Homo. Arte e scienza – Pietro Greco

Pietro Greco
Homo. Arte e scienza
Di Renzo Roma, 2020
Storia e scienza
Recensione di Valerio Calzolaio

Da milioni di antropomorfi anni. Qui. Il chimico, scrittore e poeta Primo Levi ci ha ammonito con l’autorevolezza del genio: ogni separazione tra letteratura e scienza, più in generale ogni separazione tra arte e scienza, è una “schisi innaturale”. Ogni sforzo di dividere la cultura umana in monadi incomunicanti si risolve nella costruzione di un mostro artificioso. Eppure questi tentativi sono stati reiterati nei secoli scorsi. Le due culture, scientifica e umanistica, sono state spesso separate, pur a forza e “contro natura”; molti scienziati e umanisti hanno rifiutato di confrontarsi o stentato a riconoscere analogie e omologie. In realtà, l’arte e la scienza sono manifestazioni in apparenza di diversa origine e struttura ma, invece, profondamente interpenetrate di un’unica cultura, la cultura umana. Esistono innumerevoli luoghi significativi dell’intreccio e della reciproca influenza. Il chimico, scrittore e divulgatore scientifico Pietro Greco ha scritto un bellissimo corposo saggio per mostrarci alcuni di questi luoghi: manufatti, artefatti, teorie, esperimenti e personalità collocate nell’evoluzione, nella storia e nella geografia del pianeta umano, con i loro prodotti nel campo multiforme d’inestricabili combinazioni fra differenti arti (pittura, scultura, musica, tutti i generi di letteratura, architettura, teatro, fotografia, cinema, televisione) e discipline scientifiche (biologia, chimica, tutti i generi di fisica, matematica, geometria, neuroestetica, cibernetica). La cruciale questione è distinta in quattro parti narrative: evoluzione (l’arte è il frutto della storia, biologica e culturale), fusione (arte e scienza procedono quasi sempre di pari passo), ispirazione (la scienza diffonde nello spazio delle arti), riflessione (l’arte diffonde nello spazio delle scienze e diventa essa stessa scienza). Ogni parte è suddivisa in tre capitoli, dodici in tutto, corredati di curate citazioni e note. Completano il saggio la significativa dedica e il prologo all’inizio, la ricca bibliografia e il sommario in fondo (senza altri indici) e, al centro, uno splendido apparato di 131 figure e immagini a colori, numerate e richiamate nel corso della trattazione.

Pietro Greco (Barano d’Ischia, 1955) è il miglior giornalista scientifico italiano vivente, a lungo formatore dell’intera categoria. Qui riesce a vincere connesse ardite sfide: spiegare cosa siano arte e scienza per noi umani sapienti; illustrare da quando, come e perché ne abbiamo praticato l’espressione; esemplificare quanto entrambe siano combinato risultato, universale e storico, di singoli geniali individui. La cultura materiale simbolica, ovvero la primordiale arte figurativa, non è una prerogativa della nostra specie sapiens. Esisteva da prima della nostra apparizione, è appartenuta ad altre specie precedenti o coeve del genere Homo (da cui il titolo) e, come la scienza, è la manifestazione del pensiero astratto e simbolico nel tentativo di fornire una rappresentazione razionale del mondo circostante e anche di conservare memoria stabile di questa rappresentazione. Implicito è il riferimento all’evoluzione bipede di una parte africana degli ominidi e degli ominini (che libera mani e modifica le prospettive sensoriali), le cui capacità cognitive furono poi segnate dall’ampliamento del volume del cervello e dall’affinamento delle capacità artigiane, via via adattatesi ai differenti ecosistemi, conosciuti coi cambiamenti climatici o incontrati migrando. Alle primitive potenzialità estetiche (anche di altri animali) si è aggiunta la nostra peculiare capacità di creare simboli per gestire le spinte selettive (naturali e sessuali) dell’evoluzione. Simboli artistici e scientifici, ben sapendo che non esistono creatività artistica e creatività scientifica fuori dallo spazio e dal tempo e, quindi, dalla preistoria e dalla storia dell’insediamento umano in ogni ecosistema del pianeta. Il tema è bello, la trattazione scientifica e filosofica risulta “meravigliosa”, appassionante e stimolante, attraverso la biografia di scienziati e di loro belle scoperte, di artisti e di loro scientifiche opere, attraverso lo studio del cervello, delle simmetrie e delle ambiguità, delle componenti emotive e razionali delle umane esistenze, fino al magnifico Convivio dantesco e alla moderna società democratica della conoscenza. Che e quanta bellezza!

 

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