Letture al gabinetto di Fabio Lotti – Febbraio 2016

book-toiletAffondato nella tazza del water ho riletto “Abbiamo ridotto le pagine non il piacere”. È lo slogan della nuova collana I Distillati di Centauria disponibile dal 29 dicembre in edicola, libri che sono diventati bestseller italiani e internazionali e adesso riproposti ridotti all’osso − nel numero di pagine e nel contenuto − in un’edizione economica. Due titoli al mese di diverso genere “per accontentare tutti”, al costo di 3.90 euro l’uno, per leggere un romanzo “nel tempo di un film”. Mi è venuto un sorriso di non so che cosa. Per la casa editrice e per l’eventuale lettore. Poi ho ripensato ai commenti indignati che sono spuntati da tutte le parti come un oltraggio alla Cultura. Grida di rabbia e di disperazione. Allora mi è sorto spontaneo un altro sorriso. Qualche libro, più che distillato andrebbe proprio soffocato nella culla (e metteteci pure i miei).
Ariaffondato, sempre nella stessa tazza del water (virus regalatomi dai miei cari nipotini), ho ripensato alle solite grida di rabbia e disperazione quando nacquero le case editrici a pagamento. A me non piacciono le case editrici a pagamento. Non ho pagato e non pago per farmi pubblicare. Ognuno, però, è libero di leggere quello che vuole e pagare chi gli pare. O no?

delitti al castelloVeniamo alle letture cercando di non essere pesanti (leggi pallosi). Delitti al castello di Donald E. Westlake, Edgar Wallace e G.K. Chesterton, Mondadori 2015.
Il castello riveste una parte importante nella storia del romanzo poliziesco. Ce lo spiega in maniera esauriente Mauro Boncompagni con una serie di calzanti esempi nella sua introduzione a questo bel trio di vicende che ruotano attorno al misterioso e sinistro maniero.
Castello in aria di Donald E. Westlake
Il dittatore dello Yerbadoro in fuga vuole portare il malloppone dei soldi rubati al popolo con sé a Parigi. Come? Svuotando una dozzina di pietre del suo castello e riempiendole con “tutto il suo patrimonio”. Idea geniale ma c’è qualcuno che cercherà, a sua volta, di rubargli il castello. Ovvero una stravagante banda di ladri internazionali. E dunque assisteremo a improvvise situazioni comiche, grottesche e paradossali create dal suddetto gruppo di sbandati altrettanto grotteschi e paradossali.
L’avventuriero di Edgar Wallace
“Un piccolo paese del Surrey vive momenti angosciosi per una serie di furti messi a segno da un vecchio pazzo. Il rebus si complica quando il ladro comincia a restituire la refurtiva e…”
Vicenda ingarbugliata il giusto con personaggi che hanno, in genere, qualcosa da nascondere, amore, gelosia, matrimonio in crisi, ricatto, braccialetto di brillanti perduto o rubato, occhio alla parola “sopracciglia” e a certi bottoni. Avventura frastagliata e detection abbarbicati in un amplesso incredibile con improrogabile citazione di Sherlock Holmes.
Il segreto di Padre Brown di G.K. Chesterton
Flambeau, “il più famoso criminale di tutta la Francia e in seguito investigatore privato in Inghilterra”, ora nel suo castello in Spagna con l’amico Padre Brown e l’inseparabile ombrello dal manico che sembra una mazza. Ai quali si aggiunge il viaggiatore americano Grendison Chace di Boston. Tema della conversazione la differenza tra il metodo investigativo, più o meno “scientifico”, dei più noti detective (Sherlock Holmes, Dupin ecc…) e quello del nostro pretucolo. Facile. Padre Brown “Io non cerco di guardare l’uomo dall’esterno. Io cerco di entrare dentro l’assassino…” fino a quando non riesce a vedere il mondo “con i suoi occhi iniettati di sangue”. Al diavolo gli altri metodi. Al diavolo la scienza.
Due romanzi ed un racconto. Tre storie diverse, tre stili diversi a costituire una lettura che ci vuole pronti agli sviluppi più grotteschi, aggrovigliati e impensati. Con riposino e goduria mentale, diciamola così, insieme a Chesterton.

