Il libro degli specchi di E.O. Chirovici

Non puoi sapere cos’è il dolore finché non ti ferisci a tal punto da capire che le ferite precedenti erano soltanto piccoli graffi. (p. 32)

Il libro degli specchi ruota intorno a un cold case e a un manoscritto incompiuto che l’autore, Richard Flynn, invia all’agente Peter Katz.
Nel manoscritto Flynn racconta, in forma autobiografica, un trimestre di vita universitaria a Princeton, nel 1987, segnato dall’arrivo di una affascinante coinquilina, Laura Baines. Fredda ed enigmatica, Laura diventa il centro del mondo di Richard. I due passano molto tempo insieme e presto Laura gli presenta il professor Joseph Wieder, un brillante psicologo con cui la studentessa collabora. Il professor Wieder vive in una magnifica villetta, è amichevole e offre a Richard, studente di letteratura squattrinato, un piccolo lavoro da svolgere nella sua biblioteca. Ben presto Richard inizia a sospettare che Wieder non sia poi così limpido e che forse anche Laura, della quale si è innamorato, gli nasconda qualcosa. Gli eventi si susseguono fino alla tragedia che accade subito prima di Natale… e qui il manoscritto si interrompe.
Peter Katz fiuta il “colpo grosso” e tenta di rintracciare l’autore, o almeno il seguito del manoscritto, per procedere alla pubblicazione. Ma non riesce e affida il compito a un giornalista, John Keller, che si mette a sua volta sulle tracce dei protagonisti della vicenda per ricostruirne l’epilogo. Dal manoscritto, infatti, si intuisce che la verità dei fatti potrebbe essere diversa dalla verità giudiziale. Ma anche i protagonisti, a distanza di anni, forniscono versioni diverse non solo della tragedia, ma anche di tutti i “fatti a contorno” narrati da Richard Flynn. Qualcuno mente, ma chi? Il manoscritto di Flynn è davvero attendibile o è viziato da pregiudizi e rancori personali? Nel corso della ricerca Keller incontra anche il detective Roy Freeman, che si era occupato del caso Wieder. Sarà Freeman, ormai pensionato e con qualche acciacco, a risolvere i punti oscuri e arrivare a una tardiva, quanto inutile, verità.
“Quando Matt Dominis mi chiamò, era una di quelle sere in cui dispiace non avere un gatto. Dopo la fine della telefonata, uscii sulla veranda dove mi trattenni qualche minuto, cercando di schiarirmi le idee. Stava calando il buio, le prime stelle punteggiavano il cielo e il traffico sull’autostrada echeggiava distante come il ronzio di uno sciame d’api.
Quando finalmente si scopre la verità su un caso che per molto tempo ci ha ossessionati, è come perdere un compagno di viaggio. Un compagno logorroico, impiccione e forse perfino maleducato, la cui presenza accanto a te, ogni mattina, al risveglio, è una certezza. Questo era stato per me il caso di Wieder negli ultimi mesi. Ma il racconto di Matt cadde come un grosso e pesante coperchio sulle tante ipotesi che, nelle ore passate nel piccolo ufficio in cui avevo trasformato la stanza per gli ospiti, avevo architettato.
Mi dicevo però che quella non poteva essere la fine, che c’erano ancora dei particolari poco chiari, sebbene tutto nel resoconto del mio amico fosse vero”. (p. 233)
Con i diritti venduti in 38 Paesi, Il libro degli specchi si avvia a essere il caso editoriale dell’anno. Il romanzo di E.O. Chirovici è un giallo, certo, ma non solo. È un gioco di intrecci in cui tre voci narranti nel presente – Peter Katz, John Keller, Roy Freeman – si confrontano con un fatto del passato senza riuscire ad afferrarne l’essenza. Perché la verità non può che essere una e una soltanto, ma tutti coloro che a vario titolo sono coinvolti nella caso Keller la raccontano in modo diverso. Forse qualcuno mente volontariamente, ma forse – e anche peggio – ognuno ha ricostruito la vicenda con i filtri distorti del proprio vissuto. Al punto che la verità diventa inafferrabile e chiunque tenti di inseguirla è destinato a un frustrante fallimento. Il libro degli specchi è un romanzo sulla fallacia della memoria e sui bias che noi tutti, più o meno consapevolmente, mettiamo in atto, il tutto abilmente celato tra le righe di una brillante e coinvolgente indagine la cui soluzione non mancherà di soddisfare le aspettative del lettore più esigente.
E.O. Chirovici
Il libro degli specchi
Longanesi, 2017
Traduzione di Luca Bernardi
E. O. Chirovici è nato in una famiglia di origini rumene, ungheresi e tedesche ed è cresciuto a Fagaras, una cittadina nel sud della Transilvania. Ha iniziato la sua carriera come economista ed è poi diventato giornalista televisivo, mestiere che lo ha portato nel Regno Unito dove ha lavorato per la BBC e altre emittenti. Attualmente vive a Bruxelles. Ha pubblicato il suo primo racconto nel 1989 e il primo romanzo, Il massacro, due anni dopo: un grande successo in Romania, oltre centomila copie vendute in un anno. Due mesi dopo è uscito un altro bestseller, Commando per il Generale, un thriller politico ambientato in Italia e ispirato all’omicidio del Generale Dalla Chiesa. Ha poi pubblicato altri quindici libri in Romania prima di lasciare il paese e stabilirsi all’estero, quattro anni fa. Il libro degli specchi è il suo primo romanzo in lingua inglese, venduto in soli dieci giorni in 38 paesi.

Metti il tuo segreto allo specchio e condividi la foto su Instagram con l’hashtag#IlLibroDegliSpecchi entro l’8 marzo. Le cinque foto che conquisteranno più “like” entro il 9 marzo riceveranno una copia speciale fuori commercio dello straordinario esordio di #EOChirovici: thriller e letteratura non sono mai stati tanto uniti! 

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