I miei stupidi intenti – Bernardo Zannoni

Bernardo Zannoni
I miei stupidi intenti
Sellerio Palermo, 2021
Romanzo
Recensione di Valerio Calzolaio

Tane. Varie stagioni. Archy è una faina e racconta in prima persona la sua vita, dalla nascita con cinque cuccioli fratelli in un inverno nevoso, allo svezzamento e alla dura educazione materni, presto con il padre morto legato a un palo del recinto dove aveva cercato di rubare una gallina (dopo tre successi, il padrone dei campi Zò gli aveva sparato). È vero, qui gli animali dialogano, mangiano composti ai tavoli, dormono nei letti, ma poi la loro vita è quella che ci aspettiamo, mossa da necessità e istinti, arrangiata nei caratteri biologici di ciascuna specie negli ecosistemi noti. Archy cresce, la madre lo sente strano e lo baratta con il cibo consegnandolo alla volpe Solomon, la giovane faina scopre verità e menzogne del mondo circostante, altri cattivi e buoni, invecchia e si avvicina di più alla natura umana, scrive pagine drammatiche ed entusiasmanti. Non a caso il titolo del bel romanzo di Bernardo Zannoni (Sarzana, 1995) è I miei stupidi intenti. Originale e toccante.

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