Omicidio per principianti – Christian Frascella

Christian Frascella
Omicidio per principianti
Einaudi, 2022
Recensione di Patrizia Debicke

Quarto capitolo con Contrera, l’investigatore privato più impertinente e malconcio del noir nazionale, lo sfigato protagonista fuori dalle righe di Frascella. Capelli sale e pepe, una lingua che taglia e cuce anche a sproposito, una congenita capacità di farsi male e di farlo anche a chi gli vuol bene.
Per dabbenaggine, ingenuità, vigliaccheria, ma da questo oceano di sovrana incoscienza fanno capolino anche generosità e quel dannato pizzicorino alle mani che lo costringe a provare a ogni costo ad aggiustare le cose. Tutto questo in una persona che ha fatto il poliziotto, si è fatto cacciare per corruzione e al quale solo i buoni uffici del vecchio e caro amico carabiniere, il tenente Baseggi, hanno concesso la patente di investigatore privato.
Euro in tasca pochi, e meno male che l’incondizionato affetto della sorella, nonostante i mugugni del marito, da sei anni gli abbia offerto ospitalità nel secondo letto in camera del figlio maggiore, ora liceale.
Alzi la mano chi non conosce Contrera. La sua faccia campeggiava in tutti i tg dopo aver risolto un complicato caso di duplice omicidio. Ma ricordiamo, per amor di precisione, che i persistenti problemi economici lo hanno costretto a ritagliarsi un ufficetto, leggasi un tavolino e una sedia di plastica, per ricevere i clienti in una lavanderia a gettoni gestita da Mohamed, un anziano magrebino, in cambio di un trattamento di favore per i suoi connazionali. Ah, accanto al tavolino c’è anche un piccolo frigo pieno di birre Corona, a suo esclusivo uso e consumo (i musulmani non bevono alcolici). Di solito, salvo alcune azioni in cui il caso e la sfortuna l’hanno costretto a trasformarsi in una specie di supereroe, tira a campare con ciò che racimola pedinando mariti infedeli o mettendo alle corde piccoli truffatori. Dunque direte, è sempre lui, Contrera. Esatto!
In forma? Uhm francamente direi così così. E soprattutto come sempre immerso fino al collo nelle bugie. Ma una cosa bisogna riconoscergli: Contrera sa come muoversi in quel luogo «multietnico, multiforme, multipericoloso» che è il quartiere torinese di Barriera di Milano. E Contrera è il più apprezzato investigatore privato del quartiere. Per chi non lo sapesse, esiste a Torino un quartiere che si chiama Barriera di Milano, un variegato avamposto verso il resto del mondo. Infatti, da salda roccaforte operaia si è trasformato in una babele multietnica nella quale Contrera, districandosi come un pesce nello stagno, riesce ad arrivare dove polizia e carabinieri neanche si sognano. Cosa che li fa arrabbiare. Che poi tutto il resto della sua vita sia un casino, è un’altra cosa.
L’elenco delle persone che ce l’hanno con lui è sempre più lungo: va da Valentina, la figlia adolescente che non gli perdona di aver abbandonato lei e la madre, al cognato Ermanno, che gli ha imposto l’ennesimo ultimatum di sgomberare da casa sua; dalla pm Ornella Capocuore, che lo tiene sotto mira pronta a revocargli la licenza da investigatore, fino ad arrivare a Erica, che lo amava ma ora non vuole più vederlo. E come se non bastasse Anna, la sua ex moglie, sta aspettando un altro figlio. E il bambino è suo.
Non è sfortuna, quella di Contrera, ma un vero e proprio talento per l’autodistruzione, quasi pari al suo fascino e alla sua abilità investigativa. Unico atout infatti è il suo fiuto.
Ed ecco in arrivo un nuovo caso, che può permettergli di riscattarsi e dare il meglio di sé. Perché da una vicina scuola elementare sparisce Viky, una bambina di sei anni. L’intero quartiere è in fermento. Insegnanti, polizia, vigili urbani e carabinieri non riescono a trovarla. Già i telegiornali si preparano a mettere in onda una lacrimosa vicenda che potrebbe non avere un lieto fine. Ma Contrera non ha intenzione di stare a guardare. Anche perché lui conosce quella bambina: primo perché è una compagna di scuola di sua nipote Giada ed è sua amica, secondo perché conosce la madre, Marzia Livatino e soprattutto perché la piccola è la figlia del suo migliore amico d’infanzia, morto in carcere. Quando Contrera, su richiesta della madre, si mette alla ricerca, non sa ancora che la sua indagine lo coinvolgerà in un omicidio, per il quale rischia persino di essere accusato. Però lui non demorde mai. Nonostante il freddo, la pioggia e la neve, si costringerà ad andare in giro senza posa, a indagare e a scavare nel più sordido lerciume cittadino fino ad arrivare a un giro di pedofilia. Ma alla fine sarà proprio Contrera, per una volta, a dover fare i conti con l’ineluttabilità del destino.
Contrera è un personaggio pieno di sfaccettature, che non si riesce mai a inquadrare perfettamente. Capace di gesti generosi, in grado di suscitare nel lettore pena, simpatia, ma anche rabbia, e persino disgusto. Un personaggio complesso che si concede, si racconta anche se ho l’impressione, pur arrivati al quarto libro, che manchi ancora qualcosa. Contrera appare squinternato nei suoi pensieri e nelle sue azioni. Insomma se può confondere lo fa. Ha tradito la moglie con l’amante e l’amante con la moglie, ha tradito il padre, il lavoro. E, nonostante sia un ex poliziotto corrotto, è un ottimo investigatore con una rigorosa etica dell’indagine.
E Frascella, il diabolico creatore del suo corpo e della sua anima, sa scrivere.

Christian Frascella vive e lavora a Torino. Ex militare nel Genio Ferrovieri, ex operaio di fabbrica (esperienza di cui scriverà), licenziato dal call center in cui lavorava, nel tempo libero cura il suo blog christianfrascella.wordpress.com. Ha pubblicato: Mia sorella è una foca monaca (Fazi 2009), Sette piccoli sospetti (Fazi 2010), La sfuriata di Bet (Einaudi 2011), Il panico quotidiano (Einaudi 2013), La cosa più incredibile (Salani 2015), Brucio (Mondadori 2016), Fa troppo freddo per morire. La prima indagine di Contrera (Einaudi 2018) e Il delitto ha le gambe corte, Una nuova indagine di Contrera (Einaudi, 2019).

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