Ho ucciso – Emiliano Pianini

Emiliano Pianini
Ho ucciso
Newton Compton, 2021
Recensione di Patrizia Debicke

Carrara, maggio 1944. La città apuana è sotto il controllo delle truppe tedesche e sotto pressione per le continue notizie che danno come imminente l’avanzata degli Alleati. Carrara, in quel momento, ospita migliaia di sfollati provenienti dai territori limitrofi: la zona costiera, tra La Spezia e Marina di Massa, è stata evacuata e sotto controllo tedesco per respingere eventuali sbarchi delle forze alleate. Alle spalle di Carrara, poi, il naturale catenaccio delle Alpi Apuane è considerato un elemento strategico di difesa naturale, un eccellente baluardo contro l’avanzata dell’esercito di liberazione. Ma la situazione in città è fluida ed esplosiva. La guerra, ormai, imperversa da troppo tempo. Molti hanno dovuto fare i conti con i vecchi alleati, divenuti feroci nemici. E anche Carrara è quasi alla fame, le pochissime riserve alimentari, con l’aumento delle bocche da sfamare, si assottigliano giorno dopo giorno. Nessuno può essere certo se il vicino sia un amico o un nemico. Le camicie nere mussoliniane imperversano per le strade affiancando l’alleato crucco e imponendo con le truppe tedesche regole ferree e un durissimo coprifuoco notturno. I nazisti, insomma, dominano la situazione con il pugno di ferro della Wermacht, rafforzato e incrudelito dalla vigile presenza in città delle squadre di protezione delle SS nella persona del maggiore Kaminsky, di origine polacca. Unica fragile dimostrazione di legalità italiana presente sul territorio, sono i pochi superstiti dell’arma dei carabinieri al comando del maresciallo della locale stazione cittadina, Attilio Ferraris.
Una notte, i conti Bigotti, proprietari della più fastosa villa della zona alle pendici delle Apuane, considerati molto vicini al regime fascista, veri collaborazionisti e quindi tra i pochi che avevano potuto mantenere certi privilegi, vengono trucidati nella loro dimora. Un efferato e crudele omicidio. La scritta di piglio anarchico, minuziosamente tracciata con il sangue sul muro della camera da letto, suggerisce una spietata azione partigiana.
Il comando nazista sollecita la collaborazione dei carabinieri e il maresciallo Ferraris affida le indagini al brigadiere Ermanno Luci e alla sua squadra.
Spie e doppiogiochisti ex aderenti al fascio entrano minacciosamente in gioco, pronti a confondere le tracce e coinvolgere degli innocenti. Ma il maggiore Kaminsky lascia al brigadiere pochissimo tempo per consegnargli l’assassino o gli assassini: un ultimatum vero e proprio, altrimenti farà eseguire una rappresaglia sui civili. Rappresaglia che significa tre morti per ogni vittima.
Mentre i carabinieri si rendono conto di rappresentare l’unica barriera a difesa contro la vendicativa rabbia degli occupanti, l’indagine si presenta subito difficilissima. Mancano le giuste tracce e ci sono troppe variabili che possono aver provocato quell’omicidio. Ciò nondimeno non possono fermarsi e, man mano che il tempo a disposizione prima della rappresaglia nemica si riduce a poche briciole, il maresciallo Attilio Ferraris e il brigadiere Ermanno Luci si faranno carico di drammatiche decisioni personali per riuscire a salvare degli innocenti, mettendo alla prova se stessi e il proprio coraggio.
Un romanzo ben concertato in cui spicca la corale ricostruzione di Carrara, con la sua ben nota storia anarchica indipendentista arricchita dal fascino di un’ambientazione storico-geografica frutto del suo straordinario insieme di strade, chiese e palazzi, mirabilmente contornato da mare e monti.
Un romanzo giallo ambientato in quei penultimi terribili giorni della seconda guerra mondiale. Il romanzo infatti parte ai primi di maggio, al momento dei primi tragici bombardamenti in città pochi mesi prima di quando, dal settembre del ‘44 ad aprile del ‘45, il fronte si stabilirà lungo la Linea Gotica. Ma in modo particolare ci rimanda anche a quanto accadde il 7 luglio del 1944, quando per le strade di Carrara comparve un bando di sfollamento firmato dal comandante tedesco Tobbens in cui si intimava a tutta la popolazione di Carrara di raccogliersi due giorni dopo presso il Parco delle Rimembranze per essere poi trasferita altrove (a Sala Braganza), salvo le famiglie degli operai impiegati nell’Organizzazione Todt che stavano fortificando le difese della futura Linea Gotica occidentale. Le forze di occupazione infatti volevano una città deserta, che non desse problemi né amministrativi né di ordine di pubblico, anche perché intendevano fare il vuoto attorno al nascente e agguerrito movimento partigiano. Le cose, però, non andranno secondo i loro piani per il coraggioso intervento delle donne di Carrara che, marciando in prima linea, organizzarono una ferma protesta che coinvolse tutta la popolazione e da piazza delle Erbe si estese a tutta la città. Una manifestazione che ebbe come conseguenza di costringere le autorità tedesche a revocare l’ordinanza.

Emiliano Pianini è nato a Carrara nel 1974 e da oltre sedici anni svolge la professione di avvocato. Ha una passione per la storia e per l’Inter. Quella per la scrittura risale al primo anno di scuola media, quando l’insegnante di italiano organizzò una piccola biblioteca: ognuno avrebbe dovuto portare un libro da scambiare con i compagni. L’incontro con La famosa invasione degli orsi in Sicilia, di Dino Buzzati, primo romanzo che gli capitò tra le mani, fu per lui decisivo.

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