La Debicke e… Fumo e cenere

Abik Mukherjee
Fumo e cenere
SEM, 2020
Traduzione di Alfredo Colitto
In libreria dal 3 settembre 2020

Calcutta, 1921. Ancora oppresso dai dolorosi ricordi legati alla guerra mondiale e alla successiva morte della giovane e adorata moglie, falciata dalla spagnola, il capitano Sam Wyndham sta cercando di far fronte alla sua grave dipendenza dall’oppio. Una dipendenza da combattere a ogni costo, ma che nel frattempo è costretto a nascondere ai superiori delle forze di polizia di Calcutta, perché potrebbe bruciargli la carriera.
Ma proprio mentre è sdraiato in una fumeria d’oppio, appena cosciente, un’incursione della polizia costringe Wyndham a fuggire. Obnubilato dalla droga, mentre cerca di raggiungere il tetto dell’edificio scopre uno sconosciuto, dai tratti mongolici, orribilmente sfigurato e ucciso a coltellate. Per miracolo riesce a nascondersi e, più tardi, a rientrare sfinito nella casa che divide con il suo sergente indiano.
Il giorno dopo, convocato dai superiori per indagare su un orribile omicidio, Sam Wyndham si trova davanti a un cadavere, di una donna stavolta, sfigurato come quello visto la notte prima. Le ferite delle donna, un’infermiera, sono le stesse del suo defunto nella fumeria: gli occhi strappati dalle orbite e due coltellate al petto, provocate da un pugnale, farebbero pensare a un omicidio rituale.
A queste due morti misteriose se ne aggiungono altre. Gli omicidi, eseguiti con identiche modalità, sono stati compiuti in diverse zone della città e a prima vista non risulta alcun legame tra le vittime.
Sembra quasi che ci sia un killer in libertà. Un folle che colpisce a caso? Forse per creare disordini in vista dell’arrivo del principe ereditario? O invece la catena di delitti cela qualcosa di ben più pericoloso, qualcosa che viene da lontano?
Il capitano Wyndham lotta contro il tempo, paventa brutte sorprese, deve riuscire a trovare il bandolo della matassa. Sarà una frenetica, angosciante e disordinata caccia all’uomo, che pare inafferrabile, con l’unico vero appoggio del fidato assistente indiano, il geniale sergente Banerjee.
Il romanzo è ambientato a Calcutta a Natale (fa decisamente freddino), nel 1921, in un momento nella storia in cui le proteste dei nazionalisti, infiammati dal Mahatma Gandhi a chiedere l’indipendenza dall’Impero britannico, sono sempre più accese e tutta la capitale del Bengala è in fermento, pronta a mettere in atto una pacifica manifestazione contro il dominio britannico.
La causa incidentale, che offre l’occasione ideale per una dimostrazione pubblica, sarà la visita ufficiale del principe di Galles.
L’atmosfera è tesa, Wyndham preme perché la visita venga rinviata, spera che le acque si plachino ma la testardaggine inglese e la risposta indiana sono a confronto. Niente da fare, si va avanti con l’insostituibile Banerjee, laureato a Oxford e appartenente a una grande e ricchissima famiglia di avvocati, sostenitori del pacifico movimento di indipendenza, ma che ha prestato giuramento alle forze della polizia imperiale.
Il sergente, gravato da un conflitto emotivo, si trova in imbarazzo ed è inquieto. È combattuto tra il dovere e l’amicizia per il suo diretto superiore, ma non può ignorare del tutto la sua famiglia. E tuttavia si sente moralmente vincolato dall’obbligo di proteggere Sam Wyndham sia da se stesso che dai loro capi.
In realtà il rapporto tra loro, trasformato con il tempo in reciproco rispetto e cordiale familiarità, è arrivato a travalicare la diversa posizione sociale irreggimentata negli schemi dell’epoca.
Mukherjee affronta con intelligenza e grande apertura mentale la perfetta ricostruzione storica e ambientale di quegli anni in India, un altro mondo, diverso, lontano, fatto di sfrenata ricchezza e grande povertà. Descrive luoghi, usanze, tradizioni, profumi e cattivi odori, offrendo al lettore quella che fu la realtà morale e umana dell’India sotto il dominio britannico. Senza pregiudizi nei confronti delle due parti in causa, narra equanimemente tutto il bene e il male di quell’epoca e, più in particolare, quello che fu il determinante ruolo militare e della Polizia Imperiale inglese.
Il personaggio principale, Sam Wyndham, pur imperfetto e perseguitato dai suoi demoni, durante le indagini s’impegna allo stremo, dà tutto se stesso, riuscendo persino a superarsi, forse per la volontà di compensare i propri difetti. Anche l’amicizia con Banerjee è avviata a cambiare, orientandosi su un piano di reciproco rispetto e uguaglianza.
Suspense e una serie di colpi di scena molto ben calibrati, per una trama diversa e intrigante, arricchita da un ottimo uso descrittivo del linguaggio e dalla superba conoscenza della vita e degli usi e costumi nell’India di quei tempi, fanno di Fumo e cenere un’eccellente ricostruzione storico-ambientale, basata su fatti realmente accaduti, anche se un po’ più tardi nel tempo (la visita del principe ereditario a Calcutta fu nel 1930, quindi nove anni dopo).

Abik Mukherjee, giovane autore indiano, è cresciuto nell’Ovest della Scozia. Tra i suoi romanzi di successo si ricordano: L’uomo di Calcutta (SEM 2018) e Un male necessario (SEM 2019).

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