La Debicke e… Azrael

AzraelAzrael
di Pierluigi Porazzi
Marsilio, 2015
Pagine 358
Euro 15,30

Azrael è il terzo romanzo di Pierluigi Porazzi, un quasi sequel (persino l’antagonista sembra provenire dal passato) che vede il ritorno alla grande di Alex Nero, protagonista e vittima di L’ombra del falco (2010), il thriller che l’aveva introdotto nel panorama italiano. Carta vincente non si cambia e a ragione.
Quindi sempre Udine a fare da scenario e la stessa squadra di uomini fatta di magistrati, polizia e consulenti. Nero infatti era ricomparso anche in Nemmeno il tempo di sognare del 2013.
Pierluigi Porazzi è cresciuto come scrittore e con lui è cresciuto anche il suo personaggio – cult. Alex Nero, ormai ex agente, riciclatosi in investigatore consulente della polizia, è cambiato, è diverso? Un altro uomo? Non proprio, però un uomo provato, che ha molto sofferto ma ha rialzato la testa e, non essendo perfetto, non rifugge dalle armi proibite perché combatte e vive per un ideale, raddrizzare il lato più oscuro della società.
Anche un’Udine diversa, a far da sfondo a una collettività con problemi economici e in crisi di valori morali, e l’indagine principale diventa il vettore per portare alla luce storie che raccontano l’imbarbarimento dei nostri tempi: intolleranza razziale, abusi sui minori, corruzione e affari sporchi di politici senza scrupoli. La città si è trasformata in uno scenario dove domina la corruzione, è in atto una guerra tra poveri e dove ogni giorno bisogna fronteggiare un clima di odio e di violenza.
Proprio su questo palcoscenico fa sanguinosamente irruzione il Teschio che scrive i suoi minacciosi messaggi come Azrael@hotmail.it. Ma perché Azrael? Sappiamo che Azrael (forma inglese dell’in arabo: عزرائیل‎, ʿAzrāʾīl), o ‘Ezra’il o ‘Ezra’, che tradotto alla lettera vorrebbe dire: “colui che Dio aiuta”, è considerato dalla cultura islamica come l’arcangelo incaricato da Allah di apportare la morte agli uomini. Il responsabile della separazione dell’anima dal corpo e di lui (come Malak al-Mawt), parla il Corano alla sura XXXII (La sura della prostrazione), nel versetto 11, che spiega: ‘Vi farà morire l’Angelo della Morte…
Ma questo Azrael di Porazzi, più che un angelo, pare un diavolo della morte che, con il volto coperto da una maschera da teschio, uccide senza logica apparente lasciando brandelli di pelle delle vittime con misteriosi messaggi quasi indecifrabili: indirizzati a chi?
E l’autore non può essere Cristiano Barone, il Teschio di L’ombra del falco, il poliziotto e crudele serial killer fermato da Alex Nero, perché ha un alibi di ferro: è chiuso in un carcere di massima sicurezza, in attesa del processo d’appello.
Qualcuno, un imitatore o forse un complice, sta usando il modus operandi del Teschio e, per riuscire a fermare questo nuovo killer che si fa chiamare Azrael, bisogna rimettere in azione Alex Nero, l’uomo che era riuscito a bloccare il primo.
E Nero non si tira indietro, ricompone la squadra di investigatori che aveva risolto il caso del Teschio/Barone e si mette sulle sue tracce. Una caccia all’uomo, ma anche una corsa contro il tempo. L’indagine è difficoltosa come non mai e Porazzi, che si diverte e ci sa fare, svia il lettore su false piste. Cosa c’entra una palestra frequentata da culturisti che ospita anche meeting di estrema destra? Possono esserci dei legami con Barone? Azrael, che pare abbia il dono dell’ubiquità, continua a colpire a casaccio oppure? In ogni modo bisogna fare presto, scoprire la sua identità e riuscire a fermarlo. Ma per farcela, oltre a fare ricorso ai mezzi scientifici, si dovrà anche risalire con la memoria nel passato. Chi può volere la distruzione morale e la morte di Alex Nero?
Un terzo libro rappresenta una tappa importante per un autore e, a occhio, mi pare che Pierluigi Porazzi sia pronto a fare ancora molta strada. Dice lo “strillo editoriale” di Maurizio de Giovanni: “la scrittura limpida e tagliente di una delle più interessanti voci del romanzo nero italiano, per un nuovo viaggio nella stanza più buia della nostra anima”.
Con Azrael, dopo aver utilizzato un accorto flash back ambientale, approfondisce e perfeziona personaggi e situazioni già note, poi si sbizzarrisce, ci tiene angosciosamente con il fiato sospeso per oltre trecento pagine e alla fine ci lascia in attesa davanti a un futuro scenario a venire ancora tutto da risolvere.

1 thought on “La Debicke e… Azrael

  1. Sei sempre UNICA Patrizia! Grazie per questi tuoi suggerimenti affascinanti, che diventano un imperativo categorico imprescindibile ( e un po’ costoso, direbbe Benedetto! …)
    Ti aspettiamo a Padova con la tua Eredità Medicea. E con Rodolfo, vero?
    Tanto affetto e ammirazione
    Luisa S.

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