Un colpo al cuore – Piergiorgio Pulixi

Piergiorgio Pulixi
Un colpo al cuore
Rizzoli Milano, 2021
Noir
Recensione di Valerio Calzolaio

Cagliari (soprattutto). Ottobre 2019. Siamo in Corte d’Appello. Quindici anni prima Daniele Truzzu aveva sistematicamente abusato della figlia della convivente, ora per un susseguirsi di errori del sistema giudiziario viene prosciolto perché il reato è caduto in prescrizione. La stessa giudice se ne vergogna, l’imputato va via sorridendo In aula è presente un uomo alto, con parrucca e baffi posticci, che, dopo aver assistito in silenzio, esce, indossa guanti in polietilene, entra in casa del violentatore, mette un passamontagna elasticizzato, si chiude nell’armadio e lo aspetta per rapirlo. Poco tempo dopo la ragazza abusata, ormai autonoma 22enne, trova un sacchetto sullo zerbino esterno, con dentro ventotto denti umani. Dalla Squadra mobile di Cagliari l’elegante ispettrice Mara Pittbull Rais, aspra e pragmatica, chiama la sdrucita collega Eva Croce a Belfast, pacata e sensitiva, rossa di capelli e milanese d’esperienza, dove è in ferie da due settimane: meglio che torni subito. Il rapitore ha portato il pedofilo in un capannone, lo ha sdraiato su una poltrona odontoiatrica con la camicia di forza, da dove, pur intorpidito dai sedativi, può vedere incollate alla parete le foto con i volti sorridenti di tutte le bambine che aveva violentato. Dopo aver recapitato i denti toltigli in malo modo, ora registra un video e riesce a farlo vedere tramite Whatsapp e successive condivisioni a centinaia di migliaia di italiani. Lì racconta il caso penale e chiede se deve concludere l’opera e ammazzare il criminale, vi sono tre ore di tempo per votare in modo anonimo e irrintracciabile. Il programma dell’attempata conduttrice cinica conduttrice Luana Rubicondi fa addirittura la diretta del suo programma trash Verdetto. Picco di ascolti. L’uomo va ucciso. Così sarà. Primo di una serie con una precisa strategia giustizialista. L’affascinante solitario pluridecorato vicequestore meticcio Vito Strega, ormai appassionato nuotatore, parte subito da Milano per la Sardegna, sarà della mortale partita.

L’autore e sceneggiatore Piergiorgio Pulixi (Cagliari, 1982) si è affermato con acume e coraggio come uno dei più bravi scrittori italiani sulla scena letteraria europea. Dopo aver partecipato giovanissimo al Collettivo Sabot (animato da Massimo Carlotto), dopo la tumultuosa quadrilogia sul corrotto Mazzeo (nel nordest), dopo altre apprezzate prove hard-boiled, spy-story, giallo, noir e thriller, ambientate a Milano e nella ricca Lombardia, è infine tornato con straordinaria efficacia nella natia mitica Sardegna e ha vinto il Premio Scerbanenco 2019 con L’isola delle anime. Riprende qui le stesse solitarie quarantenni protagoniste e, ancora una volta, narra in terza varia sui due differenti campi di battaglia che corrono paralleli, non solo in regione: il diabolico piano eseguito dal Dentista, l’affannosa rincorsa degli intelligenti inquirenti, prestando sempre attenzione alle vicende umane dei personaggi. Questo romanzo, però, è avventura rutilante di pura evasione, non c’è lo scavo storico e antropologico sulla cultura isolana, “nostre e nostri” non hanno un attimo di tregua dalla spettacolare emergenza criminale. I temi sono davvero delicati e sanguinanti (la malagiustizia con i dati a pag. 187, l’occhio per occhio, i processi mediatici, le vendette viscerali, le emulazioni virali), un noir colto e forsennato, senza fronzoli, con frequenti accelerazioni di ritmo e fatali colpi di scena nelle due differenti metropoli. Segnalo Leopardi, a pag. 474. La canzone di Mina fa da sigla al terribile programma televisivo (da cui anche il titolo del romanzo, come nella migliore tradizione di Carlotto e dell’autore). Mara ed Eva amano la cantante e iniziano presto a odiare il brano, prima o poi vorrebbero usare la foto di Luana come bersaglio al poligono, chiunque di loro riesca a sopravvivere. Tanta altra bella musica. La copertina è anche la penultima scena. Rossi e bianchi (ma troppo prosecco veneto), birra e whisky (pure giapponese).

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