Ai morti si dice arrivederci – Luigi Guicciardi

Luigi Guicciardi
Ai morti si dice arrivederci
Damster Edizioni, 2021
Recensione di Roberto Mistretta

Non può scordare tutti quei morti. I morti scelgono di non andarsene dal mondo, perché andarsene vuol dire essere dimenticati, e loro non accettano di esserlo. Ai morti si dice arrivederci.”
Siamo all’epilogo di questo intenso romanzo, il ventesimo con protagonista il commissario capo Vanni Cataldo, e suor Ersilia ha voglia di stare sola e pregare. Anche la bellezza dei quadri di Guido Reni, quando si è molto soli e perfino la fede traballa, sembrano diventare brutti.
Proprio su due dipinti del famoso pittore e incisore bolognese, uno dei massimi esponenti del classicismo seicentesco, ruota questa nuova fatica di Luigi Guicciardi, autore di lungo corso che fa della parola scritta elegante materia per costruire solide trame che si dipanano nella sua terra emiliana. Due dipinti di Guido Reni creduti scomparsi, Santa Cecilia e l’angelo e Il giudizio di Paride, vengono ritrovati e donati al convento di Modena, dove le suore delle Pie Operaie di San Giuseppe trascorrono i loro giorni in preghiera, meditazione e lavori in lode del Creatore.
Per festeggiare il ritrovamento dei preziosissimi dipinti, le suore organizzano una presentazione ufficiale e diramano gli inviti alle varie personalità del territorio. Tra gli invitati non poteva mancare il questore, Pietro Fassarini, ma da impenitente tombeur de femmes, nonostante l’età non più verdissima, Fassarini ha la serata impegnata e delega il commissario Cataldo a sostituirlo.
Arrivato a Modena appena quarantenne Cataldo, nativo di Catania, vent’anni dopo è appesantito nei pensieri e nel carattere, in compenso ha sviluppato un’abilità deduttiva invidiabile, frutto dell’esperienza sul campo. L’indagine prende abbrivio dopo l’immancabile omicidio. La vittima è una religiosa, l’anziana suor Alda, depositaria dei segreti del convento. L’omicidio avviene proprio durante la festa di presentazione del ritrovamento e come per altri romanzi – tra tutti ricordiamo Il nome della Rosa di Eco e più di recente Il silenzio dei chiostri di Alicia Gimenez-Bartlett con protagonista Petra Delicado – l’indagine di Cataldo si svolgerà per lo più nell’immaginario convento di Modena che l’autore posiziona nel quartiere cittadino della Sacca. A quel primo omicidio ne seguiranno altri, e il commissario Cataldo dovrà scavare nella psicologia delle suore, in quella clausura dove alla luce della fede si contrappone l’ombra oscura dell’indole umana. E da sempre le colpe hanno ombre lunghe, ma l’omertà regna sovrana in quel luogo che sa di pace e incenso. E ovviamente non mancheranno le pressioni dall’alto per chiudere l’indagine senza arrecare troppo scandalo.
Ma il commissario Cataldo non è più l’irruente quarantenne di ieri, è un uomo solo. La moglie l’ha lasciato da tempo, si è trasferita a Reggio Calabria e s’è rifatta una vita con un avvocato, portandosi dietro i figli. Oggi Cataldo è un sessantenne assai più riflessivo, che ha imparato ad ascoltare le parole e soprattutto i silenzi, ha imparato a muoversi ponendo le domande giuste e a interpretare linguaggi del corpo e gesti reticenti.
Tra omicidi e indagini, l’autore s’è divertito a ravvivare la vita passionale del suo protagonista, facendogli conoscere l’affascinante e misteriosa quarantenne Annachiara Barbi proprio la sera della presentazione, ma al contempo Cataldo dovrà fronteggiare il ritorno della moglie a Modena.
Un giallo di qualità con l’autore che maneggia con assoluta maestria e padronanza i meccanismi del giallo ed è abilissimo a tratteggiare con efficacia la personalità d’ogni singolo personaggio, coinvolgendo il lettore in un’autentica sfida a chi è chi.

Già insegnante di liceo, di lontane origini siciliane, Luigi Guicciardi, modenese, è critico letterario e ricercatore di Storia contemporanea, ha pubblicato saggi e articoli in miscellanee e su riviste e ha curato edizioni critiche ed edizioni scolastiche commentate. Ha creato il personaggio del commissario Giovanni Cataldo, poliziotto al centro di una serie di mystery ambientati nel suggestivo scenario di Modena, con diverse traduzioni in Paesi esteri. Ha vinto diversi premi letterari ed è stato finalista al Mystfest Città di Cattolica, al Premio Scerbanenco/Noir in Festival, al Premio Fedeli, al Premio “Alberto Tedeschi”.

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