Le gialle di Valerio/81: D’Andrea

La sostanza del maleLuca D’Andrea
La sostanza del male
Einaudi. 2016
Giallo
Pagine 456

Siebenhoch, parco naturale del Monte Corno, Alto Adige, Südtirol. Gennaio 2013 – aprile 2014. Il giovane autore di documentari televisivi di successo Jeremiah Salinger è nato (nel 1975) e cresciuto a Brooklyn, pur con antenati paterni battisti sul Mississippi e madre di origine tedesca protestante tendente al marxista. Vive a New York con la bionda Annelise (di circa dieci anni più giovane) e la loro Clara di 5 anni, buon marito e padre. La moglie è figlia unica, originaria di un minuscolo borgo montano del Nord Italia e a fine 2012 hanno deciso di trascorrere qualche mese nel suo magnifico paesino natale, settecento anime abbarbicate a millequattrocento metri di altitudine, dove si trova ancora Werner Mair, il padre, uno dei fondatori del Soccorso Alpino Dolomiti. Nasce l’idea di un “factual” ambientato fra le montagne, così ad aprile 2013 arriva anche Mike McMellan, il regista, socio, più caro amico e alter ego produttivo di Jeremiah, cominciano a riprendere insieme agli uomini dell’elicottero per le chiamate d’emergenza. Finché il 15 settembre un incidente li coinvolge tutti, la valanga travolge alcuni soccorritori, l’Ec135 si schianta, Jeremiah rimane intrappolato nel ghiaccio, si salva a stento. E inizia a orecchiare racconti e memorie su un massacro avvenuto quasi trenta anni prima, la notte del 28 aprile 1985, nella gola e fra le grotte del Bletterbach. L’assassino non è mai stato trovato, nessuno vuol parlarne più, anche se tanti sembrano in qualche modo ancora coinvolti. Jeremiah s’incaponisce, prende molte botte e mette a repentaglio altre vite per trovare l’insospettabile colpevole nella chiusa comunità locale.

Dopo alcune prove fantasy per ragazzi, l’ottimo esordio letterario dell’insegnante d’italiano Luca D’Andrea (Bolzano, 1979) ha conquistato lettori in decine di paesi, una lettura interessante e appassionante, favorita da un intenso editing. L’alta quota primordiale rende possibile descrivere inconsueti paesaggi, scene, emozioni, umori noir, all’interno di ancestrali paure, di articolate relazioni affettive e di un vero drammatico intreccio giallo. La trama serrata individua via via tanti possibili responsabili dell’antico truculento eccidio di alcuni ragazzi. Non è certo che nel finale porti tutto rispetto alle ultime ore di un presunto omicida, forse la questione è poco rilevante, resta un’intensa narrazione in prima persona con un buon ritmo, che intreccia presente e passato, analogamente pericolosi. In montagna niente inquinamento luminoso, niente smog. Verena sa che Darwin aveva ragione e crede in Dio. Quando la mente di Jeremiah (imbottita di farmaci e di incubi) fa finalmente clic è come se la roccia (con l’ecosistema e le specie di milioni di anni fa) venisse a tal punto intaccata dall’odio da riportare alla luce la sostanza del male, l’indicibile sepolto nel cuore di ogni essere umano, con tracce in copertina (di pesce più che di scorpione marino). Molto elettrizzante, potente e sexy rock’n’roll, soprattutto i Kiss. Canederli, speck, vino (un costoso Krafuss del 2008), ma soprattutto grappa (anche al peperoncino).

(Articolo di Valerio Calzolaio)

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