La Debicke e… L’urlo dell’innocente

Unity Dow
L’urlo dell’innocente
Le Assassine, 2019

L’urlo dell’innocente di Unity Dow, ministro del Governo del Botswana, è l’ultimo libro della casa editrice Le Assassine per il 2019. Questa giovane casa editrice ha avuto l’attenzione anche delle maggiori testate nazionali per la scelta di trattare letteratura gialla al femminile e, per il momento, di scrittrici unicamente straniere, sia viventi (nella collana Oltreconfine) che non (in quella Vintage).
Per questa ultima uscita dell’anno, l’editrice Le Assassine ha scelto di pubblicare L’urlo dell’innocente, un romanzo di denuncia di Unity Dow, giudice dell’Alta Corte del Botswana, un titolo di grande impatto già noto sul mercato anglosassone.
L’urlo dell’innocente narra la storia di Neo, dodicenne scomparsa in Botswana nei pressi del suo villaggio. Era stata spedita da sua madre a cercare degli asini al pascolo. Dopo un’indagine affrettata, una grande confusione provocata dal fortuito ritrovamento di indumenti bagnati di sangue, poi scomparsi, la locale polizia si limita a riferire alla madre che la ragazzina è stata catturata e uccisa dalle bestie feroci, probabilmente leoni. La faccenda è strana, c’è più di qualcosa che non torna, ma dopo un anno di mugugni e mormorii anche i genitori almeno apparentemente si rassegnano e tutto finisce nel dimenticatoio. Cinque anni dopo tuttavia Amantle Bokaa, una giovane donna da sempre impegnata nel sociale, viene trasferita in quello sperduto villaggio africano per un tirocinio ospedaliero nel locale ambulatorio. E proprio là per caso, nell’aprire la porta di un ripostiglio, troverà una scatola con sopra una misteriosa etichetta. Quella scatola contiene un qualcosa che rimanda al caso ormai archiviato della scomparsa di Neo, lo riapre e spinge a intraprendere nuove indagini per andare fino in fondo e scoprire la verità. Una verità che purtroppo alla fine risulterà ben più terribile e pericolosa di quanto Amantle potesse mai immaginare. Una verità che porta alla luce l’esistenza di antiche e spaventose tradizioni locali. L’urlo dell’innocente non è solo un thriller nato dall’immaginazione dell’autrice, ma una vicenda tragica che si basa su un caso vero o, meglio, su alcuni veri casi collegati a una orrenda serie di omicidi rituali non rinnegati dal potere. La Dow, infatti alza quel sipario per svelarci un mondo lontano, ignoto e magari inimmaginabile da gran parte degli occidentali e attraverso la sua storia riesce non solo a creare suspense ma arriva anche a farci decifrare certi lati oscuri di una società così lontana dalla nostra. Un libro che, oltre a incuriosirci e coinvolgerci nella trama, riesce persino a emozionarci.

Unity Dow, giudice, attivista per i diritti umani, scrittrice e ministro del governo del Botswana, è nata in un’area rurale dove i valori tradizionali erano dominanti; ha frequentato Giurisprudenza all’Università del Botswana e dello Swaziland e poi a Edinburgh in Scozia, suscitando con la sua educazione occidentale un misto di stima, ma anche di sospetto. Impegnata nella difesa dei diritti delle donne, è stata tra le fondatrici di Emagn Basadi, la prima organizzazione femminile del Paese. Si è occupata dei diritti dei gay e ha partecipato anche alla creazione di Aids Action Trust. Prima donna giudice dell’Alta Corte del Botswana, si è impegnata molto per la democratizzazione delle leggi del Paese, per esempio nell’ambito del diritto di famiglia. Personaggio poliedrico, ha dimostrato il suo valore anche come scrittrice; nei suoi libri spesso emergono i conflitti tra i valori occidentali e quelli tradizionali, ma anche i problemi riguardanti i rapporti tra uomo e donna in un continente afflitto dalla povertà come quello africano. Unity Dow ha contribuito al libro Schicksal Afrika (Destino Africa) dell’ex presidente tedesco Horst Koehler (2009), e ha spesso fatto parte di missioni dell’Onu in Sierra Leone e Ruanda. Oltre al conferimento della Legion d’onore francese, Unity Dow è stata menzionata al Women of the World Summit nel marzo 2011 come una delle 150 donne che “scuotono il mondo”. Dal 2013 è entrata in politica e da allora ha più volte rivestito il ruolo di ministro.

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