Fratelli tutti – Papa Francesco

Francesco
Fratelli tutti. Sulla fratellanza e l’amicizia sociale
Marsilio Venezia, 2020
Introduzione di Antonio Spadaro (gesuita, direttore di La Civiltà Cattolica)
Religione
Recensione di Valerio Calzolaio

Pianeta Terra. Per sempre. Il 3 ottobre 2020 ad Assisi, presso la tomba di San Francesco, proprio il giorno della vigilia della festa del Poverello, nell’ottavo anno del suo Pontificato, Francesco ha firmato la Lettera Enciclica “Fratelli tutti”, poi presto pubblicata in varie forme digitali e cartacee, ancora una volta un testo utile da tenere in ogni biblioteca, qualunque sia il credo di chi le organizza o frequenta. Jorge Mario Bergoglio (Buenos Aires, 17 dicembre 1936), sacerdote dal 1969, vescovo dal 1992, arcivescovo dal 1998, cardinale dal 2001, fin dalla sua elezione a papa il 13 marzo 2013 ha scelto il nome di Francesco, avviando subito un esplicito “cammino di fratellanza”, qui ricostruito e invocato già dal titolo attraverso la citazione diretta delle Ammonizioni di San Francesco (circa nel 1221, codice 338), un dato di fatto e non solo un nobile sentimento, riferito a tutti gli esseri viventi (compresi sole, mare, vento) e non solo agli umani (in particolare agli abbandonati, ai malati, agli scarti, agli ultimi). L’enciclica si apre con l’evocazione di una fraternità aperta e richiama lo specifico contesto della pandemia in corso del Covid-19. Esamina poi i drammi strutturali del nostro tempo in un denso sintetico capitolo: forme e strumenti di certa prevalente politica, la diffusa iniqua cultura dello scarto e le crescenti distanze sociali, la frequente assenza del rispetto dei diritti, la mancata accoglienza rispetto alle migrazioni, i rischi nei sistemi comunicativi di notizie e valori. Prima di indicare alcune linee d’azione, Francesco dedica un capitolo alla parabola del buon samaritano, un modello sociale e civile di inclusione. Seguono i corposi capitoli dedicati proprio al pensare e al generare un pianeta aperto: avere un cuore aperto al mondo intero, praticare la migliore politica, curare il dialogo e l’amicizia sociale, individuare i percorsi di un nuovo incontro, con le religioni al servizio (plurale) della fraternità nel mondo.

Papa Francesco è giunto alla sua terza enciclica, sempre attingendo alla dottrina sociale della Chiesa e alla “radicalità” del Vangelo. Nel 2013 diffuse l’immediata Lumen Fidei (in gran parte elaborata e quasi completata dal suo predecessore Joseph Ratzinger), nel maggio 2015 l’emerita Laudato si’ (sull’ecologia integrale, praticamente ineccepibile sul piano scientifico), nell’ottobre 2020 la Omnes fratres, tutti fratelli (con un bel sorriso in copertina). Lo strumento allude a una missiva “circolare”, in origine indirizzata a vescovi e comunità cristiane, nei secoli servito a definire specifiche posizioni papali in materie teologiche e politiche; ha un valore ordinario proprio per i fedeli, di magistero dottrina guida ispirazione; è significativa per tutti, per una analisi rispettosa e un confronto laico. Questa volta il tema, trattato in modo molto aggiornato e dettagliato, è la fraternità fra tutti i fattori biotici e fra i viventi umani sapiens come un’unica unitaria speciale famiglia dei viventi. Già il 4 febbraio 2019 papa Francesco aveva firmato la dichiarazione sulla fratellanza umana insieme all’iman della moschea di al-Azhar ad Abu Dhabi, entrambi sottolineando di prendere la parola non in nome di un generico astratto “dio unico” bensì in nome della concreta eguaglianza e dell’auspicabile libertà di tutti gli individui. I primi obiettivi sono riempire il cuore di lucida gentilezza, sollevare uno spirito di riconciliazione multilaterale, contrastare chiusura e intolleranza fra e negli Stati (con duri giudizi sui populismi). Ne abbiamo gran bisogno. Il testo ricapitola, anche se non in maniera sistematica, il pensiero di papa Francesco lungo tutti questi otto anni, appare davvero come un compendio che cementa e solidifica i pronunciamenti su una crisi globale che è insieme ambientale, economica, sociale, spirituale e psicologica.

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