Cinquanta sfumature di grigio… fumo (e niente arrosto!)

E vabbè, doveva arrivare anche questo momento. Il momento in cui, dall’alto della mia veneranda età, posso parlare di sesso senza sembrare una pervertita. Ho letto Cinquanta sfumature di grigio (Mondadori, 2012) perché il battage pubblicitario a livello mondiale è stato grandioso. Dieci milioni di copie vendute in tutto il mondo per la trilogia, diritti venduti in 37 Paesi, un film in arrivo, donne che lo leggono sul tram, nei parchi, in spiaggia, grandi dibattiti. Ero curiosa di capire cosa avesse scatenato tutto questo fanatismo.

Non certo la scritturaCinquanta sfumature di grigio non è un capolavoro di letteratura, come era prevedibile. Le prime cinquanta pagine sono a dir poco imbarazzanti. C’è questa ragazzina goffa, Anastasia Steele, che sta per laurearsi e che lavora per mantenersi agli studi. Ha una coinquilina, Kate, bellissima, simpatica, ricca e intelligente che è anche la sua migliore amica nonché la direttrice del giornale della scuola. Causa influenza della coinquilina, Anastasia la sostituisce in un’intervista per il giornale. L’intervistato è il ricchissimo, bellissimo e affascinantissimo industriale Christian Grey. Per la prima volta in 21 anni, Anastasia si innamora perdutamente nell’istante stesso in cui incrocia lo sguardo di lui. Fin qui siamo nella più trita banalità. Quale donna non si innamorerebbe di un uomo bellissimo, di successo, ricchissimo, generoso, simpatico, disponibile…? E siccome è un romanzo, anche il bellissimo etc etc si innamora della nostra scialba-ma-bella-dentro eroina. E la ciliegina sulla torta: il bellissimo e simpaticissimo fratello di lui si innamora perdutamente della bellissima e ridanciana Kate. Cioè, se proprio bisogna sognare, sogniamo in grande, no?

OK. Poste queste premesse fantascientifiche, per creare un po’ di storia bisogna metterci l’ostacolo. L’ostacolo è che Mr Grey ha difficoltà ad impegnarsi (come gli fa brutalmente notare la protettiva Kate ogni dieci pagine). Diciamo che qua si va su un piano di realtà. Ma invece di liquidare la questione in due semplicissime parole – Christian Grey è uno stronzo viziato che non vuole impegnarsi – gli viene cucito addosso un passato oscuro di cui lui non parla quasi mai e un presente da Dominatore. Anastasia, che pure è assolutamente inesperta sotto ogni profilo, lo etichetta immediatamente come maniaco del controllo e lo studia come un entomologo studierebbe una farfalla rara, mentre il grande Dominatore gioca tutte le sue carte con inaudita ingenuità.
Innanzitutto si premura di sottoporre all’aspirante Sottomessa un corposo contratto – privo di valore legale – con una marea di clausole insensate che la nostra eroina non solo negozia una per una, ma rifiuta di sottoscrivere. Lui è ansiosissimo di ottenere quella firma che, per qualche oscuro motivo, pur essendo del tutto priva di valore, gli darebbe il pieno possesso di Anastasia. Lei è ansiosissima di compiacerlo ma senza sottoscrivere alcunché. Mentre entrambi riflettono sul da farsi, trombano come ricci. E qui siamo davvero nella fiction più pura. Un’esplosione ormonale senza limiti, una chimica pazzesca, roba che nemmeno due ventenni… EHI. Un attimo. Ma loro SONO due ventenni. Ventuno lei, ventisette lui, per la precisione.

Ora, la cosa divertente è che, nonostante tutte le minacciose dichiarazioni di intenti, l’unico modo in cui Christian riesce a esprimere il suo lato dominante è ricoprire Anastasia di regali costosissimi e di sorprese che nemmeno l’uomo più innamorato del mondo, incluso presentarsi alle rispettive famiglie dopo dieci giorni che si frequentano. Ma lei vuole di più. E quelle cose terribili che lui la costringe a subire, tipo – orrore!! – legarle i polsi con una preziosa cravatta di seta grigia (e poco più, davvero) proprio no, non può sopportarle. Il suo lato oscuro la terrorizza. Così il nostro esperto Dominatore rimane (basito) senza giocattolo e la nostra aspirante moglie Sottomessa se ne va senza anello al dito.

