Come torrenti di pioggia (vintage)

Annamaria Fassio
Come torrenti di pioggia
Fratelli Frilli editori, 2006

Come torrenti di pioggia è un romanzo completamente diverso dai precedenti della stessa autrice.
La vicenda prende spunto da un episodio realmente accaduto a Genova, la strage di via Fracchia. Il 28 marzo 1980, durante un blitz dei carabinieri del generale dalla Chiesa in un covo Br, restarono uccisi quattro brigatisti rossi: Anna Maria Ludman, Riccardo Dura, Lorenzo Betassa e Pietro Panciarelli. La dinamica dei fatti è violenta e controversa: in meno di un minuto i terroristi erano morti. Per quattro giorni ai magistrati non fu consentito entrare nel covo.
Ma l’episodio è solo uno spunto: “Io non volevo raccontare ‘la verità, ma mi sono basata su una suggestione molto forte per raccontare Antonia, le sue motivazioni, il suo rapporto con la famiglia”.
La vicenda è narrata attraverso la voce di Emma, sorella della brigatista Antonia. Nel libro dalla Chiesa è Colasanti, un colonnello del SID, un bell’uomo sanguigno che a suo modo cerca la verità. Gli fa da contraltare il giornalista Lombino (il cui nome è un omaggio al compianto Ed McBain, che la Fassio considera suo maestro). Tutti, a modo loro, cercano la verità, ma man mano che si va avanti sono costretti a scontrarsi con una realtà scomoda che fa venir meno le loro certezze.
Scritto nel 1999, Come torrenti di pioggia ha origine da una vecchia suggestione nata in un periodo storico, quello del terrorismo, pieno di fermento e contraddizioni: “In quel periodo Forleo cercava di promuovere la nascita del sindacato di Polizia, nascevano Magistratura Democratica e il sindacato della scuola. Ma a fianco di questi cambiamenti sociali c’erano le Brigate Rosse. Quando gambizzarono Castellani, del PCI, quando venne ucciso Guido Rossa, tutti si sentirono nel mirino. E i terroristi vennero emarginati, perché la gente comune non capiva, non ne condivideva metodi e finalità”.
Impossibile non notare come Genova, negli ultimi anni, sia diventata terreno di coltura per numerosi giallisti. Come mai? “È una città che si presta a fare da sfondo ai misteri e all’intrigo. Ci sono vicoli strettissimi, un po’ tipo casbah. Colline e montagne piene di funicolari e ascensori. Poi il porto: il clan dei marsigliesi, i traffici dell’angiporto.”. Soprattutto dopo il G8, poi, è nata una forte riflessione sul ruolo del giallista e della narrativa di genere come forma di denuncia. La denuncia sociale, già presente nei noir americani degli anni ’40-’50, in Come torrenti di pioggia prende la forma di una coscienza critica dei personaggi che riflettono sulla problematica, sempre attuale, dell’uso e abuso del potere.
Il risultato è un romanzo psicologico drammatico e, ovviamente, senza lieto fine, ricco di spunti di riflessione. Un pezzo di storia contemporanea, romanzato e avvincente ma molto realistico.
Per non dimenticare.

Annamaria Fassio, nata a Genova, appassionata di letteratura, cinema e musica, è nota ai lettori per la serie di Maffina e Franzoni pubblicata nei Gialli Mondadori. Vincitrice del Premio Tedeschi 1999 con Tesi di Laurea, ha poi pubblicato I delitti della casa rossa, Biglietto di sola andata, Una città in gabbia, Povera Butterfly e Maria Morgana. Dopo Come torrenti di pioggia sono usciti Una vita in prestitoI giorni del minotauroShanghai, GangsterSantiago 544 (Segretissimo Mondadori, 2010) e, tutti con Il Giallo Mondadori, Di rabbia e morteTerra bruciataControcorrenteL’oro di SarahLa morte e l’oblioDonne da uccidere.

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