Un viaggetto in qua e là…

Così, come mi frulla per la testa. Spunti di lettura, scrittori, sensazioni, emozioni, satirette per sorridere insieme…
di Fabio Lotti

Intanto partiamo con La morte di Belle di Georges Simenon, Adelphi 2020, che si va sul sicuro. Siamo nello stato di New York, ovvero nella casa del professor Spencer Ashby dove viene ospitata anche Belle, una ragazza di diciotto anni che verrà trovata morta nella sua stanza. Morta soffocata e con gli abiti strappati. Siccome il professore si trova solo in casa con il suo passatempo preferito, ovvero il tornio (la moglie è uscita) tutti i sospetti cadono su di lui. Come conseguenza una terribile deflagrazione della sua psiche e tutto il tormento e l’ossessione che si porterà appresso. Dunque abbiamo l’indagine sull’omicidio e l’indagine impietosa all’interno del professor Spencer Ashby. La solita, eccelsa magia del grande Simenon.

E allora, sempre di lui, non lasciatevi scappare I superstiti del Télémaque, della stessa benemerita casa editrice. Nella provincia della Normandia, più precisamente a Fécamp, viene ucciso, praticamente sgozzato, il marinaio Février trovato nella casa del capitano Pierre Canut in cima ad una scogliera. Subito questi è sospettato (avrà l’aiuto del fratello gemello Charles) anche per un tragico passato quando naufragò il Télémaque e il vecchio Canut perse la vita. Tra i superstiti ci fu proprio Février accusato dalla vedova che arriverà persino alla pazzia. Un potente dramma psicologico, forte, duro, senza tregua.

Con Doppia identità di Brian Freeman troviamo il classico uomo noto, potente e senza scrupoli che cerca di salvarsi in tutti i modi. Ovvero la celebrità di Hollywood Dean Casperson legato alla morte di una quindicenne. Sarà il detective Jonathan Stride, con l’aiuto del poliziotto Cab Bolton, a cercare ostinatamente indizi per incastrarlo. Una lotta dura, difficile che rischia sempre l’impotenza. A questo caso si aggiungeranno anche la morte di uno sconosciuto e i dubbi su un caso risolto quindici anni prima. Lungo tutto il percorso la figura della donna costretta al silenzio e a subire il domino e la violenza dell’uomo. Naturalmente ottimo ritmo condito da continui colpi di scena.

Passiamo ad un classico del giallo Mondadori, ovvero a La follia del diplomatico di Henry Wade.
Inghilterra del dopoguerra (fa anche rima). Qui ritorna il maggiore Gray Tabbard che aveva tentato di rifarsi una vita lavorando sodo a Parigi per guadagnare e chiedere la mano di Anne Chesney, la sua promessa sposa. Ma tutto va storto e la stessa Anne ha deciso di cambiare idea fidanzandosi con il diplomatico Aylwin Hundrych che ha tutto l’interesse a prenderla in moglie per la sua carriera. Però c’è qualcosa di oscuro nella vita del diplomatico, qualcosa legata ad una follia di gioventù che si presta al ricatto. Urge un aiuto e chi meglio di Tabbard, noto per le sue imprese di guerra? Vedete un po’ il destino… Tabbard lo aiuterà, oppure…? E un delitto ci sarà di sicuro.

Ora abbiamo La morte è il mio mestiere di Michael Connolly.
Personaggio principale il giornalista Jack McEvoy della cronaca nera. Ne ha raccontate di storie terribili intrise di sangue! E ora si trova coinvolto nell’uccisione di una donna con la quale ha passato una notte insieme. Dunque un sospettato e dunque dovrà indagare, anche contro il parere della polizia e del suo editore, per porre fine a qualsiasi dubbio arrivando ad una scoperta da brivido: la morte della ragazza è collegata ad altre morti misteriose di una mente criminale perversa che seleziona le prede femminili in base ai loro dati genetici. Lotta dura, senza quartiere anche attraverso il web, con l’aiuto di una vecchia amicizia, l’ex agente dell’FBI Rachel Walling.

Ed ecco La grande caccia di Ben Pastor.
Questa volta niente Martin Bora dell’esercito tedesco durante la seconda guerra mondiale, ma siamo trasportati addirittura nella Palestina del IV secolo dopo Cristo dove troviamo come protagonista lo storico e militare Elio Sparziano che ha il compito di scovare un incredibile tesoro. Anche se il suo compito apparente è quello di censire i cristiani ribelli della provincia. Impresa ardua, difficile perché non è il solo a volere questa ricchezza. E allora pericoli, intrighi, avidità di potere e scontri lungo uno scenario, documentatissimo, che preannuncia gli ultimi splendori e la decadenza dell’impero romano. Con Elio Sparziano al centro, forte e fedele a Roma, soldato sì ma anche appassionato della storia e delle culture dei popoli.

Finiamo con Troppo freddo per Settembre di Maurizio de Giovanni.
Questa volta niente commissario Ricciardi e niente bastardi di Pizzofalcone, ma Mina Settembre assistente sociale in un consultorio dei Quartieri Spagnoli. Personaggio vivo, procace, esuberante, pieno di energia che non ha la minima incertezza nell’affrontare situazioni difficili e pericolose. Come quella di una indagine parallela all’ex marito e magistrato De Carolis che coinvolge una famiglia mafiosa. Aiutata, addirittura, dalle sue amiche della quinta B. Un viaggio leggero, ironico, divertente dove i personaggi sono colti soprattutto nelle loro pose esterne da macchietta, anche se non mancano momenti di cruda realtà camorristica. In definitiva una storia d’amore svolta secondo canoni diversi, ma non per questo meno interessanti, da quelli soliti dell’autore.

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