Fine della prima parte. Continua tra un mese in libreria.

Ma oggi mi sento indulgente. Quindi non starò a sottolineare la marea di stereotipi disseminati qua e là, le atroci ingenuità che pullulano nelle trecento e passa pagine, il fatto che nessuno abbia spiegato al traduttore che vanilla sex non si traduce “sesso alla vaniglia” ma “sesso vaniglia”, e ignorerò anche il continuo mordersi il labbro e alzare gli occhi al cielo di lei, il modo in cui i pantaloni di lui gli cadono addosso, il fatto che un preservativo usato NON può essere infilato in tasca nemmeno dopo essere stato annodato (pena vistose macchie di lubrificante e puzzo nauseabondo) e persino il drammatico passaggio in cui Anastasia, facendo i conti, conclude che se prima di lei ci sono state 15 Sottomesse lei è… uhm… er… la numero 17. Insomma, gli ormoni giocano brutti scherzi. E poi Anastasia è laureata in lettere, che diamine.

Ma parliamo della sua dea interiore. Inner goddess, in inglese. Una specie di grillo parlante che fa capriole e piroette nella testa di Ana, le rovina la vita con predicozzi inutili, la induce a pensare al peggio salvo spingerla a gettarsi allo sbaraglio, e che di tanto in tanto (vivaddio) la chiama “puttana” ricordandole che fare sesso in cambio di una macchina, un Blackberry, un Mac nuovo di fabbrica etc etc nel linguaggio comune ha un nome ben preciso.

E parliamo del sesso. Ventunanni, illibata e immediatamente scafatissima. Insomma, abbiamo sdoganato questo modello di vergine attempata che si conserva per l’uomo della sua vita, lo individua a colpo d’occhio in un rinomato puttaniere problematico e a lui si concede come la più navigata delle entraîneuses. E sdoganiamo pure il modello di maschio Alfa che si concede tutto perché “se lo può permettere”. A. Ventisette. Anni.

Donne. Ascoltatemi.
Diciottenni e infra: me lo ricordo benissimo. Quando avevo diciotto anni, uno di 27 anni era vecchio. Ai miei occhi poteva anche avere un’aura mitica, da leggenda di re Artù, da città perduta di Atlantide (cit)… e altrettanto carisma. Se il prossimo ventisettenne che incontrate vi sembra attraente come Grey, siete giustificate solo se avete appena fatto l’esame di maturità e se lui è ricco come Bill Gates.
Dai venti in su: dai, parliamoci chiaro. Quale ventisettenne di oggi è sufficientemente arrivato, charmant e autoconsapevole da poter esercitare una qualche forma di autorevole seduzione? Quindi, leggendo Cinquanta sfumature di grigio, ricordatevi sempre che stiamo parlando di un ventisettenne. Uno di quelli che in Italia vive ancora con mamma che gli cucina e gli stira le camicie.

Dai, su.

Abbiate pazienza. Ho riso e sorriso per 3/4 di romanzo. Di erotismo nessuna traccia. Un po’ di sesso qua e là, ma niente che un essere umano in carne e ossa appena maggiorenne (e al giorno d’oggi, sospetto, anche molto meno che maggiorenne) non abbia già ampiamente sperimentato. Se dovesse essere ripreso in futuro, invece, potrebbe essere interessante il rapporto tra Christian e “Mrs Robinson”, la creatura mitologica mezza-donna e mezza-socia in affari che ha sottomesso il giovane Grey dai 15 ai 21 anni e che per lui ha mandato all’aria un matrimonio. In questo romanzo è solo evocata come il demone che impesta gli incubi di Anastasia, ma in futuro, chissà.

Per il sesso, Cinquanta sfumature di grigio sta alla vita reale come per il sangue un giallo di Agatha Christie sta a un mattatoio. E il linguaggio. Faccio solo notare che l’organo genitale femminile, che in un romanzo erotico o porno avrebbe una pletora di potenziali nomi evocativi, qua viene chiamato . Proprio così: . There, in inglese. E il rapporto BDSM… Oddioddioddio. Da ora in poi chiunque usi un paio di manette passerà per essere un raffinato e perverso Dominante.

