Le gialle di Valerio/75: Recami

Morte di un ex tappezziereFrancesco Recami
Morte di un ex tappezziere
Sellerio, 2016
Pagine 311
Giallo

Milano, Casoretto. Autunno. Prima della cremazione, è in corso il funerale di Amedeo Consonni, un pensionato di 66 anni, ex tappezziere, vedovo di Luigina (morta 8 anni prima), padre di Caterina (coniugata e separata), nonno del piccolo affezionato Enrico (5 anni), collezionista di ritagli di cronaca nera, quasi fidanzato di Angela, entrambi inquilini di una casa di ringhiera dove in tempi recenti erano avvenuti continui strani misteriosi avvenimenti nei loro e in altri appartamenti. Alle esequie sono presenti il commissario Ametrano e un paio di agenti dei servizi, era stato ucciso da colpi di fucile mitragliatore, sembrava una vera e propria esecuzione, quasi tutti si domandano chi lo voleva morto. E perché. La scena si sposta a qualche settimana prima, quando Angela era dalla figlia Giulia a Bruxelles e ad Amedeo, in attesa di giudizio per una rapina a mano armata (di una bici), capitò d’innamorarsi. L’oggetto del desiderio, fra istinto protettivo e sorprendente libidine, era una barista ceca, Svetka, slanciata e formosa, occhi azzurrissimi, voce calda, sorriso smagliante, soprattutto tanto gentile. L’infatuazione cresceva, cieca e infantile, non crollò nemmeno quando Amedeo scoprì che in realtà lei avrebbe voluto fuggire dai cattivi violenti crudeli magnaccia che gestivano la villa dove da vari anni era costretta a prostituirsi. È a quel punto, anzi, che la vicenda s’ingarbuglia. Nella casa di ringhiera avvengono strani passaggi di droga, qualcuno s’intrufola mettendo a soqquadro vari locali, il Consonni prova a nascondere Svetka e compra pure una pistola, se le va proprio a cercare.

Il bravo scrittore toscano Francesco Recami (Firenze, 1956) ha completato l’opera. Aveva annunciato fin dal principio (2011) che la serie sarebbe risultata di sei romanzi. Così è stato, uno per ogni anno, anche se la narrazione copre un intervallo più breve, dedicata a un curioso microcosmo milanese, la ventina di inquilini di un modesto edificio del primo Novecento, con una corte rettangolare e ringhiere di ferro battuto. Ecco il sesto e Consonni, protagonista (talora non unico) di tutte le storie, viene a mancare. Ai suoi pochi parenti, ai coinquilini (più o meno ipocriti), ai tanti lettori, a noi. Tutto l’efficace romanzo aiuta a farsene una ragione. Leggiadro e ironico come gli altri, capace di infilzare vari sottogeneri del “giallo” e del “noir”, come da ambizioso programma. Curato e forbito (con gli “egli” al posto giusto), in terza varia al passato. Equivoci e sospetti uniformano ogni evento, criminale o meno, così è in tutte le convivenze che si rispettino. Un corteggiatore propone all’inquilina Donatella di andare insieme alla presentazione milanese di Morte di un ex tappezziere, lei risponde no perché non saprebbe come vestirsi senza capire che i presenti saranno in tutto 7, compreso l’autore, in scarpe da montagna, e un paio di suoi parenti. Amedeo peraltro aveva ritagliato l’intervista al noirista sullo stesso libro: “la verità è un flusso di comportamenti, senza registro e classificazione”. Fortunatamente Angela gli porta Nesbø. Amedeo apre il Barolo per Svetka, si consola col Vecchia Romagna, ascolta sinfonica ma canticchia New Trolls e Profeti (“Era bella”).

(Articolo di Valerio Calzolaio)

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