Usciti di Senna (Le gialle di Valerio 241)

Michel Bussi
Usciti di Senna
Edizioni e/o, 2020 (orig. 2008, Mourir sur Seine)
Traduzione di Alberto Bracci Testasecca
Noir

Rouen, Normandia. 4-14 luglio 2008. Una mattina dell’ottobre 1983 Muriel era nel fuoristrada con marito e figlia lungo la valle e l’estuario della Senna, li stava accompagnando a immergersi nei misteri del fiume, lui sub esperto e parecchio ossessionato. Lei, nell’attesa di vederli riemergere, era solita passeggiare nei piccoli paradisi verdi. Quella volta la caletta era vicina al marais, a un terreno paludoso pieno di uccelli, una meraviglia! Il fatto fu che da una settimana si era aperta la caccia e Muriel non lo sapeva. La trovarono cadavere in una pozza di fango e sangue. In un attimo la figlia Marine fece in tempo a fissare l’orrore della spaventosa tragedia; quel giorno il suo sconvolto padre iniziò una lenta inesorabile discesa nella follia, che sarebbe diventata omicida col precipitare degli eventi. Venticinque anni dopo nella stessa magnifica area della Normandia, da Rouen verso l’oceano, si svolge la quinta edizione dell’Armada, la seconda più importante manifestazione popolare di Francia (dopo il Tour), esperienza avviata nel 1989 e ripetuta in genere ogni cinque anni (ma talora anche quattro o sei). Magnifici originali velieri ed equipaggi da tutto il mondo, otto milioni di visitatori (tantissimi ogni giorno in fila per salire a bordo), eccezionale copertura mediatica, trecento volontari permanenti che diventano migliaia nei dieci giorni della manifestazione, mille ricevimenti ufficiali e milioni di bagordi informali, parate gioiose dei marinai in divisa sul ponte e in città, trenta battelli per mini crociere e gite, serate danzanti, fuochi d’artificio, amori. La mattina del 10 luglio avvisano il commissario Gustave Paturel che uno splendido ricco marinaio messicano è stato trovato morto, pugnalato sul lungosenna. Sulla scena arriva anche Maline Abruzze, la giornalista del più importante settimanale regionale. Dettagli e indizi sono molto confusi, la maledetta scia di sangue sembra non arrestarsi.

Il magnifico scrittore Michel Bussi (Louviers, 1965), professore universitario di Rouen (Normandia) e direttore di ricerca al Cnrs francese, ha pubblicato dal 2006 quattordici divertenti corpose avventure, tutte senza protagonisti seriali, ambientate in originali ecosistemi biodiversi, non solo della sua regione, e appartenenti al genere policier o noir. Oltre la metà dei romanzi ormai sono tradotti in italiano: dopo una sporadica apparizione nel 2014, dal 2016 le Edizioni e/o alternano la pubblicazione delle novità (è atteso il recente Au soleil redouté) con la proposizione dei primi romanzi. Questo è il godibilissimo terzo (2008) con un titolo tradotto con acuto rispondente gioco di parole. Come nelle altre occasioni, la trama risulta ben arzigogolata, ricca degli onesti trucchi e dei rovelli culturali del genere, impasto manipolato di irrazionalità e logica (anche per i lettori), questa volta attorno a cronache e finzioni connesse ai tesori dei pirati e alle utopie degli anarchici. La narrazione è in terza varia e minuziosamente cronologica sui vari protagonisti, con particolare affetto sui due che indagano, affiatati a distanza, il buon capo poliziotto di mezz’età, padre divorziato che non riesce a stare coi due amati figli (lasciati dalla ex moglie per andare alle Maldive), la reporter esperta e segnata dalla vita, single quasi 37enne che subito s’intende (non solo a letto) con l’affascinante meticcio responsabile stampa Olivier (originario di Réunion). Il bello è che l’autore è un ottimo geografo, s’intende di scienza e di storia, è attento con le citazioni di luoghi, tempi e termini, ci consegna pagine preziose di informazioni e leggende della Senna atlantica. Vien voglia di partire. Anche la musica è meticcia, il massimo della “creolitudine” se così di può dire (come afferma il primo dei due curiosi personaggi che arrivano dalla capitale, l’aitante giornalista di Le Monde e il criminologo esperto di serial killer). Per bere non ci si fa mancare nulla: vini e champagne, whisky e rum.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

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