Le gialle di Valerio/89: Maimone

sicilia-terra-bruciataVincenzo Maimone
Sicilia terra bruciata
Frilli, 2016
Giallo

Acireale. Primavera 2015. Il segaligno anziano ex preside Orlando Roncisvalle viene casualmente investito all’alba mentre fa jogging. L’autista del furgoncino che lo ha investito fugge e prova a non lasciar tracce. Solo che quella morte innesca la rabbia attiva di qualcuno che vuole vendicarsi di un vecchio torto, dà inizio a una serie di efferati omicidi fra i docenti del liceo scientifico. E il “clima” cittadino è di crescenti intimidazioni di stampo mafioso, l’esplosione di una bomba carta sotto casa del sindaco, una testa di capretto con pallottola piantata in fronte attaccata al cancello di un deputato regionale. Il buon commissario Giacomo Costante, rientrato anticipatamente in servizio dopo la lunga convalescenza per la grave ferita alla gola, indaga su tutti e tre i fronti. Il clamore e l’urgenza si riferiscono soprattutto al serial killer, esperto di materie tecniche. Prima la professoressa di francese 50enne Maria Santonocito, irretita legata uccisa, alla quale viene tagliata la lingua, come trofeo. Poi l’abitudinario e separato docente di inglese Alfio Barbagallo, scarnificato del volto. Poi e poi, ma perché? Inizia a domandarselo anche Tancredi Serravalle, amico di Giacomo, docente di storia e filosofia alla stessa scuola superiore, il cui collega più caro sta proprio andando in tilt. Tancredi, in permanente colloquio col proprio demone socratico, cerca di non preoccupare la figlia Chiara e la moglie Camilla. Cresce l’ansia anche in Carla, affettuosa compagna bancaria del poliziotto (lui molto annota nel taccuino mentale), tutti si concentrano per capire in tempo.

Vincenzo Maimone è un colto ricercatore di filosofia politica, nato (1970) e laureato a Messina, docente a Catania, residente quasi a metà strada (l’anticamente potente Acireale, appunto). Oltre che con famiglia, cucina e moto si diletta voluttuosamente nella letteratura di genere con il duo Costante-Serravalle, godibile spunto per commentare le contraddittorie cronache contemporanee di una terra amata e complicata. È giunto al quarto romanzo della serie, una parziale svolta. L’elemento più riuscito questa volta sono forse le ultime quindici pagine (da cui anche il titolo), la definitiva opzione per il noir rispetto ad altre tradizionali componenti pur presenti: la commedia umana delle relazioni sociali, l’introspezione psicologica del protagonista più autobiografico, alcuni caratteri tipici del genere giallo ironico, la descrizione accurata e appassionata del “proprio” territorio. E, certo, il possente antico centro storico merita una ricognizione guidata. Segnalo l’associazione culturale “Vie traverse” che fra l’altro organizza visite al tragitto della vecchia ferrovia che si snodava lungo la bellissima Timpa. Narrazione in terza varia, un po’ su tutti i protagonisti delle “scene”, ogni contesto con una specifica musica: l’Ave Maria di Schubert, le canzoni francesi (Charles Trenet e Edith Piaf ad alta voce), l’Imitation of life dei REM.

(Articolo di Valerio Calzolaio)

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