I guanti dell'assasinoI guanti dell’assassino di Ngaio Marsh, Mondadori 2015.
Intanto una coppia di signori che vivono sotto lo stesso tetto: Percival Pyke Period e Harold Cartell. Il primo, “un signore alto e anziano, con le spalle decisamente curve, i capelli argentei, due grandi occhi castani e una bocca minuta”, ha ingaggiato la signorina Nicola per la stesura di un libro sulle buone maniere. Il secondo, non la faccio lunga, sparirà dalla scena quando lo troveranno nel fossato (c’erano dei lavori in corso per una fogna), “bagnato e sporco di fango, e sulla testa spiccava un segno rosso lasciato dal sangue” schiacciato da un collettore di circa quattrocento chili. Qualcuno ha spostato il ponte di assi fin quasi al bordo e, quando Cartell ci è passato sopra, è crollato. Sfortuna? No, omicidio.
Il nostro Roderick Alleyn in età matura, sovrintendente di Scotland Yard, arriva per risolvere il mistero insieme all’ispettore Fox e si trova davanti a particolari inquietanti che non sto ad elencare. Tutti i personaggi sospettati, tutti hanno qualche buon motivo per avere ucciso Cartell. E lì, davanti a loro, c’è Roderick a tirare le fila dell’intricata vicenda in una atmosfera avvolta nel silenzio più profondo (si sente perfino il fruscio delle dita). Con l’aiuto abbaiante del cane Pixie che il suo bel contributo lo vuole dare. E lo darà. Eccome se lo darà.

MelissaMelissa di Francis Durbridge, Mondadori 2015.
“Brutta serata per Guy Foster, giornalista squattrinato con ambizioni da romanziere. Prima un battibecco con la moglie Melissa al rientro a casa, quindi lei che va a un party senza di lui. Più tardi Melissa lo convince a raggiungerla nei pressi di Regent’s Park ma…”. C’è un’amara sorpresa. La pelliccia nera nelle mani di un poliziotto appartiene all’amica della moglie ma la vittima strangolata nel parco è proprio Melissa!
In arrivo una serie sconcertante di fatti misteriosi e inspiegabili fra cui la dichiarazione che lui era in cura da uno psichiatra (non è vero, si affanna a smentire) confermata dal dottore e dalla segretaria. Ergo dubbi, assilli, domande ”Era forse uno schizofrenico? Un dottor Jekyll e Mister Hyde?”. Storia avvincente, ricca di continue sorprese per il povero Guy e per noi lettori che cerchiamo di capire, sballottati da un nuovo evento all’altro, quale sia la verità vera (fra le tante false verità) che sfugge di continuo e scivola via come un serpente in fuga.

L’odore dell’inganno di Andrea Franco, Mondadori 2016.
l'odore dell'ingannoGià trovato il nostro uomo (don Attilio Verzi) in L’odore del dolore, a sua volta  in Giallo 24 – Il mistero è in onda di AA.VV., il Giallo Mondadori extra 2013, che mi colpì per la sua originalità e poi in L’odore del peccato, Mondadori 2013. Un personaggio particolare questo monsignor Verzi, capo dell’Ufficio inchieste assegnatogli da papa Pio IX, dotato di un dono speciale “che molti avevano additato come una maledizione del demonio”. Percepisce gli odori nel profondo, “vivi come può essere viva una persona, vicini come la carezza di una madre o lo schiaffo di un padre che educa un figlio”.
Qui (siamo a Roma nell’estate afosa del 1846) è alle prese con la scomparsa di Chiara, una giovane ragazza, nipote del nobile romano conte Palmigiani, da lui stesso segnalata e prossima alle nozze (matrimonio combinato) con il nipote di un cardinale. Verrà trovata morta in un canale, causa una coltellata alla gola, vestita di abiti dozzinali (perché?) e un fazzoletto appeso ad un ramo secco distante una decina di metri. Caso complicato perché intorno alla ragazza “Troppi interessi, troppo denaro, troppo potere fine a se stesso”.
Odori, odori e odori (forte quello dell’inganno), voci, visioni, incubi, momenti di crisi, il passato doloroso che riemerge improvviso. La ricerca sofferta della verità attraverso una scrittura intensa e delicata, capace di penetrare nelle profondità dell’animo di don Attilio Verzi “caricato” di un dono portentoso e nello stesso tempo pesante che lui non vorrebbe possedere.