Ma allora perché tanto successo?
L’unica spiegazione che riesco a darmi è che in giro c’è tanto, tanto bisogno di sognare. Leggo che il romanzo ha il suo principale bacino di lettrici tra le donne sposate sopra i trent’anni e che per questo è stato definito mommy-porn. Dev’essere ben triste la vita di una porno-mamma per trovare attraente un Christian Grey. Uno che nel migliore dei casi ti fa venir voglia di prenderlo a schiaffi, nel peggiore di ignorarlo e lasciarlo annegare nel suo brodo di ostriche e nei suoi calici di champagne.
Ho letto da qualche parte che si tratterebbe di un romanzo maschilista. Macché. Scritto da una donna per le donne, Cinquanta sfumature di grigio inganna proprio le donne, perché alla donna, moglie e madre di oggi, presumibilmente trascurata, viene suggerito un ideale erotico irraggiungibile. Un principe azzurro che si innamori perdutamente di noi, ci ricopra di attenzioni, conosca esattamente i nostri desideri sessuali e non, si preoccupi per noi, ci protegga, sia appagato dal nostro piacere e gratificato dalle nostre piccole, inaspettate crisi isteriche (che lui sa perfettamente come gestire). E che scopa tre volte al giorno tutti i giorni. Un essere perfettissimo e leggermente problematico da salvare con l’amore, laddove nessuna prima è riuscita nell’impresa.

Sarà.

A me è sembrato solo tanto, tanto irreale. Una favoletta da leggere restando con i piedi ben piantati per terra, altrimenti il rischio di frustrazione, confrontandosi con la realtà, è praticamente garantito. Già ci hanno fregate da bambine con storie di principesse e principi. Almeno da adulte, cerchiamo di non farci fregare dal primo stronzo problematico che passa…

Piacerà ai bimbminkia di entrambi i sessi, alle casalinghe disperate, a qualche uomo che crede ancora nelle vergini adoranti, a chi si interroga perplesso sui segreti di un bestseller.

Disponibile anche in ebook:

Libro estate è il tag che ho usato per consigliare i libri – rigorosamente già testati – da mettere in valigia per le vacanze. Buona lettura 🙂

84 thoughts on “Cinquanta sfumature di grigio… fumo (e niente arrosto!)

  1. Ho letto il tuo articolo dopo una notte insonne e ore che cercavo di dormire vagando un po’sui blogs. Ho letto e mi sono svegliata del tutto divertendomi. Ho comperato ‘sto libro all’aereoporto di Londra attratta dalla copertina che mi sembrava quella di un bel thriller. Siccome ho paura di volare, l’unico rimedio che trovo sono libri che mi piglino fin dall’inizio con un bel cadavere. Speravo in questo con quella bella copertina blu grigiastra. Ah bè…Ho chiuso dopo poche pagine e mi sono tenuta il terrore del volo. Non ci credo che una ragazza ( e una di oggi) non prenda a calci in culo un uomo come questo. Anche calci in culo eorotici, eh! Lo faceva la povera Jane Eyre con Lord Rochester ed era cresciuta in un orfanatrofio e nell’800, vuoi non lo faccia una ai nostri giorni?

    • A schiaffoni, dovrebbe prenderlo, Daniela! Io infatti spero che nel secondo o nel terzo le parti si ribaltino e lei lo picchi mattina, pomeriggio e sera senza pietà 😀

  2. Ho ritrovato la mia adorata Alessandra e mi sono divertito (fan sfegatato dell’ironia). Ho letto da qualche parte proprio ieri che il maggior numero di lettori hanno quella cosa lì. E che a quelli che hanno quella cosa lì piace una cifra questo tipo di romanzi come, tra l’altro, il gialletto rosa che sta spopolando nelle librerie. Niente da ridire. Solo una deprimente constatazione.

