La Debicke e… Il ventriloquo

E.R. Ramzipoor
Il ventriloquo
Newton Compton, 2019

Belgio, 1943. Il paese è schiacciato sotto il tallone nazista ormai da tre anni. Miseria, fame e paura costellano le giornate di ogni cittadino belga che non sia un collaborazionista. La gente prova a fuggire, fugge, muore spesso di fame o più spesso uccisa per capriccio da un fucile tedesco. Helene è francese, ha dieci anni ed è orfana. Dopo aver assistito alla morte dei genitori e al completo sfacelo della sua vita precedente, è scappata da Tolosa a Bruxelles. Sfoga e ha sfogato la sua rabbia bruciando case e attrezzature naziste. Si è tagliata i capelli, si fa chiamare Peste, si finge un maschio, non tira aria buona a quei tempi per una ragazzina in un paese in guerra, e cerca di sfamarsi vendendo qualche copia di Le Soir, prima dell’occupazione il quotidiano più popolare del Paese, ora ridotto a un bieco strumento di propaganda nazista. La vita, o meglio il mondo di Peste, cambierà completamente il giorno in cui, morta di fame (non vede cibo da tre giorni), tenta di vendere Le Soir a Marc Aubrion. Fagocitata ben presto da lui come staffetta, verrà inglobata in una rete segreta affiliata al Fronte Nazionale di Liberazione che stampa giornali dissidenti clandestini. Marc Aubrion, un personaggio stravagante, ai limiti dell’irreale, geniale giornalista, pubblica con la sua squadra e in barba alla Gestapo Le Libre Belgique. Ma collaboratori e spie sono dappertutto. E due anni dopo i nazisti, che sanno e sorvegliano tutto e tutti, li arresteranno. Sarà il campo di prigionia, morte certa? E invece il Gruppenfürer Wolff mette Aubrion davanti a una scelta drammatica: trasformare Le Libre Belgique in una nera bomba propagandistica nazista atta a indirizzare l’opinione pubblica contro gli alleati o essere giustiziato. Aubrion, per non essere ucciso, dovrà trasformare la testata in un’arma contro inglesi e americani, piegandosi alla volontà tedesca. Messo con le spalle al muro e costretto ad accettare, Aubrion ha un’idea geniale che gli fa prendere una decisione disperata. Fingendo di sottomettersi alle richieste dei nazisti, lui e i suoi colleghi pubblicheranno invece una falsa edizione di Le Soir, Le Faux Soir, che faranno distribuire al posto di quella originale. Un’edizione satirica che prenderà in giro il nazismo, Hitler e Stalin. In questo modo, sfidando apertamente i loro oppressori, i “ventriloqui” rischieranno la vita per dimostrare che, benché i nazisti abbiano cercato di imbavagliarli, non potranno mai ridurli al silenzio. Un scherzo che, lo sanno già, quasi sicuramente costerà loro la vita. Ma questo non conta, per loro. La squadra, i ventriloqui, ha accettato il rischio di morire per uno scherzo. Ma sarà anche una corsa contro il tempo, appena diciotto giorni per trovare i mezzi, il materiale, scrivere e pubblicare.
Narrati, come una ricostruzione storica a distanza, arte, artificio, amore, vita e morte si incrociano magnificamente in questo romanzo di resistenza sotto il regime nazista. L’autrice, che s’inserisce nella narrazione del passato con il personaggio conduttore Eliza, erede della memorie del professor Victor, uno dei pochi sopravvissuti tra i ventriloqui, ha costruito una convincente fiction per riportare alla luce dei riflettori l’astuzia di Aubrion e dei suoi compagni. Divertente, accurato ed emozionante, questo libro ci ricorda che la libertà di espressione è anche una forma di sopravvivenza e l’importanza di riconoscere sempre il veleno della propaganda in ciò che vediamo e leggiamo.
Con un cast di personaggi indimenticabili e straordinari dettagli storici, E.R. Ramzipoor illumina gli atti di coraggio di persone comuni dimenticate dal tempo. È un’ode commovente e potente all’importanza della parola scritta e agli improbabili eroi che hanno fatto di tutto per orchestrare una formidabile “burla”, purtroppo oggi quasi dimenticata, che fu una tra le imprese più coraggiose e azzardate della moderna storia del giornalismo. Un romanzo d’esordio intrigante, ispirato dal coraggiosa scelta di una banda di giornalisti e combattenti della resistenza che rischiò tutto per minare il Reich. Divertente, accurato ed emozionante, questo libro ci regala la storia sconosciuta di quell’importante episodio di resistenza della II Guerra mondiale. I nazisti avevano rubato la libertà di un intera nazione, ma non potevano togliere ai belgi anche la voce. Un meraviglioso atto di resistenza ma anche una “zwanze”, come si dice a Bruxelles, una meravigliosa beffa.
Pillole di storia vera: a novembre del 1943, in occasione dell’anniversario della resa tedesca nella prima guerra mondiale, il FI, Front de l’Indépendance, pubblicò un’edizione caricatura del quotidiano collaborazionista Le Soir, e distribuì nelle edicole 50.000 copie dell’edizione farsesca, soprannominato “Faux Soir” (o “falso Soir”), mischiate alle copie ufficiali del giornale.
Razionamento in Belgio: prima della guerra, il governo belga aveva previsto un sistema di emergenza di razionamento, che fu attuato al momento dell’invasione tedesca. Ma gli occupanti nazisti schiacciarono addirittura la popolazione. La quantità di cibo a persona era due terzi circa di quello consentito ai tedeschi. Tra i più ridotti in tutta l’Europa occupata. La cronica scarsità di cibo portò i belgi a una perdita media da cinque a sette chilogrammi solo nel 1940. Un cittadino belga aveva il diritto ogni mese a 250 grammi (8,8 once) di burro, 1 chilo di zucchero (2.2 libbre), 1 chilo (2.2 libbre) di carne e 15 kg (33 lb) di patate. Più tardi la situazione peggiorò. Molti civili sopravvissero soprattutto di pesca o di quel poco che riuscivano a produrre con gli orti.
Resistenza: si stima che, durante l’occupazione tedesca, più o meno il cinque per cento della popolazione nazionale sia stata coinvolta in qualche forma di resistenza. Le stime parlano di circa 19. 000 persone uccise tra le persone impegnate nella resistenza; in pratica circa il 25 per cento dei membri “attivi”. La maggior parte di loro era concentrata nelle zone francofone del Belgio (Vallonia e Bruxelles), anche il coinvolgimento fiammingo tuttavia è stato significativo.
Il 70 per cento dei giornali clandestini erano in francese, e il 60 per cento dei prigionieri politici erano valloni.

E.R. Ramzipoor vive in California. Si occupa di marketing, di cybersicurezza e frodi online. Ha studiato Scienze politiche a Berkeley, dove si è specializzata nella ricerca di documenti letterari appartenenti ai movimenti della resistenza e all’incredibile storia di «Faux Soir». Il ventriloquo è il suo romanzo d’esordio.

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