Cuccioli di Maurizio de Giovanni, Einaudi 2015.
CuccioliUltimi ricordi che sfrecciano nella mente. Poi un laccio che si stringe al suo collo di giovane domestica ucraina. La figlia appena nata viene abbandonata vicino ai cassonetti della spazzatura. Un ragazzino chiede aiuto. Hanno rubato il suo cane, così come è successo a tanti altri randagi.
Ecco due storie, due casi da risolvere per i Bastardi di Pizzofalcone: Luigi Palma, Giorgio Pisanelli, Giuseppe Lojacono, Francesco Romano, Ottavia Calabrese, Alessandra Di Nardo, Marco Aragona, ognuno con il suo bravo soprannome. Tutti insieme e tutti soli con il proprio destino.
Quando si apre un libro di Maurizio De Giovanni sicuro che si incontra il pathos e la commozione. E le vicende esterne si intrecciano indissolubilmente con quelle interne dei personaggi, con le loro storie, i loro crucci, i loro problemi. Storie individuali e di un quartiere che replica in piccolo le anime della metropoli, dove tutti sanno di tutti, le attività oscure e illecite, il senso forte della famiglia, le rivalità, le crisi, le solitudini, le depressioni, i traffici loschi e i delitti (vedi l’influenza di Ed McBain).
Quando si apre un libro di Maurizio De Giovanni fatale che si incontri il pathos e la commozione. Ogni volta cerco di beccarlo in castagna su quella che io definisco “ampollosità sentimentale”, o, per essere più chiari, “pallosità sentimentale”, una sequela di languido, viscido sentimentalismo tipica di certi romanzetti ammosciati, ma mi sfugge sempre come un’anguilla. E, anche nei momenti più scivolosi, nei momenti in cui l’autore tamburella di continuo su alcune parole chiave, riesce a rimanere abbarbicato al sentimento più forte, genuino e sincero dell’esistenza umana.

Sangue khmerPer la DelosDigital 2016 segnalo Sangue Khmer di Fabio Novel, romanzo thriller in ebook. “Chi ha seviziato e ucciso Peuw e tante altre bambine? Una risposta che nessuno è interessato a trovare, nella tormentata Cambogia del 1992. Solo Tia, una giovane volontaria in cerca di redenzione, vuole giustizia. Per ottenerla, non esiterà ad affrontare il cuore oscuro di Phnom Penh. È insieme un thriller, una spy story e un noir, un romanzo dove gli scenari cambogiani e thailandesi sono del tutto protagonisti, con una trama che affronta la perversione umana, ma si sviluppa all’ombra degli affari sporchi dello spionaggio e degli interessi geopolitici, in crudi scenari esotici, tra una popolazione che non ha dimenticato la paura, criminali di bassa lega e killer professionisti, caschi blu, expats dal passato oscuro.”
Dello stesso autore ricordo il romanzo Scatole siamesi, Nord 2002 e Phuket inferno in ebook con la Delos Digital 2015.

Chi vuole conoscere un poliziotto fuori regola ecco i libri di Antonio Manzini che ci propone la sua creatura Rocco Schiavone, poliziotto violento con il gusto della bella vita, delle belle donne (chiamalo scemo) e quotidiana sniffata di spinello (qui va bene l’aggettivo precedente). Pubblicati dalla Sellerio, il che una certa garanzia ce la dà.

Sei casi per Petra DelicadoChi desidera, invece, ritrovare un personaggio famoso già conosciuto come Petra Delicado di Alicia Giménez Bartlett‎, allora si butti con tutta tranquillità su Sei casi per Petra Delicado (appunto), Sellerio 2015. Siamo a Barcellona dove furoreggia (per noi lettori) la coppia antitetica su tutto, e per questo irresistibilmente divertente, dell’ispettrice Delicado e del panciuto Fermin Garzón che da soli inseriscono una nota lieve in una costruzione aspra come quella del noir.

