L’umanità in pericolo (Le varie di Valerio 113)

Fred Vargas
L’umanità in pericolo. Facciamo qualcosa subito
Einaudi, 2020 (orig. 2019)
Traduzione di Margherita Botto
Politica

Ovunque. Ora. La bravissima scrittrice francese Fred Vargas sa che molti avrebbero preferito vederla sfoderare un bel poliziesco di pura evasione (“più in là, ve lo prometto”), purtuttavia un’implacabile necessità l’ha incalzata a scrivere freneticamente tutt’altro libro, bello denso importante aggiornato. L’esigenza è sorta dalla combinazione della sua indole da archeologa con gli effetti di un brevissimo testo sull’ecologia (“Ecco, ci siamo”) che pubblicò il 7 novembre 2008 e che ebbe un forte successo di critica e di pubblico: frasi riprodotte su magliette, riduzione teatrale, citazioni autorevoli in momenti topici del negoziato climatico. Sono trascorsi anni e l’auspicata svolta non è arrivata, anzi sembra allontanarsi, fra conferenze inutili e inerzie istituzionali. Così ha deciso di raccogliere quanta più documentazione possibile sia sullo stato (insostenibile) del pianeta che sulle azioni concrete in corso o possibili per evitare o ridurre i gravi pericoli che l’umanità sta correndo con l’attuale modo di produrre e consumare. La lunga escursione fra i siti di scienziati, governi, organismi multilaterali, imprese, associazioni, movimenti ha lasciato traccia in venti minute pagine di note bibliografiche finali. Il testo tratta tutti gli argomenti per descrivere i battiti contemporanei del pianeta, senza capitoli o paragrafi. L’autrice ha scelto uno stile colloquiale e un espediente letterario. Dichiara di aver connesso al computer un piccolo dispositivo dittatoriale programmabile dall’utente, il cosiddetto Censore di Scrittura Integrato (Csi). Ah, quanto servirebbe (pur diminuendo il numero di lavoratori editor)! L’unica parolina che ogni tanto interrompe il flusso di dati e spiegazioni è un Bip, ovvero l’aggeggio che con pochi acidi termini segnala le uscite dal seminato, l’abuso di tecnicismi, le notazioni autobiografiche, più o meno inopportune facezie e battute. Il Bip forse è servito all’autrice, sicuramente consente al lettore di prendere un attimo fiato rispetto alla mole di allarmi e proposte.

La splendida, fiabesca e illuminosa Fred Vargas è molto nota (anche) nel nostro paese per romanzi polar, colti e ironici. Si tratta dell’archeozoologa Frédérique Audouin-Rouzeau (Parigi, 1957), dotatasi di uno pseudonimo (in comproprietà con la gemella pittrice) nelle scritture letterarie. Non sempre ne ho condiviso le incursioni sull’attualità politica (per esempio non ha fatto bene su Cesare Battisti in Francia, come ho più volte sottolineato). Questa volta, invece, appare del tutto apprezzabile e argomentata l’invettiva contro il Business as usual. Lo stile è volutamente concitato, vuole trasmetterci un quadro reale drammatico, accanto a un “che fare” motivato e concreto. Ci dà del “noi” perché solo insieme potremo attenuare lo sconvolgimento, già avviato, che si apprestano a subire la nostra Terra e il suo mondo vivente. Noi, la Gente, opposti a “Loro”, informanti governanti, dipendenti da un modello di società produttivistica e consumistica che non vogliono o non possono modificare. Giustamente non se la prende con i pochissimi reali negazionisti (per interesse o malattia mentale), piuttosto con chi accetta incarichi di vertice e poi non prende atto del pericolo e non attua interventi di riduzione effettiva delle emissioni e degli inquinamenti. Non vuole scaricare la responsabilità di quanto è accaduto nei decenni scorsi, osserva soltanto che dobbiamo prenderci tutti noi (pure votando) la responsabilità di imporre e praticare una svolta ecologica nei comportamenti. Ineccepibile. E pieno di continui “ma”: Vargas segnala chi e in che modo manifesta un dato scientifico o una proposta operativa e subito sottolinea certificati dubbi, contraddizioni, contraltari. Per arrivare comunque a scelte di campo, opzioni, preferenze. Nel mangiare come nel vestire, nel sopravvivere come nel muoversi, nel consumare fattori abiotici come biotici. Conclude riassumendo l’elenco di scelte che devono subito compiere coloro che hanno chiesto e ottenuto di governare e la lista delle nostre più urgenti iniziative civili globali (come mangiare meno carne e boicottare chi produce male).

(Recensione di Valerio Calzolaio)

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