L’Outsider (Le brevi di Valerio 412)

Colin Wilson
L’Outsider
Atlantide Roma, 2020 (1^ ediz. 2016, orig. 1956)
Traduzione di Thomas Fazi
Critica letteraria

Londra. Musei, biblioteche, librerie. Anni cinquanta. Il grande saggista e romanziere inglese Colin Wilson (Leicester 1931 – St. Austell, Cornovaglia,  2013) fu personalità poliedrica. Divenne molto noto fra gli intellettuali europei nel 1956, a nemmeno 25 anni, con un audace saggio d’esordio, The Outsider. Poi scrisse di tutto e di più, fiction e no fiction, all’inizio molti mystery di vario “genere”. Dopo la prima uscita in Inghilterra, L’Outsider fu presto tradotto in trenta lingue (in italiano da Aldo Rosselli ed Enzo Siciliano per Lerici). A quel tempo il giovane inquieto precario Wilson dormiva nel sacco a pelo in un parco, lo scrisse in una sala del British Museum, sviscerando l’opera e la vita di alcuni grandi “particolari” visionari artisti della letteratura e della pittura (pochi inglesi), da Kafka a Camus, da Van Gogh a Ramakrishna. Era sconosciuto, divenne famoso, nella citata introduzione del 1976 racconta come, oltretutto il volume gli fruttò circa 20.000 sterline.

Recensione di Valerio Calzolaio)

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