Dopo lo straordinario successo della Trilogia del Male Roberto Costantini, che si è beccato pure il premio speciale Giorgio Scerbanenco del 2014, La moglie perfettacon La moglie perfetta, Marsilio 2016, affronta ora, tra gli altri, il tema del difficile rapporto matrimoniale in  una Roma dove imperano gli affari loschi. Già preso ma ci ritorneremo la prossima volta.

Per tutte le depresse e le scoraggiate (vedi il giudizio di Bianca Pitzorno) anche il sottoscritto consiglia La mia vita di Agatha Christie, Mondadori 2003. Un omaggio al libero pensiero, all’intelligenza, alla fiducia in noi stessi. Con qualche caduta sconcertante quando trattasi di questioni sociali che il criminale, per lei, ha due possibilità: un sorso di cicuta od offrirsi volontario per le sperimentazioni mediche (ma ho idea che molti la pensino così).

A colpo sicuro con Il cartello di Don Winslow, Einaudi 2015, già segnalato dal nostroil cartello Valerio Calzolaio. Se non bastasse il suo giudizio eccone altri: James Ellroy “Il cartello è il Winslow migliore. Intenso, brutale, profondo. Atmosfera impressionante, trama magistrale. Una botta di metanfetamina pura”; Michael Connolly “Don Winslow è un maestro e questo libro lo dimostra una volta di più ”; Lee Child “Se Il potere del cane era quasi perfetto, Il cartello è semplicemente straordinario”. Io dico che c’è da fidarsi e già sono rimasto appiccicato a molte sue pagine nella solita libreria di Siena (mi sa che lo finisco lì).

Una sarabanda di autori di alto livello con Jeffery Deaver al comando in Il braccialetto di rame, BUR 2016, seguito di Il manoscritto di Chopin, BUR 2015, dove M.J. Rose riuscì a riunire un bel gruppo di scrittori intorno ad una storia iniziata e terminata dal suddetto Jeffery Deaver (gli altri completarono il resto). Niente di nuovo sotto il sole. Basti pensare al famoso Detection Club degli anni Trenta che invitava addirittura i lettori a scoprire l’assassino.  Così scrissi a fine lettura “Storia complessa, frenetica, dal ritmo veloce, ricca di movimento, di suspense, di continui “passaggi” da un personaggio all’altro, di scontri, di pistole puntate alla schiena, di morti ammazzati, di ripetuti colpi di scena, quasi una gara tra i vari autori a mettere in mostra le proprie capacità inventive. Una storia che mi è parsa discretamente gonfiata e non mi ha esaltato più di tanto, anche se la tecnica c’è e si vede.” Spero che il seguito (lette solo diverse pagine in qua e là) sia migliore.

Per chi vuole leggere qualcosa del sottoscritto sui grandi campioni di scacchi del presente e del passato cliccare qui: Fischer Najdorf Réti Petrosian Nimzowitsch Chigorin Tarrasch Rubinstein Alekhine Steinitz Lasker Tal Capablanca Karpov Spassky Korchnoj Botvinnik Reshevsky Euwe Marshall Kasparov. Buona lettura.

E, a proposito sempre di scacchi, ecco cosa ho letto “Non voler crescere, non voler entrare nel mondo è il tema conduttore di Nuotare con un elefante tenendo in braccio un gatto (il Saggiatore, pp.237, euro 20, traduzione di Laura Testaverde), romanzo della scrittrice giapponese Yoko Ogawa. La trama ha un che di fiabesco: un bambino timido e introverso, con una leggera peluria sulla bocca, incontra un grassissimo guidatore di autobus in pensione che gli insegna a giocare a scacchi. Dopo la morte del suo maestro, Little Alechin, ormai piccolo campione destinato però a non diventare adulto, viene ingaggiato dal presidente del circolo degli scacchi della sua città per fare delle partite con sconosciuti ma stando all’interno di un automa (il che ricorda un altro congegno meccanico, il famoso Giocatore di Scacchi di Maelzel, smascherato da Edgar Allan Poe).” Sicuro che lo becco.

