Italia da morire – Adele Marini

Adele Marini
Italia da morire
ChiareLettere, 2021
Recensione di Patrizia Debicke

Scrive Adele Marini chela storia italiana è costellata di strane morti: decessi improvvisi, suicidi, incidenti fatali, malattie che non offrono scampo, inspiegabili arresti cardiaci… Al giorno d’oggi la scienza, supportata dai media, web e televisione, ci ha abituato a miracolose ricostruzioni basate sui risultati di esami tossicologici eseguiti a distanza di anni, se non di secoli; potremmo tranquillamente affermare che tutto è possibile.
Quasi cent’anni di storia rivisitati in noir da Adele Marini: Anita Garibaldi, Ippolito Nievo, Camillo Benso conte di Cavour, il generale Alberto Pollio, Giacomo Matteotti, Antonio Gramsci, Italo Balbo. Sette protagonisti la cui morte è ancora oggi avvolta nel mistero. Sette morti per le quali in un modo o in un altro si scopre un legame diretto o indiretto con la massoneria.
Oggi la Massoneria è, nell’opinione comune, il simbolo di una cultura deviata ovvero di una consorteria privilegiata che, esercitando potere o influenza sul piano politico, finanziario eccetera, ha agito o agisce in modo da curare e proteggere i propri interessi, anche ignorando la legge. Ma per fortuna abbiamo la certezza che non sia sempre così. È invece un dato scontato che i sette personaggi di questa indagine storica furono o convinti massoni, o sotto l’ala complice di adepti della massoneria cosiddetta “buona e giusta”.
A meno che non si voglia attribuire sempre alla massoneria il compito di fiancheggiatore occulto di ogni e qualsivoglia trama.
Ritengo opportuno spiegare meglio cosa sia la moderna Massoneria e come e perché sia nata. La Massoneria, associazione segreta dei cosiddetti liberi muratori (v. maçon), fu costituta a Londra nel 1717 allo scopo di realizzare la mutua assistenza e l’elevazione morale e intellettuale dei suoi adepti; inseguito si diffuse a macchia d’olio in Europa e altrove (soprattutto negli Stati Uniti) con diversi aspetti e consuetudini, sempre contraddistinta dalla suddivisione in logge, riservate ai soli uomini e strutturate secondo una rigida gerarchia, e dall’uso di complessi simbolismi iniziatici velati da esoterismo. Simbolo delle classi dominanti (nobiltà e borghesia), inizialmente adottò le ideologie illuministiche della fratellanza universale, della libertà di pensiero, della democrazia, assumendo allo stesso tempo connotazioni religiose di tipo deistico(anticlericale nei paesi latini e cattolici; con numerosi aderenti tra i protestanti nei paesi anglosassoni e nordeuropei). La massoneria è stata in grado di influire variamente sugli eventi politici in varî stati, spesso in senso progressista, radicale, laicistico (in Francia appoggiò la Rivoluzione, in Italia il Risorgimento), talvolta invece in senso conservatore e legalista (come in Germania), arrivando ad avere nelle proprie file numerosi rappresentanti del potere politico, economico e militare in grado di costituire talvolta un gruppo occulto di pressione. Abbandonata ufficialmente ogni segretezza (rimasta appannaggio di gruppi dissidenti, come le cosiddette «logge coperte», illegali), la massoneria va oggi considerata in Italia tra le associazioni non riconosciute come persone giuridiche, ma lecite e comunque disciplinate dal codice civile.
Ma ripartiamo dalle sette morti, che accadono tra il 1849 e il 1940. Morti che, secondo il parere dell’autrice, sarebbero collegate da una sottile linea rossa, un qualche segreto di stato sul quale spetta agli storici indagare, avvalendosi di ogni materiale a disposizione e avanzando diverse soluzioni. Fino a chiedersi: ma è andata veramente così?
E allora forza, proviamo a seguire Adele Marini lungo l’arduo sentiero da lei tracciato che si discosta con prepotenza dalla verità ufficiale. Forse una verità accomodata, magari per imboscare trame oscure, interessi, giochi di potere?
Possibile, secondo ipotesi, testimonianze e accuse dell’epoca, che Anita Garibaldi, la trentacinquenne compagna dell’Eroe dei due mondi, gravemente inferma, quasi moribonda sia stata eliminata, addirittura strangolata e poi sepolta viva da chi doveva assisterla dopo la fuga del marito per sfuggire all’arresto degli austriaci?
E che dire della congiura che portò alla morte, si opinò a seguito dell’esplosione e dell’affondamento della nave Ercole, di Ippolito Nievo, latore di un prezioso baule contenente segreti di stato?
L’improvviso, inatteso decesso di Cavour attribuito alla malaria sarebbe forse riconducibile al veleno propinato da una bella amante gelosa? Oppure un omicidio mascherato per togliere dalla scena politica un personaggio potente diventato scomodo per le sue idee?
Più di cinquant’anni dopo, agli albori della I guerra mondiale, il generale Pollio transita nella storia poco più che in punta di piedi. Strano personaggio, l’ideale per una spy story, con forti legami anche familiari con quello che sarà il nemico: la moglie infatti era una ricca ebrea austriaca. Se ne va a morire misteriosamente d’infarto, a Torino, proprio al momento giusto, lasciando dietro di sé una inquietante sensazione, appena prima che voci di un possibile tradimento possano sporcarlo?
L’assurda, contorta manipolazione fascista sul rapimento e poi omicidio di Matteotti, che vide succedersi lo scandalo di un ignobile teatrino fatto di sospetti accuse, accusati, mai un colpevole certo, il coinvolgimento della Ceka e sicuramente un intoccabile mandante.
Il fascismo ormai governa e chi è contro ed esprime idee diverse, come Antonio Gramsci, ex deputato comunista, ha dovuto subire un tremendo iter giudiziario che contemplava il confino, il carcere con dieci anni di prigionia fascista per andare a morire in clinica, alla Quisisana, a Roma, dove sarebbe stato scaraventato giù dalla finestra. Ma era proprio necessario eliminare un uomo terribilmente provato dalla malattia e quasi alla fine?
Tuttavia ben più che semplici sospetti suscitano la batteria italiana di Tobruck, oppure il cannone di un sottomarino fantasma, che abbatterono l’aereo di Italo Balbo, lo spavaldo, idolatrato amico-rivale, diventato troppo scomodo per Mussolini.
Una saggio inchiesta romanzato a tinte noir in cui ogni vittima sembra uscita da un romanzo poliziesco vintage. Per ogni episodio, che potremmo definire cold case, si mirava a trovare una soluzione, ricostruendo il caso come si fa nel corso di un’inchiesta ufficiale. Ma la storia ci dice che spesso, secondo le fonti e le varie testimonianze, si può approdare ad altre conclusioni plausibili. Verità che, se pienamente dimostrate, regalerebbero miglior giustizia alle vittime di allora.

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