, strade, vicoli, temerarie indagini e centrali di polizia.
Con il titolo Stazione omicidi, vittima numero 1 si annuncia il primo atto di una trilogia, una nuova e inquietante saga criminale che narra l’impossibile amicizia tra Vasile, un ragazzo romeno venduto dai genitori per saldare un debito e ora schiavo in un campo di rom khorakhanè di via di Salone, estrema periferia romana, e Flavio Gambari, un liceale diciassettenne ricco e viziato, figlio di costruttori che abitano all’Infernetto, in una bella villa alle porte di Roma.
Proprio la villa in cui Vasile entra per rubare, convinto di avere via libera. Invece Flavio, impasticcato con la Super Pill, una nuova droga sintetica proveniente dalle Filippine, un mix di anfetamine, viagra e ecstasy, lo accoglie al primo piano in pigiama, puntandogli addosso la pistola del padre.
Vasile parla, si giustifica, spiega e chiede pietà. Per Flavio scatta qualcosa a metà tra delirio di potere e curiosità. Interroga. Si lascia coinvolgere dalla miseria dell’altro, dalla sua storia da paura che narra di ragazzi senza identità, venduti nel loro paese per saldare un debito, portati in Italia e obbligati a mendicare, a rubare e a recuperare rifiuti dai cassonetti. Per non parlare delle frustate, delle angherie degli uomini, delle urla delle donne, della la rabbia e dell’umiliazione.
Con la complicità dei fumi dell’euforia provocata dalla Super Pill, Flavio decide di non sparare al suo ladro e di accompagnarlo invece in macchina al campo rom per dare una lezione ai suoi aguzzini. Con una tanica di benzina danno fuoco alla Mercedes di Mustafà lo zingaro, padrone di Vasile e quando l’uomo, circondato dai suoi, reagisce attaccandoli con ascia e bastoni, Flavio gli spara, lasciandolo a terra gravemente ferito. Però, durante l’attacco, Mustafà ha riconosciuto Vasile e quando uscirà dall’ospedale in carrozzina, reso storpio dal colpo di pistola, metterà in moto un’atroce vendetta.
La sua crudele e sanguinaria ritorsione sconvolgerà completamente la vita dei due ragazzi costringendoli a lasciare la copertura della villa di Flavio, a fuggire e a nascondersi tra i barboni, i peggiori derelitti della città. Stringono alleanza con un bandito, entrano in contatto con organizzatori di combattimenti tra animali, trafficanti di armi, sfruttatori e spacciatori. Per Flavio e Vasile niente sarà più come prima.
Stazione omicidi, vittima numero 1  è un romanzo corale e feroce.
Credibili e ben delineate le figure dei poliziotti che stanno dall’altra parte della barricata: l’ispettore Bruno Pelizzi, sempre un po’ sopra le righe, angosciato per Giorgio, il nipote orfano reso quasi un vegetale dalle nuove porcherie in circolazione; Gianni Cairo, suo superiore, a capo della sezione narcotici; il questore Niccolò Cherubini, tutti costretti a barcamenarsi in una Roma che non fa sconti e dove il controllo dei canali della droga si scontra con la necessità della questura di far registrare almeno qualche successo.
Narrazione dal ritmo serrato, tutta al presente.
Un saga che promette molto bene. Complimenti a Massimo  Lugli per aver percorso questa nuova strada, che fa  indossare ai principali protagonisti i panni dei cattivi.
Non mi resta che dire: arrivederci a presto, al prossimo episodio.

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