il morto che non riposaMica male Il morto che non riposa. Scritto da Guy Cullingford e pubblicato dalla Polillo nel 2003. Il titolo originale era tuttavia Post mortem, che deve essere piaciuto un sacco anche a Patricia Cornwell se lo ha ripreso per un suo famoso best-seller. Ma pure il nome dell’autore che compare sulla solita copertina rosso fuoco non è per nulla originale, nel senso che trattasi dello pseudonimo di Constance Lindsay Taylor, scrittrice e poetessa inglese. “La sua vera identità rimase un mistero finché, negli anni Sessanta, la scrittrice divenne membro del celebre “Detection Club” di Londra, della “Crime Writers Association” e della “Writers Guild of Great Britain” (scusate se è poco).
E vediamo un po’ di che cosa tratta:
“Qual è il mistero che circonda la morte di Gilbert Worth, scrittore di discreto successo e di temperamento poco amabile? Era intento a lavorare nello studio della sua vecchia dimora vittoriana di mattoni rossi, quando di colpo ha reso l’anima al Creatore. Il caso è stato archiviato come suicidio anche se, nell’opinione di coloro che lo conoscevano, Worth non era tipo di togliersi la vita. Inoltre, c’erano stati un paio di “strani” incidenti in precedenza, senza contare che la moglie, i figli, la segretaria e il vicino di casa, fra gli altri, potrebbero non essere estranei ai fatti. Qualcuno, in particolare , è indignato per l’esito dell’inchiesta e decide a suo modo, di indagare”.
Questo qualcuno, ve lo dico subito, è proprio il morto che, in forma di fantasma, si dà da fare per scoprire il colpevole. Non riposa, appunto. Una discreta trovata per quei tempi che però non ha perso di attrattiva ancora oggi. Egli vede, ascolta le conversazioni, si rende conto di che cosa provano i suoi familiari e la servitù nei suoi confronti. Tutti sono i possibili sospettati. Chi per un verso, chi per un altro. E allora non rimane che leggerlo per scoprire il colpevole.

il negozio dei suicidi“Immaginate una piccola impresa a conduzione familiare, dove da dieci generazioni si vende tutto ciò che può servire per suicidarsi. Il suo slogan è: “Morti o rimborsati!”. Ma nessun cliente è mai tornato per lamentarsi… Mishima Tuvache, il padre, specializzato in morti violente, dirige l’azienda con pugno di ferro. Lucrèce, la madre, addetta agli avvelenamenti, confeziona misture fatali. Vincent, il figlio più grande, sta progettando un parco divertimenti sul tema del suicidio. Sua sorella Marylin, che si crede inutile, vorrebbe farla finita ma un Tuvache non può uccidersi. Chi manderebbe avanti il negozio?…” Ecco la bella famigliola di Il negozio dei suicidi di Jean Teulé, Vertigo 2008. Anzi, no, ne manca uno, Alan, un figlio degenere che ama la vita. Sorride, ringrazia, disegna paesaggi splendenti, insomma la classica mela marcia che va tenuta sotto controllo.
Il negozio è ben fornito. Chiunque sia votato al suicidio può scegliere tra un’ampia gamma di prodotti: la classica fune da impiccagione, un completo da hara-kiri con kimono e relativa sciabola, vari tipi di veleni tra cui anche quelli da contatto, il classico blocco di cemento munito di anello per chi vuole affogare e così via. E poi abbiamo la figlia che uccide prima con un bacio, poi con una semplice stretta di mano, il suo innamoramento con il guardiano del cimitero, politici suicidi che si mettono a ridere, e così via. Ma, soprattutto, il cambiamento che avviene nella famiglia ad opera dell’ottimismo di Alan e di conseguenza il cambiamento del negozio. Niente arnesi per suicidi ma una crêperie (sì, avete capito bene).
E insomma un frullato di battute e trovate più o meno convincenti.

