Il segreto di Mr Willer

Chicca Maralfa
Il segreto di Mr Willer
Les Flaneus, 2021
Recensione di Patrizia Debicke

Una perfida favola noir che racchiude, in un ardito e vasto mix, hard boiled all’italiana, ineluttabilità di sopraffazione da Covid, sfrenata, attuale e dimostrata invadenza del potere del web nella annoiata e complessata (anche probabilmente dal Covid?) odierna vita quotidiana dell’italiano medio, iconica esaltazione del sesso spinto, crudele e sfacciata infallibilità delle indagini sul Dna della scientifica di una efficientissima polizia guidata da super poliziotti e magistrati da manuale.
Dunque ricominciamo: si potrebbe definire Il segreto di Mr Willer la favola di due uomini agli antipodi che avevano sposato due donne che si somigliavano troppo, due gemelle identiche. Una bella favola che da tempo si era incrinata, allontanandoli, perché il matrimonio di Sofia, la più sognatrice e influenzabile delle due gemelle, era finito. C’era stato un divorzio seguito da un secondo buon matrimonio, mentre quello di Clara, la più pacata e sicura della due, era proseguito tranquillo e senza scosse, almeno all’apparenza.
I due uomini: il primo è noto ai più come Mr Willer, al secolo Riccardo Perrone, uno spregiudicato e battagliero streamer di successo che da anni conduce su Twitch, la nuova piattaforma digitale comprata di recente da Amazon, il programma Babilonia, in onda dal lunedì al sabato dalle diciannove e trenta alle ventuno. Programma con ben 4 milioni di followers che gli garantiscono un notevole introito pubblicitario, un’esplosiva forza di penetrazione e la libertà di spiattellare perle di perfidia su tutto e tutti. Pur di fare numeri, Mr Willer discetta sfacciatamente su ogni argomento, pornografia, intolleranza, libertarismi personali e sfrutta ogni provocazione, omosessuali e unioni civili, Novax e preti, vegetariani e animalisti, extracomunitari e qualunque bassezza umana, scatenando ovviamente una schiera di detrattori. Riceve continuamente insulti e minacce, tanto da sporgere denuncia contro ignoti, sollecitando persino l’appoggio dell’ex cognato. Babilonia infatti ha regalato un’esecrabile immagine pubblica a un uomo coltissimo ma nebuloso, insoddisfatto e che in privato sfoga inquietudine e cinismo in una pericolosa promiscuità densa di droga, alcool ed eccessive avventure illecite.
Il “buono” della storia, messo là a fargli da contraltare, è il secondo uomo, il suo ex cognato, lo stimato sostituto procuratore Roberto Natali, un magistrato cinquantaseienne con i piedi per terra che con la moglie, la gemella Clara, conduce una vita normale da coppia benestante. Serena? Noiosa forse?
Ma torniamo a Mr Willer e vediamo di scoprire il segreto di cui si parla nel titolo. E ripartiamo da Babilonia, il programma che ha portato Mr Willer sulla cresta dell’onda fino a quando, una notte, viene ritrovato morto nella sua Lancia Aurelia da collezione parcheggiata nel garage del residence I Gigli, dove vive a Milano. Quella notte il magistrato di turno è proprio il sostituto procuratore Roberto Natali, ex cognato della vittima che, costretto ad alzarsi da letto e a recarsi sul posto, farà la brutta scoperta.
La scena del delitto appare da subito molto «cinematografica», sconcertante ma coerente, nei simboli e nella stravagante dinamica, con le abitudini sessuali del più importante influencer italiano del web. Mr Willer infatti viene ritrovato nudo, seduto al posto del passeggero con mani e piedi legati con nastro isolante e un salame, una piccola finocchiona Docg, infilata a fondo in gola che ha finito col soffocarlo. Willer/Perrone è stato colpito alla testa e poi stordito con il cloroformio. In bella vista sul cofano della macchina c’è un telo da bagno sopra il quale, con ogni evidenza, lo scatenato streamer aveva appena consumato la suo ultima tumultuosa scopata.
Toccherà a Natali affondare le mani nella melma della vita privata del fu Mr Willer. E, almeno all’inizio, sotto la lente degli inquirenti finirà soprattutto il suo presente professionale. Ma ben presto l’orizzonte si allarga e mette a dura prova l’integrità professionale del magistrato. La testimonianza di un vigilante fa saltare fuori che le telecamere del Residence hanno ripreso le gemelle Sofia, ex moglie della vittima, e Clara, la sua, suonare al citofono, a distanza di un quarto d’ora l’una dall’altra, sia in entrata che in uscita prima del delitto…
Il sostituto procuratore Natali, che per l’evidente coinvolgimento personale nel caso ha chiesto di farsi sospendere, per quanto operi ai margini si troverà suo malgrado impantanato in una vicenda anticonvenzionale, mentre le indagini vanno a toccare anche il passato familiare di Willer-Perrone, venticinque anni prima testimone tredicenne di un efferato delitto in Salento, sua terra d’origine.
Perrone è il protagonista potente, dilagante, che sfonda la pagina finché resta in vita, salvo uscire di scena al momento giusto. Peccato, la storia mi aveva fatto intuire una pseudorivoluzione. Mr Willer aggrediva il lettore, lo affascinava con la sua quotidiana anormale normalità poco scalfita dal virus che ormai ci circonda e perseguita. Gli offriva, in una specie di consolatoria giustizia senza limiti, l’arena per urlare, apparire, esserci a ogni costo. E invece basta, con la sua morte la storia cambia passo, dimentica la grinta di un ben calcolato attacco mediatico a quel generale malanimo, quel diffuso malessere che il nostro desiderio di libertà ha tirato fuori in tutte le nostre manifestazioni, insomma il peggio di un anno di insicurezze. Sarà anche per quello che si finisce per ricadere, purtroppo, nel solito tran tran narrativo pseudo noir all’italiana, pervaso di inutili rivelazioni, telefonate e poi parole, parole, tante parole, ossessioni erotiche, ripicche, tradimenti, disillusioni esistenziali e ricerca a ogni costo di incredibili e vendicativi perché. E poi, come sembra, alla fine cambierà davvero qualcosa.

Chicca Maralfa è nata e vive a Bari. Giornalista professionista, è responsabile dell’ufficio stampa di Unioncamere Puglia. Appassionata di musica indipendente e rock d’autore, ha collaborato per La Gazzetta del Mezzogiorno, Ciao 2001 e Music, Antenna Sud e Rete 4. Esordisce in narrativa nel 2018 con il racconto “L’amore non è un luogo comune”, partecipando alla raccolta “L’amore non si interpreta” (L’Erudita). Nell’ottobre del 2018 pubblica la black comedy Festa al trullo (Les Flaneurs Edizioni) che diventa una best practice di lancio editoriale sul web e i social.

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