    • Grazie Fabio 😀
      Comunque, a scanso di equivoci: è divertente. Sono sicura che lo leggeranno in moltissime (senza trovarci nulla di quel che promette) sia per il passaparola, sia perché fa ridere, a tratti fa addirittura tenerezza.
      E poi è estate… È un libro da spiaggia per definizione 🙂

  3. “…a chi si interroga perplesso sui segreti di un bestseller”

    C’è lo stesso per i libri di Dan Brown o Stieg Larsson. Non capisco la popolarità di questi scrittore. Forse sarebbe il fascino della impossibilità, come una favola per adulti — principesse, soldati coraggiosi, abandono alla sensualità — tutte cose che mai accadono a media persona.

  4. Ho smesso di leggere la tua rec perchè mi avrebbe rovinato la sorpresa del libro!!! se ha ftt qsti numeri si vede che ne vale la pena… magari tu nn sei adatta a qste letture….

  5. Esilarante. D’altronde chi guarda di giorno Uomini e Donne, poi di sera deve pur leggere qualcosa…

    Di qualche spunto buono però terrò conto. Per essere dominante userò una cravatta regimental di Marinella e se la partner la sgualcisce la costringo a stirala in guepiere 🙂 apostrofando nell’intimità il suo bailamme sessual-riproduttivo con l’appellativo caro a John Carpenter: La Cosa!

    • Guepière? Caro Alberto, in questo primo volume siamo lontanissimi dall’uso di guèpiere… La divisa d’ordinanza di Anastasia è jeans e Converse, e ti ho detto tutto 🙂

  6. Anch’io l’ho trovato imbarazzante. E l’ho letto continuando a dire come Totò, “vediamo questa stupida dove vuole arrivare”. Ma non arrivava mai. E non equivaleva mai, nonostante i suoi sforzi, ad un orgasmo ritardato. Anch’io sono stupita dal successo di questi best seller, ma come dici tu Alessandra, la gente ha bisogno di sognare, anche se, potendo scegliere, pur con gli stessi contenuti, pretenderei una scrittura migliore.

  7. Davvero imbarazzante. Mi ero sempre rifiutata di leggere recensioni e post su Fb che parlavano di questa “cosa”, ma quando arrivo qui leggo sempre. E in questo caso inorridisco.
    Se ti può interessare, oggi ho letto sul Corriere che di questo capolavoro sono previsti due sequel e film collegati.
    Perciò, cara Ale, preparati ad altre luminose letture! :-))

  8. Stimolato da Alessandra sono andato in giro a leggere qualche recensione.Positive. Positivissime. Una recensora ha pure suggerito che il libro andrebbe letto, soprattutto, dagli uomini che ni sesso e un ci si ‘apisce niente.
    Alessandra, i che tu dici, lo ‘ompro? Anche se ni mi piccolo e mi sembra di ‘omportammi benino.

  9. Fabio, te tu c’hai i sordi d’iGGrigio? No? Allora risparmiati la fati’a. Pare che il sesso funzioni meglio quando regali macchine, ‘omputer, viaggi in eli’ottero… 😀

  10. Grazie Alessandrina a u’ mettici a noi maschietti dell’artra ansia ottre a quella che s’è avuta da piccini e lì sempre a misurasselo a chi ce l’avea più lungo e più grosso e un patimento che un ti di’o. Noi, donne, si fa quello che si pole, via.

    • Fabio, avrai visto – leggendo le altre recensioni – che i’GGrigio c’ha anche “notevoli dimensioni”. Praticamente questa cosa è ripetuta una pagina sì e l’altra pure. Se io fossi un uomo, sarei frustratissimo dopo aver letto ‘sto libro…

  11. A dire la verità avevo preparato questo pezzetto. Ma ormai siamo a ballare…
    Noooooooo!!! Ancora l’incubo di batacchio che mi ri’orda quando s’andava anche d’inverno a fa i bagno ni torrente di mi’ paese tutti nudi come mamma c’avea fatto co’ piselli di fori e c’erano certi batacchi in giro che faceano paura a i mi’ Gigino che poerino tremava tutto anche pe’ i freddo e si rincantucciava tra le palle gelate a cerca’ protezione da’ que’ tipi protervi…
    Io non lo leggo… 🙂

