La Debicke e… Cadaveri a sonagli

Christian Frascella
Cadaveri a sonagli
Mondadori, 2020

Sissignori, mi sono divertita. Perché Frascella non si smentisce neppure stavolta e ha messo in circolazione uno stravagante e multiforme giallo tutto da ridere. Il nostro, pur avvalendosi di un’esplosione logica alla “Io boia”, come direbbero i toscani, ha infilato insieme in un frullatore una coppia di pseudo ladruncoli, un marito infedele e un operaio nullafacente a casa in malattia, che vedi caso stava a spiare nel posto giusto al momento giusto.
Ricapitoliamo, per miglior chiarezza: Lea e Nicola, improvvisati rapinatori e complici male assortiti, meno forse che a letto, dopo tre giorni di appostamento sfondano una finestra ed entrano nella bella villa dei Romoli nelle Langhe, convinti di aver in mano il colpo della vita e decisi a tutto pur di arraffare il malloppo a man bassa. Ma li attende una brutta sorpresa… sotto forma di una donna magra, di cinquantun anni, i capelli bianchi tagliati corti, in camicia da notte. La bella villa che credevano vuota, vuota non era: Carla Romoli, la padrona di casa, influenzata da qualche giorno, era a letto e dormiva. Risvegliata dai ladri, quando vede Nicola con un bastone in mano si spaventa, cerca di scappare, si lancia per le scale, inciampa, mette il piede in fallo, si rompe la gamba e ruzzola rovinosamente fino al pianerottolo, battendo anche la testa. Ma non muore: ha gli occhi aperti, cerca di muoversi. Dopo la fuga di Nicola e Lea, tocca a Gianni Romoli. Tornato a casa per cambiarsi la camicia, scopre il furto, sente le grida di aiuto della moglie e la trova per le scale con il collo piegato in un angolo impossibile e un osso che sporge dalla pelle appena sotto la mascella…
Ora, considerate che Gianni ha sposato Carla per interesse: bruttina, poco curata, nessuna passione per l’estetica ma solo per la casa, il giardino e le letture, il circolo della biblioteca. Oddio, brava e sempre accomodante: nessuna gelosia o scenata, no, ma quella ricca è lei. È lei che ha ereditato il grande patrimonio dalla zia, che è l’unica proprietaria di TUTTO. Ma ora Gianni ha l’occasione. La fortuna gli si è accomodata sul pianerottolo. Basterebbe una spinta per ereditare tutto… E Gianni lo farà, ma… Ma non immagina che in giardino, a spasso con il cane, c’è Rocco, il testimone. Rocco vede tutto e filma tutto col telefonino, per cui ciò che ormai sembrava possibile, facile, scontato provocherà invece una serie di fatali inconvenienti e finirà per inguaiare tutti.
E perché?
Tanto per cominciare, a indagare sul fattaccio troviamo l’ispettore di polizia Dora Baron, appena atterrata a Santa Margherita, ridente cittadina delle Langhe, per prendere il comando della stazione di polizia finora gestita da un sovrintendente, e detta ispettore può far conto solo su una squadra raccogliticcia.
Poi perché si scoprirà che il Romoli aveva stipulato un’assicurazione milionaria sulla morte della moglie, per cui dovrà fare i conti anche con uno spregiudicato accertatore dell’assicurazione, con niente da perdere e la seducente prospettiva di un mucchio di soldi.
Insomma, nel suo frullatore Frascella infila un mix di pericolose voglie e incontenibili pulsioni, con il risultato di un’esplosiva miscela di comicità. Se fosse una ricetta di cucina, si dovrebbe dire: ingredienti principali: dilettantismo ma soprattutto, e lo metto con la maiuscola, Improvvisazione. E quindi avremo uno splendido anello di smeraldo rubato, foriero di incoercibili reazioni omicide, ricatti, il filmetto girato col cellulare è pronto ad incastrare l’assassino, azzardate fughe, morti ammazzati, affannose indagini e inevitabili confessioni con la catastrofica conseguenza che praticamente va tutto in malora.
Un’irresistibile storia corale tra hard boiled e comedy, intrecci e trame che si intessono subdolamente e ci permettono di evocare i migliori film dei fratelli Coen, con esilaranti imprevisti e un grandioso ritmo capace di trasformare il bucolico paesaggio dei vigneti nelle colline piemontesi del Barolo, nel truce palcoscenico di spaventosi delitti.
La perfetta e calibratissima ambientazione delle Langhe si rifà anche, con grande ironia, a quelle pagine di cronaca nera che spesso, con la complicità dei media, come il pericoloso sibilare dei serpenti a sonagli, hanno corrotto la nostra più remota provincia, trasformandola in fulcro di interesse mediatico per conquistare gli schermi e i palinsesti nazionali.

Christian Frascella è nato a Torino e attualmente vive a Roma. Oltre alla serie dell’investigatore Contrera (pubblicata da Einaudi), ha scritto diversi libri, tra cui il romanzo cult Mia sorella è una foca monaca (Fazi editore) e Brucio (Mondadori), quest’ultimo in procinto di diventare un film.

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