La Debicke e… La porta del buio

Franco Limardi
La porta del buio
Leone, 2018

Un prologo da incubo, lontano decenni nel tempo e legato a un bestiale, diabolico ed esoterico sacrificio di sangue, che segnerà per sempre una vita.
Il commissario Giorgio Brentani è un ottimo poliziotto, con una lucida mente di investigatore ma da tempo, ormai, lavora dietro a una scrivania. Tre anni prima una tragica indagine è costata la vita a tutta la sua famiglia: moglie e due figli, un maschio e una femmina. I delinquenti, che li avevano sequestrati per vendetta nei suoi confronti, durante la fuga ad alta velocità erano precipitati da un viadotto e l’auto su cui viaggiavano era esplosa nell’impatto, finendo divorata dalle fiamme con tutti i passeggeri. Nessun superstite. L’orrore di quell’episodio ha segnato profondamente Brentani, condizionandogli l’esistenza. Il tempo non ha guarito del tutto le piaghe della memoria. Molte delle sue notti sono ancora scandite da angoscianti incubi, in cui tornano a tormentarlo i volti di Silvia, Marco e Giulia.
Ma, ciò nonostante, di fronte a una truculenta e inspiegabile strage familiare nel quartiere di Montesacro il commissario capo Massimo Cacciatori sollecita il ritorno di Brentani sul campo. Gli saranno di supporto il vecchio collega e amico ispettore Giò Portinari e, in veste di nuovo acquisto per la ricostruita squadra, l’agente Morrone.
Gli spaventosi delitti sembrano portare le stigmate della perversione o della follia. Moglie, figli e fidanzato della figlia sono stato eliminati con una speciale pistola in uso all’esercito, mentre al capo famiglia è stata riservata la sorte peggiore. Barbaramente ucciso a coltellate, è stato abbandonato appeso a testa in giù, circondato da misteriosi segni rossi, verdi e neri tracciati sulla parete (forse parole?) in un intreccio indecifrabile e inquietante. Brentani non si perde d’animo, inizia a scavare a fondo sul modus operandi dell’assassino e negli archivi della polizia scopre la presenza di due casi molto simili all’omicidio su cui sta indagando, avvenuti nelle province di Terni e di Siena; stesse modalità, tempi diversi ma forse tutti e tre collegabili.
Si potrebbe ipotizzare un assassino seriale? Un pazzo o un vendicatore? Anche i media, nella persona di una intrigante e tentatrice giornalista, vorrebbero saperne di più, ma la regola di Brentani è sempre stata: con la stampa bocca chiusa. Le indagini conducono Giorgio e il suo amico ispettore Portinari fino a un luogo in particolare, il Pio Istituto Sant’Antonio portatore di Cristo. Brentani e Portinari sono convinti di essere sulla pista giusta: le vittime seviziate hanno tutte e tre lavorato a vario titolo presso l’orfanotrofio, Il Rifugio del fanciullo, fondato da quell’ente religioso e chiuso da anni per ordine della magistratura. Non può essere soltanto una coincidenza, ci deve essere sotto qualcosa.
Cosa accadeva dentro le mura di quell’edificio? Chi si nasconde dietro agli omicidi? Deve essere qualcuno che conta e che manovra nell’ombra per depistare le indagini e non far arrivare Brentani alla verità.
Tempi ben scanditi da una struttura narrativa che tiene il lettore in sospeso. Personaggi di spessore, ambientazioni ben calibrate che offrono un perfetto scenario a un thriller crudo e agghiacciante che, oltre ad andare a indagare sul significato di antichi simboli e rituali magici, scava a fondo nella psiche dei personaggi. Un lungo cammino per riuscire finalmente ad accendere le luci della scena, alzare il sipario, diradare l’ombra della tragedia e dare spazio alla luce della verità.

Franco Limardi è nato a Roma ma da molti anni risiede e lavora a Viterbo. Laureato in Filosofia Estetica con una tesi sul cinema, è stato sceneggiatore. Ha esordito nella narrativa nel 2001 con il romanzo L’età dell’acqua, menzione speciale della giuria al Premio Calvino, pubblicato da DeriveApprodi. Ha al suo attivo alcuni testi teatrali e i romanzi Anche una sola lacrima (Marsilio 2005), I cinquanta nomi del bianco (Marsilio 2009) e Il bacio del brigante (Mondadori 2013), vincitore del Premio Chianti Narrativa nel 2015. Alcuni suoi racconti sono comparsi in raccolte antologiche.

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