  12. Letto quel che hai scritto, mi rimane un solo dubbio: ma perché Easton Elkis sta tanto in fossa con questo libro, almeno nei suoi tweet? Per Dominique: ho letto sia Dan Brown che Larsson, sono due cose diverse tra loro, ma interessanti (preferisco Larsson), perché comunque parlano di misteri. Meno chiaro mi è stato all’epoca il successo di Christian Jacq, se devo dirti (letto pure quello). Forse perché i suoi erano fondamentalmente romanzi rosa

  13. Pingback: Principe principe delle mie brame « Manager di Me Stessa

  14. Concordo su tutto. Poiché amo farmi del male, ho letto tutta la trilogia, in inglese (diciamo che non ho dovuto rimetterci troppo di tasca, in tutto questo), e, credici o meno, la saga diventa più irreale ogni pagina che passa.
    Tralasciando l’imbarazzante ripetizione di parole e/o frasi (Murmurs/Holy Crap/ Innergoddess/There, eccetera), per cui consiglierei all’autrice un dizionario dei sinonimi, e lo stile semplice, questo libro è irreale dal punto di vista della trama, anche solo per il fatto che lei a 21 anni non s’è mai masturbata. Seriously? E poi, lui, Christian Grey: è uno stalker. Punto. È malato. La fissa per il BD/SM è il tratto più normale del personaggio.
    A proposito, l’autrice non mi sembra granché informata, eh, e molte scene di sesso risultano più ridicole che erotiche.
    Ho diciassette anni, e ammetto d’aver letto fanfiction scritte meglio.

    • Sul serio hai 17 anni? Complimenti 🙂
      Sì, immagino che la situazione possa anche peggiorare, ma la curiosità l’avrà vinta, leggerò anche i due seguiti… e ne riparleremo.

  15. Complimenti per la bella recensione nella quale mi ritrovo pienamente.
    Io non ho ancora finito, ma ho già ampiamente intuito come andrà a finire e, a dirla tutta, mi sono già abbastanza annoiata. Come ben rilevi, Christian Grey è praticamente il principe azzurro delle favole e Anastasia è una lagna infinita. Perché uno del genere debba andare appresso ad una ventenne rinconglionita non è ben chiaro, se non appunto nell’universo alternativo delle favole. Da apprezzare comunque il notevole aplomb con il quale Anastasia (ricordiamolo, ventenne alienata che non ha mai baciato nessuno) scopre che l’uomo che conosce da un giorno (e che l’ha condotta a casa sua in elicottero, sì sì) ha una “stanza delle torture” e anziché scappare urlando a gambe levate sfoggia un self control da “Mr. Livingstone,I suppose”
    Insomma, avevo comprato con orgoglio misto a vergogna un libro che credevo essere l’Histoire d’O di oggi e mi ritrovo un romanzetto Harmony della peggior specie. Le descrizioni di sesso tra l’altro sono così irreali da far pensare che siano state scritte da un uomo.

    • Elena, io non riesco a presagire una fine della trilogia, comincio a temere che possa proseguire con un numero di volumi pari a quello della Treccani.
      Temo purtroppo che sia stato davvero scritto da una donna (ci sono tonnellate di foto dell’autrice che tra l’altro ha lavorato per la tv ed è moglie di uno sceneggiatore: ci sta che si sia prestata a scrivere una storia a tavolino).
      Ma il secondo, Elena… Aspetta il secondo. Riesce addirittura a peggiorare 🙂

  16. Ma no, dai, via, su, gnamo Elena anche noi maschietti sappiamo scrivere di sesso! Eccoti una scena sensuale così di botto. Lei mi guardò fremendo con il labbro inferiore, io la guardai fremendo con il labbro superiore. Poi la trombai… 🙂

    • Fabio, troppo sensuale.
      Ti faccio degli esempi reali.

      Lei gli sfiora le nocche della mano sinistra. Lui la tromba.
      Lei si raccoglie i capelli a coda di cavallo. Lui la tromba.
      Lui dice “Mangiamo”. Poi la tromba.

