La Ling Gao Gang – Carlo Callegari

Carlo Callegari
La Ling Gao Gang
Linea Edizioni Padova, 2020
Presentazione di Nicola Bruno, CEO site By site
Prefazione di Matteo Strukul, direttore artistico di Sugarpulp
Noir
Recensione di Valerio Calzolaio

Veneto e molto altro. Dieci giorni di inizio 2019. Carlo “Pazzo” Verdi è un agorafobico tatofobico da un anno recluso in casa a Padova, pieno di tic, manie e attacchi di panico. Gli hanno riconosciuto una mini pensione e lavoricchia in vari modi (pure illegali) dal computer. Insieme ad altri tre disabili ha organizzato una collaborazione esterna a distanza per l’agenzia Digital Investigation, raccolgono informazioni commerciali che possono essere rivendute. Gli altri tre F4, Fantastic Four, smanettoni web investigator, sono: da Hong Kong la minuta bella paraplegica Ling Gao, benestante direttrice della piattaforma Happy Card con interessanti punti orgasmo; dalla Norvegia il muto allampanato Lars Olaffson, baby pensionato, falsario e traduttore per turisti sordomuti; dai romeni Carpazi il tarchiato cieco Poppe Vaideanu, ottimo craccatore di ebook e audiolibri, buon conoscitore di lingue compreso l’italiano. Si è appena consumata la più grande rapina di merce nella storia dell’e-commerce e decidono subito di proporsi per investigare. Alibaba, la nota enorme piattaforma di commercio elettronico cinese, è stata alleggerita di più di 100 milioni di dollari in merce di vario tipo, recapitata direttamente in un magazzino con indirizzo dato e gestito dai ladri, un colpo apparentemente impossibile considerando gli standard di sicurezza e i controlli sui pagamenti. I vertici del gruppo hanno immediatamente messo due milioni di dollari di taglia destinati a qualsiasi soggetto capace di risolvere il mistero e smascherare i colpevoli. Nicola, il titolare della loro agenzia, accetta la sfida e Carlo chiede agli altri tre (e al cane guida di Poppe, il golden retriver Ivan) di raggiungerlo, pagando i biglietti aerei di tasca propria. Non potranno restarsene fermi, qualcuno o tutti verso Frisinga, Montecarlo, Barcellona, Dakar, la storia è ingarbugliata e pericolosa, criminale e avventurosa.

Lo scrittore Carlo Callegari (Padova, 1972) inaugura per la bella casa editrice veneta una “collana analogica” di “gialli digitali”, interamente prodotta da un’agenzia di marketing e comunicazione, con l’obiettivo (anche) di consentire ai lettori di familiarizzare con dinamiche, acronimi, sigle, alchimie algoritmiche del settore; ecco che in fondo al divertente romanzo, una sorta di fiaba noir, c’è un glossario di varie pagine su una decina di termini e concetti chiave, spesso usati nel testo. Del resto, il dark web è parte importante dell’ambientazione e della vicenda. La narrazione è in prima persona al passato. Parla Carlo, impaurito e curioso, alla riscoperta dell’uscire all’aperto on the road e alla scoperta della precaria fisicità dei nuovi grandi amici. I dialoghi sono inevitabilmente allegri e ridicoli, sorprendenti e scoppiettanti, nell’azione comune si fanno maggiori reciproche veritiere confidenze e vengono fuori originali interessanti biografie. I viaggi in pulmino sono flagellati da play list di Ling Gao (inevitabile capo della gang, da cui il titolo) e di Poppe, i protagonisti passano da brani come l’Italiano Vero di Toto Cotugno alla musica folk cinese. Lars preferisce i Subsonica. Ottimo il mix di tre gocce di Valium e una pasticca di Xanax con l’aggiunta di un paio di chupito rum e pera; pur se non mancano Sambuca, Bloody Mary, Dom Perignon e vari Chardonnay di marca e d’annata.

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