I delitti della gazza ladra – Anthony Horowitz

Anthony Horowitz
I delitti della gazza ladra
Rizzoli, 2021
Traduzione di Francesca Campisi
Recensione di Patrizia Debicke

Un sonnacchioso villaggio inglese. Una morte inattesa; un’altra. E poi un detective straniero con abitudini pedanti e una miriade di potenziali sospetti con segreti da nascondere.
Suona familiare? Ma certo. Tuttavia questo giallo non è stato scritto da Agatha Christie, ma da Anthony Horowitz. I delitti della gazza ladra è il primo romanzo poliziesco di Mr. Horowitz, conosciuto per la popolare serie di spionaggio per adolescenti Alex Rider, ma anche come bravo e prolifico sceneggiatore televisivo britannico. Chi non conosce l’ispettore Barnaby, anzi i due cugini Barnaby? Fino al 2014 Horowitz ha adattato gli episodi con Tom Barnaby e dopo quelli con suo cugino John Barnaby.
In I delitti della gazza ladra, pubblicato in Inghilterra a ottobre del 2016 e accolto con unanime apprezzamento dalla critica, Horowitz scopiazza allegramente la Christie creando un intrigante mistero anni ‘50 all’interno di un altro mistero, ambientato invece nella Londra contemporanea.
Con un gioco di prestigio, infatti, Horowitz trasforma il famoso giallista Alan Conway, autore di Appuntamento con la morte, suo nono romanzo anni ‘50, nell’involontario protagonista principale di quello attuale.
Ma di un giallo non si può né si deve mai dire troppo, e in questo caso, visto che addirittura siamo davanti a due, il compito del recensore diventa senz’altro più arduo.
Dunque, stando al pensiero di felice editore e di editor di una serie di successo, niente riesce a battere un buon giallo. Questo poi, per esempio, sembra un puzzle vero e proprio, con il più scontato dei detective narcisisti come protagonista, indizi sapientemente celati nella trama, false piste, colpi di scena e poi alla fine, evviva evviva, ogni tessera va a piazzarsi al posto giusto.
E quella sera Susan Ryeland, editor della piccola ma raffinata casa editrice Cloverleaf Books, comodamente sdraiata nel suo confortevole appartamento londinese a Crouch End con in mano il dattiloscritto di Appuntamento con la morte di Alan Conway, è pronta a pregustarne la prima lettura. Piazzandosi alle calcagna di Atticus Pund, l’infallibile investigatore di Conway per metà greco e per metà tedesco, si appresta a dare la caccia all’assassino. L’attacco è da manuale: la descrizione di un funerale a Saxby-on-Avon, paesino della campagna inglese degli anni Cinquanta, e, nelle pagine successive, a un giallo vero e proprio. Immersi fino al collo, anzi catapultati nella più tipica campagna inglese, la cui pace verrà scossa da ben due morti: il decesso di Mary Blakiston, domestica del signorotto del paese, sir Magnus Pye, e qualche giorno dopo la fine violenta dello stesso sir Magnus, quella sicuramente un barbaro omicidio. Tutto attorno personaggi palpitanti e un celebre detective chiamato a indagare. Dunque siamo ormai avvolti da un avvincente mystery alla Agatha Christie del quale vorremmo assolutamente conoscere la fine, tuttavia quando questa pare talmente vicina da poterla afferrare… fregati! Dal manoscritto mancano gli ultimi o l’ultimo capitolo con la soluzione del caso.
Ed è proprio allora che il giallo lascia le pagine e va a mischiarsi con la vita di Susan che, da brava editor, è costretta a indagare, approfondire e trasformarsi in una investigatrice dilettante. Ci sono inquietanti particolari e oscure similitudini che fanno nascere tanti interrogativi. Però una cosa è certa: stavolta il nuovo romanzo di Conway pare destinato a cambiare la vita di Susan.
A Saxby-on-Avon, specchio di altre realtà, troviamo l’arte dell’omissione, delle bugie e dei sospetti di possibili moventi che potrebbero far apparire tutti colpevoli. Quanto di buono e cattivo può accadere in una famiglia, i pettegolezzi che serpeggiano e inquinano ogni comunità, da sempre elementi del classico mystery inglese, si adattano a una seconda trama, dove una editor abituata ad analizzare qualità e indizi si ritroverà a dover fare lo stesso nella sua vita. Perché oltre i cadaveri e la lista dei sospettati, ben nascosta tra le pagine, Susan dovrà fare fronte a un’altra, incredibile scoperta che intreccerà la sua storia a quella di Atticus Pund e dello stesso Alan Conway. Una storia nella storia insomma, un’oscura faccenda permeata di gelosie, avidità e sfrenate impossibili ambizioni.
Siamo davanti a un giallo brillante, singolare, dall’impianto classico ma straordinariamente innovativo, un giallo in cui all’interno si tessono e combinano tra loro due trame e forse…
Bravissimo Horowitz che, avvalendosi anche di letteratura, cinema e televisione, ha saputo introdurci talmente nella sua storia da farci scordare che questo è un romanzo e lo scrittore è lui, e non Alan Conway, il protagonista, lo scrittore di gialli. Approfittiamo invece di Susan Ryeland per spiare nei meandri del mondo dell’editoria, del quale conosciamo solo il risultato finale, il libro, e non ciò che si cela dietro le quinte.

Anthony Horowitz (Stanmore, 5 aprile 1958) è uno scrittore e sceneggiatore inglese. Ha scritto diversi romanzi per bambini e giovani adulti, tra cui la serie della giovane spia Alex Rider. È il creatore e lo scrittore della serie televisiva Foyle’s War ed è stato chiamato a dare una continuità letteraria ai personaggi di Sherlock Holmes e James Bond.

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