      Ecco, il livello è questo 🙂

  17. Guarda, per me l’aspettiva è anche troppo lunga… 🙂
    Ecco, Alessandra, immaginati queste stronzate ed altre che si avviluppano su se stesse per alcune ore e hai il quadro (una parte, via) dei pomeriggi della mia beata gioventù al paesello natio.

  18. Alessandra, mi permetto di completare:

    Lui la guarda, lei raggiunge l’orgasmo.
    Lui le sfiora la mano, lei raggiunge l’orgasmo.
    Lui le porge un bicchiere d’acqua, lei raggiunge l’orgasmo.

    Per questo pensavo ad una scrittura maschile.

    Ma quindi hai già letto il secondo?

  19. Però, scusate, la riassumo così. Se il libro è stracolmo di trombate e orgasmi (ormai questo è il linguaggio del post). Se il libro ha avuto un successone. Se la maggior parte dei lettori sono in genere belle femmine (dati che si trovano dappertutto. Le “belle” è una mia aggiunta) ma llora, voglio dire… 🙂

  20. TROMBATE E NON LEGGETE!…:-)
    Ultimo intervento che poi, mi conosco, non finisco più. Ringrazio Alessandra per il suo spirito, la sua intelligenza e la sua sincerità. E la sua pazienza…

  21. Perché viene data troppo facilmente tutta intera e l’uomo si è impaurito! Datela a pezzetti un po’ per volta… 🙂
    Con l’arrivo di Jonathan (ormai ha tre anni) mi si sta sviluppando ancor più il mio lato bambinesco per far fronte anche alla sua disarmante dialettica. Nonno incazzicchiato alquanto “Perché hai dato un pugno a quella bambina?”- Nipote “Nonno, non era un pugno era un cazzotto”- Nonno “Perché butti le penne per terra?”- Nipote “Perché nonna mi ha detto di non buttarle”.
    Li mortacci!

  22. Sì, Alessandra, ma guarda come sono conciato… Trattasi di un rapporto che spedisco regolarmente alla madre, il “generale”.
    Rapporto n°6
    Al generale Fiore della brigata d’assalto “Lotti”
    Generale!
    “Maremma maiala!” è il grido che mi è uscito spontaneo dal petto ieri, quando il soldato Jonathan, portato nel campo di addestramento per le esercitazioni ginniche (salita sul castello, scivolo e altalena), non è voluto rientrare nel carro armato di mia dotazione. Alla fine sono riuscito nell’intento dopo una lotta furiosa ed un corpo a corpo micidiale. Anche durante il pranzo in caserma ha espresso il suo nervosismo gettando a terra le posate e beccandosi, come punizione, tre frustate sulla mano colpevole.
    Oggi, invece, ottima giornata con l’incontro di Livia, una dolce e vivace soldatessa che lo ha fatto correre da tutte le parti e, presa dal suo fascino, gli ha concesso pure di usare la sua bici di attacco. Verso le una, stremato dalla fatica, ha chiesto al sottoscritto di narrargli qualche storia ed io ho preferito celebrare le gesta di Mowgli e di Tarzan per rafforzare il suo spirito guerriero.
    I miei rispetti.
    Tenente colonnello Fabio Lotti

  23. Pingback: Cinquanta sfumature di nero – La vendetta | The Blog Around the Corner

  24. La storiella è sprecata, poteva essere molto di più.
    I temi sono presi e abbandonati senza cura.
    Evidentemente troncato in quattro e quattro otto, e probabilmente non dalla stessa persona che ha scritto il libro, a 4 pagine dalla fine, in modo da dare materiale al secondo episodio.
    i personaggi non vengono ripresi fino alla fine, compaiono e scompaiono definitivamente e non portano alcunchè alla vicenda (ergo, li troveremo nelle prossime puntate?).
    per il resto la solita bella maniera della scrittura da best seller americana, veloce, scorrevole, di immediata comprensione.
    Molte riserve sulla traduzione, molte davvero. Peccato.
    Direi il Diario di Bridget Jones 15 anni dopo, ma meno divertente.

