L’isola della paura di Dennis Lehane (reloaded): il romanzo, il graphic novel, il film

L’isola della paura (Piemme) di Dennis Lehane è uno dei romanzi che ricordo più volentieri perché è riuscito a fare ciò in cui pochi riescono: sorprendermi. Il post che ne è seguito, ora perso per sempre, aveva oltre un centinaio di commenti da parte di lettori entusiasti che però spesso chiedevano spiegazioni sul finale. Anche quei commenti, ça va sans dire, sono persi per sempre. (L’autore del folle gesto è stato maledetto fino alla settima generazione di discendenti).

Al libro sono seguiti il graphic novel (tutto italiano) di Stefano Ascari e Andrea Riccadonna e il film di Martin Scorsese con Leonardo Di Caprio, che hanno mantenuto il titolo originale (Shutter Island) e che sono stati entrambi fruiti con lo stesso entusiasmo.

Ripropongo qua la trama del romanzo e i (miei) commenti a futura memoria.

Nell’estate del 1954 l’agente federale Teddy Daniels e il suo collega Chuck Aule arrivano a bordo di un battello a Shutter Island, al largo delle coste del Massachusets. L’isola ospita il manicomio criminale di Ashecliffe ed è considerata sicura; tuttavia pare che una paziente, una pericolosa assassina di nome Rachel Solando, sia scomparsa. I due federali devono ritrovare la donna.
Ma c’è qualcosa di strano sull’isola.
La presenza di Daniels sembra essere d’intralcio a qualcuno. Lo stesso Daniels nasconde qualcosa: è sull’isola per cercare la Solando, ma non solo. Negli ambienti governativi gira voce che nel padiglione C dell’ospedale, isolato da tutto il resto e guardato a vista, vengano compiuti misteriosi esperimenti su cavie umane. Esperimenti che implicano un approccio alla psichiatria molto particolare, mediante l’uso di droghe sperimentali e operazioni chirurgiche estremamente rischiose.
E ancora: Teddy Daniels di solito lavora da solo, ma per indagare su questo caso gli è stato affiancato un collega, Aule, completamente diverso da lui. Tanto Daniels è uomo d’azione quanto Aule è riflessivo. Chi ha voluto che i due, che nemmeno si conoscono, lavorassero fianco a fianco?
Mentre Daniels e Aule si scontrano con la reticenza dei dirigenti e dei medici di Ashecliffe, Rachel Solando sembra essere sparita nel nulla. Scalza, per di più. Ma non è l’unica anomalia: qualcuno semina degli indizi, che però apparentemente non portano a nulla. E perché non c’è traccia della documentazione relativa al paziente 67, ricoverato un anno prima? Più Daniels si avvicina alla verità, più questa sembra sfuggirgli. Lo stesso Aule potrebbe essere un nemico. Quando una violenta tempesta si scatena sull’isola, Daniels inizia a temere che non ci sia modo di tornare indietro da Shutter Island.

L’isola della paura è un romanzo che toglie il respiro e conferma l’eccezionale bravura di Dennis Lehane nel creare trame convincenti e coinvolgenti. Sin dalla prima pagina si respira un’atmosfera di tensione che cresce costantemente fino alla fine. Nonostante che il libro sia chiaramente pensato per diventare un film, la contaminazione stilistica che ne deriva non danneggia, ma arricchisce la struttura: dialoghi serrati, descrizioni efficaci, personaggi costruiti magnificamente. La difficoltà nel parlare di questo libro sta nel fatto che la parte migliore, in assoluto, è il finale, che però non può essere svelato. Lehane poteva scrivere un thriller “ordinario”, invece la soluzione del mistero costringe a ripensare tutto quello che si è letto fino a quel momento e vederlo sotto una luce totalmente diversa. Ma non ci sono trucchi che ingannano il lettore: il sorprendente colpo di scena finale, se da un lato giunge completamente inaspettato, dall’altro è il più realistico e umano finale che si poteva immaginare.

Disponibile anche in ebook:

4 Comments

  1. Trovato vagabondando in un mercatino del libro. Iniziato e mai terminato. Ma non mancherà occasione che lo riprenda, anche se ormai conosco il finale. Come nelle migliori spoilerate d’autore mi hanno detto il finale pensando che l’avessi letto. 🙂

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