La Debicke e… Lo Specialista

Shi Heng Wu
Lo Specialista
Time Crime, 2020

Lo Specialista è un assassino di professione, un killer internazionale, il più preciso, disumano e affidabile. Un metro e novanta di altezza, occhi e capelli chiari, vegetariano, sempre misurato nel cibo, si allena ogni giorno per ore ed è esperto di arti marziali che pratica con sciolta naturalezza. Non beve alcol, bagna appena le labbra nel bicchiere se il personaggio che deve interpretare lo richiede per forza. Più gelido ed efficace di un robot, diventa maniacale nello studiare a fondo i particolari e immedesimarsi nel ruolo prima di intraprendere un nuovo incarico. Un uomo senza nome e senza volto, vista la sua eccezionale capacità di riciclarsi sotto infinite maschere e diverse personalità. Nessuno sa da dove venga, il mistero più fitto copre le sue origini e nessuno conosce il suo vero nome. Chi lo cerca e vuole i suoi servigi invia una mail criptata tramite un intermediario. Lo Specialista si cela sotto diverse identità tutte fittizie, tutte utili, tutte transitorie, tutte subito abbandonate come un vestito vecchio. Lo Specialista accetta incarichi estremi in ogni parte del mondo. E uccide, se necessario senza scalpore, ovunque, comunque e senza mai tirarsi indietro. Le sue imprese letali, di solito volte a eliminare ricchi personaggi talmente abietti da meritare solo la malasorte, richiedono una complicata architettura e la disponibilità di complici efficienti e affidabili. Qualche “distrazione” durante le “missioni”, la sua socia (amante?), la bionda, bellissima e micidiale Eve. E non si fa mai mancare un’impeccabile via di fuga. Poi rientra segretamente nella sua anormale normalità, fa ritorno alla sua tana, alla sua vita da eremita scandita dal cibo (poco e sobrio), dalla corsa giornaliera di almeno dieci chilometri, dalla meditazione e dai continui durissimi allenamenti in discipline orientali. La tana è una specie di bunker costruito dentro un immenso capannone dismesso, in una zona industriale della più estrema banlieue parigina, ben protetto da spesse mura. Un rifugio che gode del confortevole ristoro offerto da un giardino verdeggiante, ma anche la sicurezza di una via di fuga, un lungo tunnel sotterraneo che porta in un altro piccolo capannone, un ex magazzino. Insomma un uomo che per anni ha vissuto solo per uccidere e la cui unica debolezza pare essere Jeanne-Marie, giovane madre single che vive in un barcone sulla Senna.
Ma a un certo punto nella mente dello Specialista succede “qualcosa”. Da tempo è afflitto da strane e ricorrenti visioni che lo perseguitano. Stress? Un campanello d’allarme che gli insinua il desiderio di una svolta, di uno stop. Che sia arrivato il momento di rifiutare un nuovo incarico, di dire di no? Non gli servono soldi, possiede un vero e proprio tesoro nascosto nei paradisi fiscali. Potrebbe smettere, certo, può farlo quando vuole: erano questi i patti fin dall’inizio.
E quando il suo intermediario, l’unico che ha mai incontrato di persona, vuole affidargli la missione di togliere di torno un giudice americano scomodo, facendolo saltare in aria con tutta la famiglia durante un tragitto in macchina, qualcosa scatta. Il punto ideale per l’esplosione sarebbe una galleria lungo il percorso: quando l’intermediario gliene mostra la foto, il buio della galleria colpisce lo Specialista, gli richiama un’ossessiva visione che da qualche tempo continua a inquietarlo. In quel momento lo Specialista decide di tirarsi indietro e annuncia al mediatore che intende smettere. Di non contare più su di lui, di dimenticarlo.
Ma scoprirà molto presto e a sue spese che non può farlo. Da crudele e invitto cacciatore diventa preda, bersaglio di altri killer come lui.
C’è una fatwa sulla sua testa perché in quegli anni, in un qualche momento, ha involontariamente acquisito informazioni pericolose per i committenti dei suoi omicidi, informazioni che, se diffuse, potrebbero incriminarli.
E allora capisce che l’unica possibilità di sopravvivenza è sparire subito, senza lasciare traccia. Ci prova, fugge, arriva a Tokyo, cerca aiuto in un vecchio e fidato complice. Ma gli altri l’hanno preceduto, la sua morte è stata commissionata alla Yakuza che gli tende un agguato. Lo evita ma… si lascerà coinvolgere in un attacco, verrà gravemente ferito e poi soccorso da un celebre maestro Shaolin, intrigato dal fatto che lo Specialista utilizzi con disinvoltura gli stili più segreti del kung-fu e parli l’antichissimo cinese.
Un incontro che lo costringerà a diventare lui stesso un monaco e maestro Shaolin e a scoprire la sua vera essenza, rimandandolo al passato, alla Cina del VI secolo, alla genesi che l’avrebbe condotto al Male ma anche, forse, a una possibile resurrezione.

Una fiction intrigante sorretta da una serie di scatole chiuse: omicidi, identità, monasteri, viaggi reali e viaggi nel tempo, rese più sfiziose anche dalla presenza di Mauro Baldrati in veste ufficiale di “curatore”, cioè di colui che avrebbe raccolto il racconto di Shi Heng Wu, il monaco, per poi scriverlo, interpretandolo in alcuni punti a suo modo, senza che l’io narrante, il “reale” protagonista, l’ex assassino di professione, abbia mai voluto metterci mano. Per cui Shi Heng Wu sarebbe lo pseudonimo dello Specialista.
Ah, il loro primo incontro sarebbe avvenuto in un raduno di Hare Krishna degli anni ’90 in una bella villa sui colli fiorentini…
Attualmente gli Hare Krishna hanno il loro più importante centro italiano a San Casciano Val di Pesa, a Villa Vrindavana…

Mauro Baldrati è nato a Lugo di Romagna nel 1953, vive a Bologna. Collaboratore di Lotta Continua e redattore di Frigidaire a Roma, nei primi anni Ottanta si è trasferito a Milano, dove ha lavorato per circa un decennio come fotografo free-lance per le maggiori riviste e agenzie. Suoi racconti sono stati pubblicati in varie antologie, sulla rivista Delitti di carta, sul periodico Segretissimo. Ha pubblicato, con altri autori, il saggio La rivolta dello stile (Franco Angeli 1984), i romanzi Vita complicata di Jimi (Déjà vu, 1993), La città nera (Perdisa 2010), Professional Killer (Anordest 2013). Ha curato l’antologia Love Out (Transeuropa 2012), ed è redattore del sito politico-letterario Carmilla. Con Io sono El Diablo nel 2018 fa il suo esordio nel catalogo Nero Italiano.

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