    • emanuela, concordo: veloce, scorrevole, scritto in modo da essere compreso anche dalla casalinga di Voghera (ridente cittadina del Connecticut).
      Bridget Jones era meglio 🙂

  25. “Scritto da una donna per le donne, Cinquanta sfumature di grigio inganna proprio le donne, perché alla donna, moglie e madre di oggi, presumibilmente trascurata, viene suggerito un ideale erotico irraggiungibile. Un principe azzurro che si innamori perdutamente di noi, ci ricopra di attenzioni, conosca esattamente i nostri desideri sessuali e non, si preoccupi per noi, ci protegga, sia appagato dal nostro piacere e gratificato dalle nostre piccole, inaspettate crisi isteriche (che lui sa perfettamente come gestire). E che scopa tre volte al giorno tutti i giorni. Un essere perfettissimo e leggermente problematico da salvare con l’amore, laddove nessuna prima è riuscita nell’impresa.”

    Questo è maschilismo, perché questa è una visione reazionaria della vita, il principe azzurro, l’uomo problematico da salvare/soddisfare, ecc.
    Il fatto che sia una donna a scriverne non lo rende meno maschilista, perché è una cultura, quella patriarcale, alla quel siamo esposti ed esposte continuamente tutti e di cui sono portatrici anche molte donne (senza un parte di consenso femminile non potrebbe essere così forte). In più questa è un’operazione di marketing che cavalca il gender blacklash, in modo soft, forse, ma lo fa.
    L’unico modo per liberarsene è accendere il cervello e fare una costante opera di critica, come fa anche questo post!

    🙂 ciao

    • Ciao Valy,
      come fa a essere maschilista un romanzo – scritto da una donna e pensato per le donne – che non dà un’immagine dominante del protagonista maschile? Anzi, lui è problematico, tormentato e letteralmente dipendente da lei…

      In ogni caso concordo sulla necessità di evidenziare e criticare modelli di relazione distorti presentati come “normali” e anzi auspicabili.
      A presto!

  26. Ho letto tante recensioni su questo libro, alla fine ho deciso di fare la pirata e scaricarmi (in realtà me lo hanno mandato via mail) questo orribile libro in PDF.
    Dopo aver letto Twilight pensavo di non poter leggere di peggio nel mondo dei libri (perché diamine, ora è un libro e non più una fanfiction, dove avrei anche compreso il “”successo””) ma evidentemente mi sbagliavo. Ho letto qua e là per curiosità e non credo che lo leggerò mai per intero, un po’ perché non voglio perdere le diottrie al pc, un po’ perché preferisco spendere il mio tempo in altro modo.
    Quindi perché sto commentando? beh perché mi è piaciuta la tua recensione e la penso come te, perché per ciò che ho letto non c’è nemmeno una cosa che fa meritare il successo avuto. Da come ne parlavano sembrava che le scene erotiche fossero da mettersi le mani nei pantaloni, ma francamente, dove dovrei eccitarmi se neanche ci sono nominate parole innocenti o sinonimi per i genitali se non ? Lì? seriamente? nemmeno mia madre che tenta di parlarmi del sesso mi dice ‘LI’ sono rimasta perplessa dal fatto che fosse innalzato come pornografico/BDSM quando non ha nemmeno la metà di queste componenti ed ho letto fanfiction con lo stesso tema sicuramente molto meglio… trattate o perlomeno davvero più “erotiche” di questo… questo scempio.
    In conclusione: non mi soddisfa lo stile, semplicistico ed irreale, non mi soddisfano i personaggi così bidimensionali e stereotipati. Cosa ne rimane di questo libro se non un cumulo di fumo, in effetti?

  27. Condivido. Recensione perfetta! diciamo che le tue parole divertono tanto quanto il libro, più che erotico + filo-ridicolo! alla prossima

  28. Ho appena terminato di leggere il libro! Condivido parola per parola!
    E riporto il commento della Lucarelli su Libero: “sembra scritto a quattro mani da Federico Moccia e Melissa P. dopo aver bevuto sei Mojito.” (Credo che Melissa p. abbia più talento dell’autrice di 50sfumature).
    Non è certo un capolavoro della narrativa come si sarà capito,è leggibile ma niente di che, un pò annoia ed è molto ripetitivo.
    Intere pagine (se non tutto il libro) trattano gli stessi concetti: Morso delle labbra-Dea interiore-Scopata con Christian-Dubbi sull lato oscuro di lui-altra scopata.!!
    …. E poi definirlo erotico è eccessivo..è un romanzo harmony!!!!!!!

