La Debicke e… L’amica perfetta

Teresa Driscoll
L’amica perfetta
Newton Compton, 2019

Cosa può essere più angosciante per due genitori che trovarsi a Londra, lontani, e venire a sapere che tuo figlio di quattro anni è rimasto coinvolto un incidente ed è in ospedale in pericolo di vita? A chiamare al telefono è un’infermiera: due bambini che si assomigliano sono arrivati in ospedale dopo un drammatico incidente. Uno dei due è figlio loro, Ben. Era con un’amica e suo figlio, Theo. Ma quale dei due rischia di morire? E cosa è successo? La polizia può dare poche spiegazioni, bisogna tornare subito indietro ma quel maledetto treno che dovrebbe riportarli a casa si ferma: un guasto? Problemi sulla linea? Il tempo scorre angosciosamente, poche scarne notizie e… paura, sordida agghiacciante paura che batte nelle tempie e costringe a ricordare, a ricostruire scelte forse sbagliate, problemi, dolori, sofferenze. Nella testa di Sophie si affollano flash back di momenti dolci, di altri tristi, di altri ancora angosciosi. Ma Sophie era convinta di potersi fidare di Emma, la nuova brillante e gentile amica che si era offerta di badare a suo figlio. Fin dal primo incontro, al momento del trasloco di Emma a Tedbury, nel Devonshire, le era piaciuta a prima vista. Sophie aveva una vita che sembrava perfetta, bella casa, marito affettuoso e un bel bambino di quattro anni. Tuttavia attraversava un periodo di incertezza e di insicurezza. Insomma si sentiva un po’ sola, aveva bisogna di calore. Non riusciva ad avere il secondo figlio che desiderava tanto (dopo la nascita del primo aveva dovuto affrontare una difficile depressione post-partum), la decisione di lasciare un buon lavoro e andare a vivere in campagna era stata sua, il marito l’aveva seguita un po’ malvolentieri, continuava a lavorare a Londra, faceva faticosamente avanti e indietro… E poi anche Emma aveva un figlio, Theo, poco più piccolo di Ben. Insomma c’erano affinità tra loro e il suo carattere così aperto, solare, la sua voglia di muoversi, di fare, erano un balsamo per la sua inquietudine, le facevano dimenticare i cattivi pensieri. E, nonostante certe dicerie e maldicenze che giravano su di lei, Sophie si era eretta a paladina di Emma, certa delle sue buone intenzioni. Ma quando salta fuori qualcosa di inimmaginabile, che la ferisce profondamente, Sophie all’improvviso si sente raggirata, plagiata. Poi la botta alla stomaco di quella telefonata. Da quel momento Sophie non fa che rimproverarsi e accusarsi, implacabile. Potrebbe aver compiuto un’imperdonabile leggerezza mettendo la vita di suo figlio nelle mani della persona sbagliata? Emma meritava il credito che le ha accordato? Perché le ha nascosto tanti segreti? Emma era una vera amica, un grande appoggio morale, o invece un’abile manipolatrice che ora pare destinata a provocare solo sofferenza e… peggio? Durante tutta la lunga drammatica corsa in treno contro il tempo per fare ritorno a casa, Sophie dovrà sforzarsi di reggere, essere lucida, affrontare la paura, controllarsi, dimenticare i traumi psicologici che l’hanno piagata. Deve reggere fino in fondo per arrivare a scoprire tutta la verità, anche la sua verità. E fare una scelta, la sua scelta. Poi la sua vita non sarà più la stessa.
Stuzzicante thriller psicologico denso intrighi e suspense fino alla fine, in cui domina l’incubo di un passato, istigato da una morbosa sociopatia in grado di trasformare pericolosamente una persona e condizionare il presente altrui.
Teresa Driscoll Vive nel Devonshire e lavora come presentatrice televisiva per la BBC da oltre quindici anni. Forte di una lunga carriera da giornalista d’inchiesta, ha deciso di cimentarsi con thriller realistici e dal sapore amaro che analizzano l’impatto che un crimine ha sui familiari delle vittime. Ti sto guardando, il suo esordio nella narrativa, ha ottenuto un grande successo in Inghilterra, Stati Uniti e Australia ed è stato tradotto in sei lingue.

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