Le Debicke e… Addicted

Paolo Roversi
Addicted
SEM, 2019

Come potrebbe Rebecca Stark, psichiatra londinese di successo, rifiutare una proposta da sogno, con uno stipendio da favola, una proposta in grado di provare a tutti la sua eccezionale preparazione e dimostrare al mondo intero la validità e la reale efficacia del Metodo Stark, l’innovativo e rivoluzionario sistema per guarire le persone afflitte da dipendenze ossessive?
Come potrebbe non ascoltare Grigory Ivanov, il magnate russo plurimiliardario, suo ex paziente felicemente rimesso in carreggiata, che la convoca a Ginevra nel suo lussuoso ufficio direzionale e le fa l’offerta della vita?
Ivanov ha deciso di affidare alla Stark la guida di Sunrise, la prima struttura di riabilitazione mentale e psicologica che dovrà diventare il paradigma per la creazione di una serie di cliniche all’avanguardia, sparse sul pianeta e destinate a purificare la gente dai peggiori istinti ingestibili.
Come rifiutare l’offerta della lussuosa masseria, che dico, di un antico palazzo gentilizio, un fortilizio avito circondato da ettari di campi e ulivi, sontuosamente restaurato e completamente messo a sua disposizione per provare le sue teorie?
Infatti Rebecca accetta e, mentre prende tempo per appoggiare i pazienti che ha in cura a Londra a colleghi di fiducia, viene messa in moto una fantasmagorica campagna pubblicitaria/lotteria a livello mondiale per attirare i suoi primi “addicted”.
Ma tranquilli, tutto sarà avvolto dalla protettiva coltre della privacy. Si dovrà sapere solo che la prima clinica sarà in Italia, in Puglia, e che la lingua di comunicazione richiesta sarà l’inglese. Nessuna ulteriore informazione e nessuno – eccetto Grigory Ivanov, Rebecca Stark, il fidatissimo Dennis Moore, infermiere specializzato e da anni sua spalla, e Klaus, il gigantesco autista tuttofare scelto dal russo – ne conoscerà l’esatto indirizzo o saprà che si trova solo a pochi chilometri di distanza dall’incanto di Ostuni.
Tra le centinaia di richieste provenienti da ogni angolo del globo, vengono prescelti sette pazienti: Lena Weber, ossessionata fino a farsi male dalla perfezione fisica; Jian Chow, hacker compulsivo, malato di autoerotismo; Rosa, adolescente tecnodipendente scoperta dalla madre a masturbarsi a pagamento davanti a un cellulare; Claudio Carrara, un ludopatico compulsivo che in pochi giorni ha bruciato oltre 200.000 euro; Julie Arnaud, manager di successo ma ninfomane fin dall’infanzia; Tim Parker, un trader cocainomane incapace di controllo e, infine, Jessica De Groot, anoressica e autolesionista.
Selezionati fra la larghissima platea di richiedenti, i sette hanno vinto un soggiorno gratuito di un mese. La loro auspicata soddisfazione per i risultati ottenuti ne farà dei testimonial e garantirà la vendita a caro prezzo dei successivi soggiorni terapeutici. Rebecca sarà la prima ad arrivare, accompagnata da Dennis, e Klaus, dopo averli caricati all’aeroporto di Bari, li accompagnerà alla masseria.
Il sole che splende e il cielo blu rendono il luogo paradisiaco, un ambiente perfetto per accogliere i futuri pazienti che dovranno lavorare nei campi, cogliere i rigogliosi frutti degli orti, cucinare e dedicarsi alle pulizie. Dovranno vivere, insomma, come una piccola comunità monastica medioevale isolata dal resto del mondo. Sistema portante della terapia, infatti, sarà diventare autosufficienti dai condizionamenti della modernità e quindi, come imprescindibile vincolo per poter restare, sarà obbligatorio consegnare tutti gli apparecchi elettronici personali.
Durante il soggiorno non sono consentiti contatti con il mondo esterno. Non ci sono auto con cui muoversi a disposizione degli ospiti. L’unico collegamento con la civiltà sarà affidato a una corriera regionale che di giorno passa ogni ora. Sul quadro di una teca verranno affissi i biglietti per salire a bordo, ma la scelta di partire equivarrà a rinunciare per sempre a vincere la dipendenza, l’addiction.
Tutti gli ospiti arrivano alla spicciolata e all’inizio, a parte qualche piccola incomprensione, tutto sembra ben avviato.
Dopo solo pochi giorni, però, due pazienti scompaiono misteriosamente. Partiti?
Inoltre esplode un, innaturale per la stagione, uragano torrenziale che blocca i collegamenti elettrici e, imprigionando gli ospiti in un limaccioso e invalicabile lago di fango, non consente più a nessuno di comunicare per chiedere aiuto o allontanarsi per fuggire.
Per tutti loro comincerà un’esperienza da incubo che finirà per trasformarsi in un angosciante e macabro gioco al massacro (Agatha Christie docet).
Stavolta Paolo Roversi abbandona i suoi abituali schemi narrativi, soffusi dall’humour, per regalarci in salsa pugliese un thriller aspro, privo intenti consolatori e più consono agli intensi e scanditi ritmi degli scrittori nordici. Un romanzo inatteso dai suoi abituali lettori, immagino, drammaticamente horror, crudo, coinvolgente e che rivela recondite, aberranti e brutali deviazioni della psiche umana, sviscerando a fondo i tanti perché di certi lati più oscuri.

Paolo Roversi è scrittore, giornalista e sceneggiatore. Vive a Milano. Collabora con quotidiani e riviste ed è autore di soggetti per serie televisive. I suoi romanzi sono tradotti in quattro lingue e dai suoi libri sono stati tratti spettacoli teatrali e cortometraggi. Col romanzo Solo il tempo di morire (Marsilio) ha vinto il Premio Selezione Bancarella 2015 e il Premio Garfagnana Giallo 2015.

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