Angeli e diavoli – Marcello Simoni

Marcello Simoni
Angeli e diavoli
Einaudi, 2021
Recensione di Patrizia Debicke

Angeli e diavoli è il testo che Marcello Simoni ha scritto per la collana “Versus”, nuova sezione di saggistica di Einaudi Stile Libero che si propone di esplorare il sapere contemporaneo attraverso le dicotomie. La storia del pensiero umano è da sempre caratterizzata dal dualismo: antico e moderno, sacro e profano, corpo e mente, bene e male. E dunque ben vengano storie che, partendo dal presente e dalle immagini più incisive legate alla nostra esistenza, come etica, politica, arte, cultura musica, filosofia, siano in grado di scavare a fondo fino a riportare alla luce le radici della cultura e del pensiero universale.
Per raccontare la contrapposizione, Marcello Simoni ha scelto gli Angeli e i Diavoli, gli uni votati alla purezza e alla lealtà assoluta, gli altri oscuri e finemente manipolatori, sempre in grado di adeguarsi a ogni circostanza..
Angeli e Diavoli è un testo colto ma comprensibile, dettagliato e arricchito da splendide figure dello stesso Simoni che raffigurano questo pantheon. Un pantheon ideale o meramente demoniaco, frutto e figlio di millenarie credenze pagane o di moderni e più attuali incubi in grado di nutrire l’immaginario occidentale persino ai giorni nostri. E, come sempre, tutto è suffragato da fonti certe, come spiega la robusta bibliografia.
Già dal primo capitolo Simoni scrive: «Non è una questione di professioni di fede, di teologie o di superstizione. Più semplicemente, angeli e diavoli entrano in gioco ogni qual volta ci imbattiamo in esempi di bene e di male, di virtù e di peccato, di obbedienza e di ribellione, alla stregua di figure, o maschere, utilizzate dal nostro pensiero per interpretare la realtà secondo uno schema dualistico. Bianco e nero, luce e ombra, paradiso e inferno…»
Eterni simboli del Bene e del Male, rappresentazioni della virtù e del peccato, Angeli e Diavoli sarebbero i contrappesi della bilancia che governa la Creazione. Nella comune iconografia, gli uni sono raffigurati belli e asetticamente sorridenti mentre si librano in cielo, mentre gli altri, i diavoli, ammantati di nebbia e semicelati dalle tenebre. Gli angeli destinati all’obbedienza, i secondi alla ribellione. E tuttavia non fu sempre così: talvolta le loro particolarità parvero quasi volersi scambiare, creando dubbi e interrogativi. Fu più ribelle Satana, che rese il genere umano conscio di sé attraverso il peccato originale, o l’arcangelo Michele, a un certo punto quasi assimilabile a Dio? E vide più giusto l’angelo che svelò a Nicolas Flamel i segreti dell’alchimia o il diavolo (precognitore del Faust di Goethe) che si accordò con Teofilo per sottometterlo? Da una parte forse l’eccezionalità della grazia, dall’altra l’odore di zolfo trasformato in suadente profumo. Uno strano e complesso rebus da risolvere che Simoni prova a raccontarci e a spiegarci con i suoi disegni.
Con l’arte delle studioso addolcita dall’abilità del narratore, Marcello Simoni ci fa da guida tra dotte fonti storiche, testi sacri, leggende e tanto folklore; senza risparmiarci un capatina fra i misteri delle arti oscure. E tra i tanti interrogativi che circondano le figure forse più celebri, e incomprese, della nostra cultura.
Angeli e Diavoli nati per volontà di Dio, da lui creati con le sue mani, entrambi in grado di vantare propri adoratori. Entrambi si dice che possano essere invocati e condizionati da accordi, alleanze, contratti, convenzioni. A ben guardare Angeli e Diavoli non parrebbero così diversi tra loro, e poi sono tutti di bell’aspetto. Certo, gli uni per regola, gli altri per perversa volontà. E, a quanto pare, sarebbero da sempre gli unici veri arbitri, insomma sarebbero coloro che controllano tutti i destini del mondo.
Intanto però anticipo subito una mia idea. Insomma, non ci sto fino in fondo. Non sono d’accordo, ma capisco possa essere fraintesa e allora mi spiego meglio.
Tanto per cominciare, tutto questo svolazzare angelico e pipistrellesco finisce sempre con il vertere su una stessa drammatica “damnatio memoriae”, il sesso tra angeli e umani, che avrebbe provocato l’iniziale patatrac. E dunque una specie di particolare fobia, il sesso inteso come ripugnanza e punizione. Ma perché mai, poi? Certo, in certi casi può trasformarsi in orrore, addirittura in prevaricazione, ma un po’ di sana e consapevole normalità, bene accetta nelle religioni non rivelate, mi porta a considerare che qualcosa non quadri in quelle rivelate. E i babilonesi e la loro Lilit, con il suo mega corteo di lussuria ed erotismo… la pensavano così anche loro? Perché mai qualche sano giochino tra le lenzuola dovrebbe provocare ire infernali e condanne? Il 90% del lavoro di questi celestiali ed ex celestiali rappresentanti divini sembra teso a pensare solo a quello. Sarà la faccenda del peccato originale?
Invece la mia idea di angeli e diavoli è una divisione netta tra etica tesa a generosità verso terzi e non bieca sopraffazione della volontà altrui. E invece, perché c’è sempre questa barriera invalicabile del sesso? C’è un motivo pratico, medico o sociale? Perché le filosofie religiose orientali sono così diverse? I loro angeli, che poi diventano spiriti guida, sono tutt’altra cosa e solo preposti al bene? Perdonate i miei dubbi, sono andata quasi fuori tema. Mi sono messa a discettare di fumo, di soprannaturali pochezze.
E invece grazie Marcello, per il tuo Angeli e Diavoli, molto intrigante.

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