“Guarda come si uccide” di Ivo Tiberio Ginevra

Guarda come si uccideGuarda come si uccide segna l’esordio della collana “Sbirri e sbirrazzi” degli editori “I buoni cugini“, casa editrice palermitana specializzata nel salvataggio di vecchie opere, in particolare degli scritti di Luigi Natoli, che qualcuno forse conosce come l’autore dei Beati Paoli.
L’autore di Guarda come si uccide, Ivo Tiberio Ginevra, è anche editore: è lui stesso a spiegare in premessa in che modo è arrivato a pubblicare e pubblicarsi (non devo rendere conto a nessuno e mi evito tutte quelle tipiche rotture di scatole legate alla promozione del libro come le presentazioni, le interviste, il presenzialismo, ecc. ecc…, insomma tutte cose che se gratificano gli scrittori e forse piacciono pure agli stessi editori, per me sono terribilmente abbuttanti…).
Ciò detto, Guarda come si uccide è un racconto breve, o romanzo lungo, che per via di questa lunghezza non classificabile avrebbe probabilmente incontrato qualche problema di collocabilità presso altri editori. Ed è un peccato, perché si tratta di una lettura piacevole.
Una storia di mafia e insieme una favola nera con elementi allegorici e una spruzzata di pulp (frequente anche nelle classiche fiabe).
Ambientato in Sicilia nel 1974, racconta un fatto criminale che si intreccia con la prova di coraggio di un gruppo di ragazzini in una vecchia clinica, una “casa stregata” abbandonata… in realtà fin troppo abitata.
Apprezzabilissimo il cameo di Michele Di Marco, tuttofare del bar Kennedy, il bar della piazza.
Da leggere tutto d’un fiato.

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