Il Palio di Sherlock Holmes di Luca Martinelli, Alacràn 2009.
Il palio di Sherlock HolmesTitolo intrigante, bella copertina con: in primo piano una mano, una pipa, volute di fumo, sullo sfondo scuro il Palazzo Pubblico e la Torre del Mangia di Siena. Praticamente una storia tratta dalle carte lasciate da Holmes al suo fidato amico Dr. Watson sulle sue vicende in Italia tra la primavera e l’estate del 1891, per formare una rete di spie e far maturare un partito contrario al rinnovo della Triplice Alleanza. Contatto a Sesto Fiorentino sotto mentite spoglie del giornalista Sigerson con l’agente Trenton e poi a Firenze seguendo le istruzioni del fratello Mycroft. Infine a Siena (affettuosa e documentata ricostruzione storica) con la Lizza, Piazza del Campo, il Costone, il quartiere malfamato di Salicotto ecc…, e la stupenda passione dei suoi abitanti per il Palio.
Conclusione di tutto l’ambaradan tirata un po’ per i capelli (lo stesso Holmes sembra accorgersene quando scrive a Watson sui possibili lati ancora oscuri della storia), postfazione di Enrico Solito come sigillo, comunque, ad un buon libro.

L’eredità medicea di Patrizia Debicke Van Der Noot, Parallelo45edizioni 2015.
l'eredità medicea“Alessandro de’ Medici era giovane e forte. Si difese e morse a sangue il dito del cugino che gli aveva inferto la prima pugnalata, ma invano. I suoi assalitori, tre, armati e che l’avevano preso alle spalle, lo soverchiarono. I sicari, lo Scoroncolo e il Freccia, dopo averlo immobilizzato, colpirono, finché non smise di muoversi e scivolò a terra.” Caterina Soderini, lì presente con l’inganno, che non si aspettava l’esito funesto, urlò aiuto alle guardie del duca e i congiurati fuggirono. Era il 6 gennaio 1537, la notte della Befana. Da qui ha inizio la caccia a Lorenzino de’ Medici, detto Lorenzaccio, e ai suoi complici.
Dietro al misfatto, come un deus ex machina che tira le fila della congiura, l’Ombra di cui scopriremo l’identità solo alla fine. Altri personaggi principali (ne cito solo alcuni): Alessandro Vitelli, comandante in capo dell’esercito imperiale di Carlo V a Firenze; il cardinale Cybo, primo ministro di Firenze; Cosimo de’ Medici, non ancora diciottenne, che diventerà signore della città; Otto da Montauto, luogotenente di Alessandro Vitelli; Pier Luigi Farnese, comandante generale e Gonfaloniere della chiesa e Filippo Strozzi,  dalla parte dei congiurati.
Dunque personaggi, dicevo, che si alternano a costituire una vicenda complessa, vera, della nostra storia, la ricerca dei congiurati, la situazione politica che coinvolge altre potenze straniere, l’alternarsi del passato al presente per rendere più concreta e credibile la realtà in cui si svolgono i fatti, scene di vita intima, amori felici e amori non ricambiati, matrimoni, nascita dei figli, banchetti, duelli, uccisioni, inganni, tradimenti, tentativi falliti di togliere di mezzo Cosimo. E, insomma, trame che si aggiungono ad altre trame a creare una vicenda storicamente minuziosa (a volte anche troppo) ma sempre affascinante e di piacevole lettura. Alla fine resa dei conti con l’Ombra. Ma chi sarà mai?…
Della stessa autrice ricordo L’oro dei Medici, TEA 2009, L’uomo dagli occhi glauchi, Corbaccio 2010 e La sentinella del papa, Todaro 2013.

