Gli amanti di Brera – Rosa Teruzzi

Rosa Teruzzi
Gli amanti di Brera
Sonzogno, 2022
Recensione di Patrizia Debicke

Libera, la fioraia del Giambellino, è quasi una di casa per i suoi lettori. Di lei e della sua famiglia conosciamo vita, difetti, pregi e miracoli, così come di Gabriele, diventato finalmente il suo uomo nonostante la paternità in arrivo con una collega in polizia.
Libera, Jole e Vittoria, passo dopo passo, sono arrivate al settimo capitolo della ormai nota Saga delle Miss Marple dell’Ortica, così ribattezzate dalla smaliziata penna della Smilza, cronista in forza alla Città, il quotidiano d’assalto più letto nelle portinerie milanesi.
Jole, stravagante nonna e madre cultrice dello yoga e del libero amore, benché abbia passato la sessantina gira abbigliata con un look hippy e Libera, sua figlia, la bella rossa che somiglia come una goccia d’acqua a Julianne Moore, tutte e due messe sugli attenti dalla rispettiva figlia e nipote Vittoria, venticinquenne poliziotta, perfettina di carattere, poco discorsiva e sempre chiusa in difesa.
Intanto dico subito: bentornate, soprattutto alle prime due investigatrici e alle loro intelligenza, levità ma anche testardaggine, qualità al giorno d’oggi molto utili se non indispensabili.
Per loro, un altro intrigo da sbrogliare, una nuova indagine gialla. Ma ancora con il pensiero rivolto al mistero di Capistrano, il ladro fantasma. Altra ricerca quella, legata a un rapinatore mascherato che potrebbe essere il padre di Libera.
Come negli altri romanzi della Teruzzi, una storia a zero contenuto macabro. Con le Miss Marple dell’Ortica mai scene di violenza brutale, inseguimenti fantasmagorici o carneficine. Si sorride e no, ci si immedesima nel bene e nel male e si alzano le spalle provando, persino, a entrare nella testa di un personaggio molto particolare come Libera, che tra le sue doti non conta certo la sicurezza in se stessa.
Milano, fine settembre, Orto Botanico. Mentre l’ampio ventaglio delle foglie dei ginkgo biloba si colora di giallo con i primi freddi dell’autunno, una strana coppia si dà appuntamento e prende il volo.
Si tratta di Viviana Crescenzaghi, affascinante professoressa di inglese che lavora part time per una scuola cittadina, e Davide, un suo affezionato studente non ancora maggiorenne. Stampa, web e programmi televisivi lanciano subito rampogne contro la bella prof. quarantenne che è sparita con l’allievo, trattandola subito come una pericolosa dark lady, «il fiore nero di Brera», indagando tra le sue frequentazioni maschili e affibbiandole l’etichetta di porno prof.
Mentre si intraprendono le ricerche della coppia, gridando allo scandalo, la faccenda arriverà a coinvolgere le nostre Miss Marple del Giambellino, Libera e la madre Iole. L’ultimo fortunato amico della professoressa in “fuga” con l’allievo è il cuoco Furio, che già conosciamo come indefesso e sfortunato corteggiatore della fioraia milanese, e sarà proprio lui a sollecitare il loro aiuto. Furio, conquistato dallo charme seduttivo di Viviana, era sì al corrente di una assenza già prevista dalla donna ma ora sospetta che lei e il suo studente possano essere diventati vittime di uno stalker.
Quasi un anno prima, infatti, la professoressa aveva denunciato un ex fidanzato che la perseguitava. Di conseguenza la procura milanese aveva aperto un’inchiesta di omicidio temendo che la presunta “fuga” amorosa potesse nascondere ben peggio.
A Libera e a Jole non resterà che lanciarsi sulle tracce della coppia, tra gelosie, pettegolezzi e misteri da svelare. Naturalmente avvalendosi come sempre dell’insostituibile supporto della Smilza e spronate dal Dog, che intravede già futuri titoli cubitali in prima pagina. E ben presto scopriranno di non essere le sole impegnate nella caccia. La faccenda può farsi pericolosa? Ma ormai sono in ballo e devono sorbirsi i difficili pedinamenti tra Milano, il lago di Como e i colli romani, mentre Libera è in agitazione, con la testa e il cuore pieni di interrogativi. Sa che Gabriele non vuole che lei gli metta i bastoni tra le ruote, facendo la detective. Le indagini sulla prof potrebbero guastare il loro nuovo legame? Poi, e questo fatica a spiegarselo, visto che ha sempre rifiutato le avances di Furio, perché oggi si sente quasi gelosa di Viviana? Sarà invidia per la persona o per la sua capacità di imporsi e farsi largo nel mondo? E ultima, ma non certo non ultima per una madre, perché sua figlia Vittoria le sembra ogni giorno più ritrosa, evanescente e impenetrabile?
Ma c’è poco tempo per indugiare e riflettere. Bisogna muoversi e, come sempre, anche stavolta le Miss Marple del Giambellino riusciranno a salvare la situazione.

Rosa Teruzzi (1965) vive e lavora tra Milano e Colico, sul lago di Como. Oltre a diversi racconti e tre romanzi, ha pubblicato per Sonzogno La sposa scomparsa (2016), La fioraia del Giambellino (2017), Non si uccide per amore (2018), Ultimo tango all’Ortica (2019), La memoria del lago (2020) e Ombre sul Naviglio (2021). Esperta di cronaca nera, è caporedattore della trasmissione televisiva Quarto grado (Retequattro). Scrive i suoi libri in un vecchio casello ferroviario simile a quello delle sue protagoniste.

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