Il canto della falena (Premio Tedeschi 2021) – Maria Elisa Aloisi

Maria Elisa Aloisi
Il canto della falena
Il Giallo Mondadori, 2021
Recensione di Roberto Mistretta

Prima regola: la verità non conta, perché non è mai una. Possono esisterne almeno due versioni, quella materiale e quella processuale.
Poi c’è la regola numero due: mai lasciarsi trascinare dal sentimento nell’accettare un incarico, ma Ilia Moncada, avvocato del foro di Catania, predica bene e razzola malissimo. Le basta guardare la mestizia negli occhi di Speranza Barone, accusata dell’omicidio del marito Adriano Politi, notissimo commercialista pugnalato a morte nello chalet a Nicolosi, ai piedi dell’Etna, per sentire nascere in sé l’impulso irresistibile ad andare fino in fondo e scoprire cosa nasconde quella rassegnata passività.
Ilia, che è solita tenere in tasca come portafortuna tre pietre di calcedonio blu, la pietra degli oratori (si dice che la tenesse in bocca perfino Demostene per superare la balbuzie), non ama parlare in pubblico e alle volte ha dei modi un po’ impacciati, ma nel suo lavoro è un’autentica fuoriclasse, come ben sa la collega Irene Marra, rampolla di un principe del foro, nel cui studio Ilia è stata accolta a braccia aperte. Irene è l’esatto opposto di Ilia: spumeggiante e opportunista, ha una vita intensa e appena annusa la portata mediatica che il caso del presunto uxoricidio sta già suscitando, comincerà a pressarla perché accetti il caso. Ilia inizialmente è recalcitrante, sa che il caso è seguito dal cugino della vittima, l’avvocato Cristoforo Dito, un impiastro, e non ha voglia di rimediare ai disastri altrui. Ma quando si scontra col ghigno di Federico Salini, il pubblico ministero che ben conosce e che le sconsiglia di imbarcarsi in un caso impossibile se non vuole essere ridicolizzata in aula, proprio non ce la fa a resistere, nonostante tutto sembri indicare la vedova come colpevole perfetta: subiva abusi, non ha un alibi e il DNA recuperato nello chalet indica che era stata lì di recente.
Altro non aggiungiamo alla coinvolgente trama di questo romanzo, fresco vincitore della 42esima edizione del prestigioso Premio Tedeschi, che riporta al sud la palma del Giallo Mondadori made in Sicily e ci fa conoscere una nuova protagonista di cui sentiremo parlare ancora.
L’avvocato Ilia Moncada infatti ha molto da raccontare, nonostante la narcolessia da stress emotivo nella quale si rifugia quando la vita le presenta il conto e le tocca corde profonde, alimentandone il malessere e la sfiducia verso gli altri. Ma è donna forte e tosta, sa reagire alle delusioni e trova conforto in zia Ofelia, che sa come coccolarla e prendersi cura di lei, e folcloristica spalla nel segretario dello studio, Mariano Pappalardo, che sa bene come non farle mancare i clienti. Un personaggio a tutto tondo, una location ideale e personaggi secondari ben caratterizzati fanno di questo romanzo una deliziosa lettura per immergersi nei profumi della Sicilia e nei meandri della giustizia italica i cui mali, da nord a sud, non conoscono differenze significative.
In aula, non sempre ma neppure troppo di rado, è l’abilità degli avvocati a fare la differenza, e Ilia Moncada promette di continuare a fare scintille.
Conferma Franco Forte, editor del Giallo Mondadori e scrittore a sua volta: “Il romanzo della Aloisi si è imposto sugli altri soprattutto per la freschezza della sua protagonista, una donna che, per una volta, non mostra i soliti archetipi del giallo/thriller di questi ultimi anni, per cui non abbiamo il solito personaggio tormentato da chissà quali errori e disastri patiti in passato. E poi, l’autrice è avvocato, e questo si sente, perché in qualche modo “Il canto della falena” sfiora non solo gli ambiti del giallo classico ma anche quello del legal thriller, il che è una vera novità per la collana e, soprattutto, per l’albo d’oro dei vincitori del Tedeschi.”
La vittoria, che sarà proclamata formalmente al Mystfest di Cattolica domani, 27 giugno, costituisce un eccezionale trampolino di lancio per Maria Elisa Aloisi, avvocato con la passione per la scrittura. Il Premio “Alberto Tedeschi”, intitolato allo storico direttore della più longeva collana da edicola, rappresenta l’Oscar italiano che spalanca l’ingresso al vincitore nella più grande casa editrice. L’autrice ha esordito nella narrativa col romanzo “Fiutando il vento” (Premio Il Borgo Italiani 2019-Borgo di Irsina), ma la passione per il genere giallo nasce precocemente, fin dall’infanzia, quando lesse Dieci piccoli indiani… e fu subito amore per Agatha e per tanti altri.

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