L’Impero. La vittoria impossibile – Anthony Riches

Antony Riches
L’Impero. La vittoria impossibile
Newton Compton, 2021
Traduzione di Valentina Legnani con Valentina Lombardi
Recensione di Patrizia Debicke

Completata la spettacolare trilogia dei Centurioni, Anthony Riches ritorna alla saga dei romanzi bestseller Impero, straordinari per ambientazione, e ci presenta il decimo capitolo, ambientato nel II secolo d.C., precisamente nel 186, quando l’impero romano da sei anni era nelle mani sanguinarie di Commodo, l’arrogante e sfrenato figlio di Marc’Aurelio, che agli affari di governo preferiva le cacce e le contese dei gladiatori. Sul finire del II secolo d.C., quella splendida macchina da guerra che era l’esercito romano si era da tempo evoluta in un’organizzazione stabile formata da circa trenta legioni basate sulla fanteria pesante di 165.000 uomini, spina dorsale dell’esercito, più circa trecentosessanta coorti ausiliarie (ciascuna di loro equivalente a un battaglione di fanteria o a un reggimento di cavalleria) che garantivano altri217.000 soldati per la difesa dell’Impero. Forze umane dislocate soprattutto nelle province di confine, svolgevano due compiti fondamentali: la difesa contro aggressioni esterne e il mantenimento del dominio romano nei territori conquistati più caldi dell’Impero. Alle province di Britannia e Dacia infatti erano state destinate rispettivamente sessanta e quarantaquattro coorti ausiliarie, quasi un quarto del totale, che consentivano di gestire con efficacia il controllo.
E ora, dopo questa indispensabile premessa per inquadrare il romanzo, visto che i protagonisti principali operano per almeno i quattro quinti della trama in mezzo all’esercito romano, entriamo tranquillamente nella storia di La vittoria impossibile.
Dopo un breve prologo ambientato nell’anno 180, la narrazione si sposta avanti nel tempo fino al 186-187, con Commodo imperatore, sempre più imprevedibile, dissoluto e crudele.
E ci troviamo di nuovo al fianco del centurione Marco Valerio Aquila, ancora costretto a celarsi sotto falsa identità dopo il sequestro di tutte le fortune familiari e il barbaro sterminio di genitori, fratelli e sorelle su mandato imperiale. Ancora assetato di vendetta ma per ora impotente: il giuramento fatto a Scauro davanti a Mitra, infatti, lo trattiene dal farsi giustizia con le sue mani. E sempre spalleggiato dai suoi preziosi alleati e commilitoni dell’agguerrito corpo ausiliario dei Tungri: il prefetto Gaio Rutilio Scauro e il britanno Giulio ai quali di recente si è unito anche il centurione Varo, figlio di un importante senatore capitolino, che si trova di nuovo al centro di una sedizione armata che vorrebbe minacciare le fondamenta di Roma.
Dopo essere miracolosamente sfuggiti alla trappola preparata a tradimento per loro dal ciambellano imperiale Cleandro nelle foreste della Germania, stavolta Marco Valerio Aquila e i suoi amici vengono mandati in Gallia, dove un fuorilegge chiamato Maturnus, un disertore assassino, ex eccellente centurione dei pretoriani, da tempo sta seminando il caos. Un caos che rischia di trasformarsi in qualcosa di più di un semplice, seppur protervo e dilagante, episodio di banditismo, da quando ha cominciato a coinvolgere nella sua causa anche i disertori e gli schiavi liberati. Anzi, un preciso sentore di ribellione ammorba pericolosamente l’aria. E se l’allontanamento, quasi una temporanea fuga da Roma e dai tanti tristi ricordi ad essa legati, potrebbe offrire temporaneo sollievo a Marco, ben presto lui e i suoi amici scopriranno che i nemici da affrontare sono più e peggio del previsto. Oltre a Materno e alle sue incontrollabili bande assassine, c’è altro. Il pericolo li ha seguiti strisciante fino a destinazione. La loro spedizione infatti è guidata da pretoriani che Marco ha buone ragioni di odiare e, se si dovesse scoprire la sua vera identità, qualcuno potrebbe denunciarlo o peggio… Ragion per cui intanto deve sempre stare in guardia perché, tra loro, si celano infide vipere velenose pronte a colpire. Tutto questo, mentre Marco Valerio Aquila e i suoi ausiliari Tungri stanno cercando di sconfiggere le fazioni ribelli e fermare a ogni costo Materno, ormai avviato sulla strada di Roma per tentare di uccidere l’imperatore…
Come i precedenti di Riches, La vittoria impossibile è un romanzo storico di altissimo livello magistralmente interpretato da tutti i personaggi, veri e inventati, di una nuova affascinante storia di tradimento, guerra, sopravvivenza e morte all’interno dell’Impero Romano, condita da una stupenda lezione di storia antica militare. E stavolta all’inizio del libro l’autore ci gratifica di una dettagliata mappa dell’Impero Romano intorno al 186 d.C., con ben evidenziata la parte geografica destinata a giocare il ruolo principale nella trama.
Da citare, perché decisamente intrigante, lo stratagemma ideato dall’autore su come far avvicinare Materno a un tiro di lancia da Commodo e dal trono, servendosi della copertura dei sacerdoti dediti al culto della Grande Madre. Per questa serie Riches si è basato su vicende realmente accadute. È esistito davvero un brigante di nome Materno. Nel III secolo d.C., Erodiano lo descrive come un soldato disertore che aveva radunato attorno a sé una banda di compagni ex pretoriani o legionari o mercenari che si erano dati alla macchia come lui, che per lunghi anni seminarono il terrore nelle province occidentali dell’Impero. Materno, a quanto pare, era un “soldato audace e intraprendente”. Insomma un bellum desertorum, ossia una guerra dei disertori, localizzata principalmente nella Germania Superiore e in Gallia. Rendendosi conto tuttavia di non poter avere speranza di sconfiggere le grandi forze schierate dall’Impero contro il suo esercito, Materno, sempre secondo quanto scrive Erodiano, ordinò ai suoi uomini di infiltrarsi in Italia divisi in piccoli gruppi e arrivando a concepire un piano per assassinare l’allora imperatore Commodo. Dovevano tentare di ucciderlo durante le celebrazioni in onore della Magna Mater, ma… probabilmente, tradito dai suoi stessi seguaci, Materno fu arrestato e giustiziato.

Anthony Riches è laureato in studi militari. Ha tenuto nel cassetto per dieci anni il primo romanzo della serie, o forse meglio dire Saga, L’impero, rielaborandolo fino alla versione che poi è stata pubblicata con grande successo e ha scalato in breve tempo le classifiche mondiali per poi scrivere tutti i successivi. La Newton Compton ha pubblicato La spada e l’onore, La battaglia dell’Aquila perduta, Lunga vita all’imperatore, Sotto un’unica spada, Un eroe per Roma, La vendetta dell’aquila, La spada dell’imperatore, La battaglia impossibile, L’altare di Roma e La vittoria impossibile. Per saperne di più: www.anthonyriches.com

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