E ora, sempre l’infaticabile Debicke, ci presenta La cattedrale dei morti, le indagini di Vitale Federici di Marcello Simoni, Newton Compton 2015.
La cattedrale dei mortiCon un balzo in avanti di tre secoli e, lasciando per un po’ nel quattrocento il suo Maynard de Rocheblanche e l’Abbazia di Pomposa, esce Simoni con La cattedrale dei morti, remake di una trilogia scritta con il dotto linguaggio adatto all’epoca, già pubblicata dalla Newton Compton con i titoli: I sotterranei della cattedrale, in edizione economicissima e in e-book e L’enigma del violino e La prigione dell’anima usciti su due diverse antologie di racconti.
Gradito remake, dicevo, con le indagini di Vitale Federici, cadetto di una casata estinta, i Montefeltro, protagonista di una serie di avventure nell’Italia del Settecento, costretto a indagare su un concatenarsi di delitti all’apparenza insolvibili, sotto il quale si nascondono le macchinazioni di aristocratici, religiosi e magistrati. Urbino, Roma e Venezia appronteranno per lui delle trappole mortali, che potrà evitare per un soffio solo per la sua arguzia e il suo straordinario spirito di osservazione.

Eroi dell’ombra di Stefano Di Marino, Delos Books 2015.
eroi dell'ombraStefano Di Marino è bravo e gli do volentieri la patente di grande se non massimo conoscitore del settore. La sua bella antologia romanzata che ricostruisce secondo un criterio ben documentato tutta la storia della spy story cinematografia mondiale è da leggere e poi conservare sullo scaffale per consultarla a piacere.
Riporto volentieri le spiegazione che lui stesso dà ai lettori sui criteri adottati per la sua monumentale opera: «Seguiremo la storia dello spionaggio in questi ultimi cento anni, i film saranno raggruppati per tematiche più che per anno di produzione. Così come mi pare logico accorpare tutti i film di 007 o quelli interpretati da Michael Caine, altra grande icona (lui personalmente, al di là dei personaggi) del filone. Oppure i film tratti dal lavoro di quel grande romanziere che è stato Robert Ludlum.
Insomma credo che, alla fine, troverete tutti i vostri film preferiti e magari molti che non conoscevate ma secondo un percorso divertente, un po’ erratico, ma coerente con la mia passione per il genere che, dopo tanti anni, è ancora bruciante e creativa.»
Fabio Jonatan JessicaUn saluto da Fabio, Jonathan e Jessica Lotti

8 thoughts on “Letture al gabinetto di Fabio Lotti – Febbraio 2016

  1. Una sbirciata veloce dal buco della serratura l’ho data anche questo mese.
    Sono attualmente impegnato, tra un Maigret e l’altro, con ‘Pessima mossa Maestro Petrosi’.
    Un caro abbraccio.
    Mongo

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  2. Davvero tanti bei consigli questo mese. Pensiero laterale sciocco: mio marito mi trascina a vedere il film di Tarantino nella versione lunga. Altro che libro distillato, nel tempo del film finisco Guerra e Pace.

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  3. Grazie per essere finite tra le letture al gabinetto di Fabio con il mio “Sangue Khmer”. Se qualcuno di voi dovesse decidere di leggerlo, mi trova poi su FB per parlarne.
    Tra i libri segnalati in questa lista, ho letto il saggio “Eroi nell’ombra”, di cui sono ben lieto di sottolineare la qualità, oltre che la competenza e la passione da cui nasce. “L’eredità medicea” di Patrizia Debicke ce l’ho, ma non l’ho ancora letto. Sinora, la Debicke è stata una garanzia in queste ambientazioni del XVI secolo, non ho dubbi quindi che quest’ultimo lavoro sarà egualmente piacevole. Anche quello di Andrea Franco (di cui ho appena finito lo storico 1849) è in attesa di lettura. Franco è un autore capace, che si diverte e diverte su più generi diversi. Don Winslow è Don Winslow 🙂 . Un altro che vorrei acquistare tra quelli citati è l’ultimo di Costantini, perché i primi tre erano molto coinvolgenti e ben congegnati,con un grande protagonista. Però devo dire che gli aspetti che più mi avevano coinvolto erano quelli storico/geopolitici dell’Italia in Libia, e la correlate caratterizzazione dei personaggi. Ma immagino che anche senza “contorno” Ballistreri regga la scena in modo comunque impattante. 🙂

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