La Debicke e… La stagione dei tradimenti

La stagione dei tradimenti
di Philippe Georget
e/o, 2017

Variazioni sull’adulterio e altri peccati veniali, un sottotitolo che ben introduce l’atmosfera di questa godibile storia a tinte fosche, fatta di luci e ombre con misurata venatura umoristica. Insomma un giallo/noir insolito con tutte le indagini focalizzate intorno a casi legati soprattutto ad adulteri, femminili, messi in luce in questa nuova era epocale di parità e libertà tra sessi.
Per il suo quinto romanzo, Philippe Georget riprende il filone delle indagini di Gilles Sebag, padre e marito esemplare, tenente di polizia a Perpignan. Torna dunque il geniale e intuitivo tenente Sebag, che abbiamo già conosciuto e apprezzato in D’estate i gatti si annoiano, ma che stavolta, varcando malauguratamente la sua “linea rossa”, legge di nascosto due SMS nel cellulare della moglie, scoprendo che l’ha tradito. Dopo lunghi mesi di fastidioso crogiolarsi nei dubbi, davanti ai suoi occhi la verità: la triste, scomoda e schiacciante verità. Claire non nega di averlo tradito qualche mese prima, ma è stata solo una breve sbandata senza importanza. Ora tutto è finito e giura di amare solo e soltanto lui.
Ma come e a cosa credere? La placida serenità del suo mondo sembra andare in pezzi! Siamo alla vigilia di Natale, Capodanno è vicino, sarà un periodo festivo duro per Gilles Sebag, e i familiari lieti ricordi degli anni passati che paiono solo rafforzare l’amaro in bocca, non serviranno certo a migliorare le cose.
Con il suo stile scorrevole e magistrale che maneggia una trama delicata e complessa affogata in un’atmosfera intrigante, Philippe Georget ci immerge nella storia coinvolgendoci e rosolandoci a puntino.
Intanto il povero Sebag, tra magone, alcol, sigarette a gogo e insonnia, cerca di superare la sua dolorosa prova e si ammazza in massacranti turni di lavoro per dimenticare preoccupazioni e dolori. Ma per lui il destino ha deciso altrimenti perché invece si trova inesorabilmente costretto a confrontarsi e a indagare su drammatici casi di “corna”: una donna uccisa in un hotel, un depresso che si butta dalla finestra, un uomo tradito che minaccia di far saltare in aria un intero quartiere… con i suoi “personali demoni” che gli ballano in testa, mentre i colleghi ignorano o fingono di ignorare le sue pene.
Eh già, perché per quella invernale fine d’anno, l’abituale delinquenza di Perpignan, legata al traffico di droga e sigarette dalla Spagna, sonnecchia e ha ceduto il passo a un’inesplicabile epidemia di adulteri che finiscono in tragedia.
Epidemia criminosa, certo, perché dietro c’è un misterioso e vendicativo corvo, the eye, assetato di sangue, che informa i mariti ingannati delle scappate delle mogli e accompagna le sue rivelazioni con foto compromettenti. Riuscirà anche stavolta Sebag a buttarsi dietro le spalle i problemi personali e a sbrogliare il caso?
Personaggi azzeccati, sano pragmatismo, dialoghi da manuale e ben misurate storie d’amore, con inevitabilmente il bello e il brutto. Tutto quanto contribuisce alla piacevolezza della lettura di questo romanzo.
E per finire non dimentichiamo che Philippe Georget è soprattutto uno scrittore di thriller, stavolta va oltre e gioca bene le sue carte, sviscerando anche psicologicamente con acume e comprensione le sue “variazioni sull’adulterio e altri peccati veniali”.

Philippe Georget è nato a Épinay-sur-Seine nel 1963. Dopo una laurea in Storia, si è dedicato al giornalismo, prima in radio e poi in televisione per France 3. Appassionato viaggiatore, nel 2001 ha fatto il giro del Mediterraneo in camper con la moglie e i tre figli, attraversando in dieci mesi Italia, Grecia, Giordania, Libia e altri paesi. Con D’estate i gatti si annoiano, suo romanzo d’esordio, pubblicato nel 2012 dalle edizioni e/o, ha vinto nel 2011 il Prix SNCF du Polar e il Prix du Premier Roman Policier de la ville de Lens. Le edizioni e/o hanno pubblicato anche In autunno cova la vendetta e Il paradosso dell’aquilone.

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