I dettagli del male – Luigi Guicciardi

Luigi Guicciardi
I dettagli del male
Damster, 2022
Recensione di Patrizia Debicke

Cataldo non è più un ragazzino e, come Commissario capo, è al top della maturità professionale. Arrivato a Modena quarantenne, vent’anni fa, oggi si sente quasi un modenese. Ha persino imparato il dialetto. La vita domestica però non è semplice. Era felicemente sposato con una brava infermiera, da cui aveva avuto due figli, ma i troppi impegni lavorativi e la continua lontananza da casa avevano fatto finire il matrimonio. Alice lo aveva lasciato per andare a convivere con un avvocato calabrese a Reggio, dove si era trasferita con i bambini, costringendolo ad accettare le briciole di una vita familiare, i figli lontani che conosce appena attraverso Skype. Ma, avviato ai sessant’anni, la vita affettiva sembrava rifiorire con la nascita di una nuova piacevole relazione.
Ma la morte improvvisa dell’avvocato calabrese, in un incidente stradale, ha cambiato di botto le carte in tavola. Così quel martedì 10 ottobre, quando Cataldo rimette piede in ufficio – dopo aver fatto sì che la sua ex trovasse lavoro in un ambulatorio privato, iscritto i ragazzi a scuola e impegnato sette giorni di ferie per aiutarli a traslocare da Reggio Calabria a Modena e a stabilirsi in un appartamento tutto per loro – parte del suo orizzonte è stato rivoluzionato.
Ma non può certo mettere da parte le rogne di lavoro, dove qualcuno è già in attesa del suo arrivo. E sul tavolo dell’obitorio giace un cadavere. Si tratta di Andrea Previdi, ingegnere geotecnico, trovato morto dalla moglie, rientrata a casa dopo un serata trascorsa a un corso di una scuola di danza.
Arresto cardiaco, diagnostica il medico: nessun mistero. Può capitare…
Senonché alcune cose stridono: il morto, ritrovato nudo e sdraiato nel letto, dopo aver avuto un rapporto sessuale, aveva poco più di quarant’anni, godeva di buona salute e soprattutto aveva da poco aumentato la sua assicurazione sulla vita da trecentomila a un milione di euro. Assicurazione che nelle clausole esclude il suicidio e l’omicidio. La faccenda richiede assoluta trasparenza. Ragion per cui l’assicuratore Corsini, amico di vecchia data del commissario Cataldo, è seduto fuori ad aspettarlo. Prima di pagare ci vorrebbero certezze. Se quella morte è naturale ok, ma se invece non lo fosse…
Comincerà così, col consenso del questore Pietro Fassarini, una difficile indagine.
Presto alcuni indizi suggeriscono l’omicidio e costringono Cataldo a infilarsi in un’inchiesta che pone molte domande, ricambiate da poche o inutilizzabili risposte. Perché l’ingegner Previdi era nudo? Aveva approfittato dell’assenza della moglie per concedersi un prostituta, o magari un’amante? E la moglie, bella donna con un matrimonio apparentemente perfetto, brava insegnante di liceo, potrebbe essere coinvolta in qualche modo nonostante l’alibi? Si vedeva con qualcuno, magari un partner delle sue lezioni di ballo? O un flirt con un collega? O forse sarebbe meglio imboccare una pista diversa, legata alla professione di Previdi. Ingegnere incaricato di fare perizie sull’abitabilità post sisma di edifici e aziende nella provincia di Modena. Ci potrebbero essere dietro interessi di parte? Man mano che l’inchiesta si allarga senza trovare un vero sbocco, Cataldo deve far fronte a un variegato ventaglio di interlocutori. Informatori con l’orecchio teso, innamorati respinti, ex coniugi gelosi che devono far quadrare il bilancio come giornalisti free lance, modelle in erba, falsi pedofili, cliniche private, eleganti palestre, agenzie di viaggi con tour “mordi e fuggi” per stranieri… Deve scavare in una Modena sempre diversa e inedita, una città che sarà non solo scenario e palcoscenico ma quasi coprotagonista. Nel mondo popolare delle scuole di ballo, ben visibili in città e che radunano un’umanità spinta da varie motivazioni, nel mondo della ricostruzione dei paesi del “cratere”, realtà tuttora tragicamente presente nella mente dei modenesi. Quello della Modena bene di via Stanguellini e dei Portici di Buon Pastore e in quello indigente, sostenuto dalla Caritas, di strada san Cataldo. Guicciardi porta il lettore per mano nel centro storico di via Gavioli, in via Bellini ma anche nella periferia di viale Gramsci, e non dimentica neppure due minuscoli vicoli, vicolo Del Giardino e vicolo de’ Grassetti, magari sconosciuti persino a tanti modenesi.
La trama non consente a Cataldo di impedire che la falce della morte colpisca ancora, ma in un burrascoso crescendo finale lo porta a sbrogliare il caso e ad arrivare alla verità. Amara verità, resa forse per il commissario più amara dalla contemporaneità con le problematiche affettive legate alla sua vita familiare e personale

Luigi Guicciardi (Modena, 23 gennaio 1953) è uno scrittore e insegnante italiano, ex docente di lettere presso il liceo scientifico Alessandro Tassoni di Modena. Di lontane origini siciliane, ha creato il personaggio del commissario Cataldo, protagonista di una serie di romanzi polizieschi comprendente, finora, 20 opere.

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