Dizionario che cura le parole – AA. VV.

AA. VV.
Dizionario che cura le parole. Secondo volume
Rete italiana di cultura popolare Torino, 2021
Linguistica
Recensione di Valerio Calzolaio

Italia. 2018-2021. Da quattro anni presso il Fondo Tullio De Mauro di Torino si svolgono incontri su “Il potere delle parole”: giornalisti, studiosi e docenti di varie discipline presentano in una conferenza e poi inviano un breve testo scritto su una singola parola della lingua italiana, sostantivo o verbo, singolare o plurale. Nel 2019 furono raccolte definizioni e riflessioni su 14 lemmi: Biblioteca, Contatti, Coraggio, Cura, Educare, Famiglia, Multiculturalismo. Odio, Plurilinguismo, Politica, Populismi, Razza, Riconnessioni, Verità. A novembre 2021 è uscito il secondo volume, ognuno dei 20 lemmi (quasi tutti nuovi) è stato illustrato anche con un bel disegno a colori: Amore, Comprensione, Comunicazione, Comunità 1, Comunità 2, Cura, Democrazia, Empatia, Esclusione, Fake News, Forza, Giornalismo, Ignoranza, Innovazione, Libertà, Merito, Migrare, Potere, Pubblico, Resistenza. Il grande linguista Tullio De Mauro (Torre Annunziata, 1932 – Roma, 2017) molto rifletté sull’analfabetismo funzionale, che in parte prescinde dal livello di scolarizzazione e dalle classi sociali: circa la metà degli italiani liberamente non legge libri, due terzi non capisce quello che legge (anche sugli organi d’informazione, pure sui social ora), alcuni milioni di italiani hanno una completa incapacità di lettura. Nel 1980 pubblicò una Guida all’uso delle parole che in appendice elencava quasi 5000 parole non fondamentali ma “di base”, tutte insieme minimo comun denominatore da costruire per cittadini che avessero fatto anche le medie inferiori, o usate con maggiore frequenza in un campione di testi italiani scritti (non stanno necessariamente nei nostri pensieri ma stanno nell’uso di tanti nostri concittadini) o legate a oggetti, fatti, esperienze ben noti a tutte le persone adulte nella vita quotidiana (stanno nei nostri pensieri anche se non le utilizziamo quasi mai). Il dizionario di oggi si muove sul solco del maestro.

Il Fondo Tullio De Mauro è nato dalla donazione del linguista e della moglie Silvana Ferreri nel 2011 alla Rete Italiana di cultura popolare e riassume un decennale lavoro di ricerca, comprendendo dizionari e grammatiche dialettali, saggi di linguistica, dialettologia e antropologia, testi letterari di narrativa, poesia dialettale e teatro, raccolte di filastrocche, canti e fiabe, che includono in particolare una significativa presenza bibliografica relativa alle lingue di minoranza. Nel settembre 2017 al patrimonio bibliotecario è stato attribuito lo status di eccezionale interesse culturale da parte della Sovrintendenza ai Beni Archivistici del Piemonte e della Valle d’Aosta, su designazione ministeriale. La Rete italiana di cultura popolare è un’associazione di promozione sociale che ha sviluppato sul campo progetti capaci di ascoltare e di affiancare le comunità locali, a partire dallo studio dei riti e delle feste tradizionali, al modo in cui si costruiscono sentimenti di appartenenza o viceversa di estraneità, alle condizioni e risorse di integrazione e inclusione. La Rete è un laboratorio composto da enti, associazioni, scuole, gruppi e singoli cittadini che partecipano all’ideazione e (re)invenzione di nuove forme di comunità, partendo dai bisogni che emergono dalle narrazioni di chi abita i territori. Fondo e Rete hanno sede a Torino e svolgono iniziative anche in molte altre realtà sociali. Nell’introduzione al secondo volume del dizionario, la sociologa Chiara Saraceno spiega il viaggio collettivo per prendersi cura delle parole: l’uso appropriato, la consapevolezza delle sfaccettature, le comunicazioni dialoganti di senso fra più parlanti e ascoltanti, i testi presentati come carte di navigazione parziali ed aperte. Fra gli autori Marco Aime, Eva Cantarella, Sabino Cassese, Federica Patti, Bruno Segre.

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