    • No, gli harmony sono scritti molto meglio!
      Comunque, proseguendo la trilogia peggiora. Il copione è più o meno lo stesso, ma Christian da tizio con problemi ad impegnarsi, diventa idiota innamorato. E, ovviamente, abbandona il lato oscuro per la svampita, che non è più svampiata, ma bellissima, intelligentissima, bravissima in tutto e, ovviamente, scafatissima a letto.
      A ventun anni. Vergine fino a un mese prima. O_O
      Da non considerare in nessun caso una lettura seria.

  29. Ciao Alessandra,
    ho trovato questa tua recensione mentre vagavo senza pace nelle terre semi desolate di pianeta Google e devo dire che mi ha decisamente risollevato la serata.
    Prima di tutto non conoscevo il tuo blog, é davvero molto interessante e cercherò di seguirlo regolarmente.

    Per il resto, di recente ho voluto farmi del male (per rimanere in tema con l’argomento) e mi sono fatta prestare il primo libro in italiano. Devo dire che concordo con tutto quello che ha scritto, anzi,non avrei saputo scriverlo meglio. L’intervista di lei a lui é stata una delle cose più assurdamente deliranti che abbia mai avuto il dispiacere di leggere e contando che leggo parecchio, questo la dice lunga. Naturalmente ho voluto farmi nuovamente del male e mi sono fatta prestare anche i successivi. Non ti rovino la sorpresa perché ho letto che sei al secondo, ma posso rassicurarti sul fatto che il delirio non finirà. Buona fortuna.

  30. mi hai fatto davvero divertire e complimenti per il pezzo! ho 40 anni 3 figli (maschi) un matrimonio alle spalle, una convenza all’attivo, ho scritto un libro anche io (qualcosa nella vita ho fatto)….e la tua disamina mi è piaciuta. io sarei fra le papabili mommy por…non ci penso proprio….però sai questo mi spiega molte cose, anche il mio libro parla alle donne..ma non di sesso e forse qsto è stato il mio errore….perchè è vero, le donne hanno bisogno di un’evasione a volte talmente surreale da diventare imbarazzante. il potere della storia da raccontare alle amiche, è ancora una di quelle cose che molte ambiscono. se non hai una storia sopra le righe che donna sei?? anche io parlo d’amore nel mio libro, ma come concetto…..invece i concetti non interessano, interessano i fatti quelli che puoi immaginare a chiare note….mi fa una tristezza infinita mah..se è stato un successo qualcosa indicherà……mi unisco alla tua riflessione aggiungendo che spererei di sentire donne apprezzare qualcosa con un pò più di sostanza….ma prometto che lo leggerò. ciao naomi

    • Ciao Naomi (bel nome!), ormai l’estate è finita e possiamo tirare le somme: le Cinquanta sfumature sono state un successo di vendita nonostante le critiche avverse.
      Sicuramente il bisogno di evasione è arrivato a livelli preoccupanti, posso solo sperare che prima o poi ci sia un salto qualitativo anche nelle letture “semplici”. Si può evadere con maggior dignità 😉
      A presto!

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  32. Ti amo. Oddio, ho riso tantissimo leggendo, perchè hai esattamente ragione.
    Inoltre vorrei puntualizzare che, secondo me, l’autrice non ha la benchè minima idea di come sono disposti i nervi nel corpo umano (e io non ho certo studiato anatomia …)

  33. Pingback: Cinquanta sfumature di grigio « BookBlister

  34. Mi è piaciuta molto la tua critica e sono daccordissimo con te su ogni punto!Anche io l’ho letto per curiosità e sono rimasta un po’ allibita..insomma basta con queste figure femminili di sceme e pseudosottomesse che hanno la sindrome della croce rossina e del “maschio dalla corazza dura ma dal cuore tenero”..!

  35. Letto il primo e lasciato a meta il secondo, c’era piu sesso torbido in UCCELLI DI ROVO. Ho trovato la trama di questa trilogia banale e scontata.

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